11/06/2026
La PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI a Vallo Scalo
Sabato 6 giugno 2026
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«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno».
(Gv 6,51)
I TESTI DELLA MESSA
https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20260607
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
- PER RIFLETTERE
«TUTTI MANGIARONO A SAZIETÀ»
A saziare la fame della gente, oggetto della cura di Gesù, non è solamente un pane che è bastato per tutti, fino ad avanzarne. A saziarla davvero è il modo con cui è stato offerto. Alla sua origine c'è il "poco" che viene condiviso, riponendo la propria fiducia in Dio, che rende persino i nostri limiti, se vissuti in una logica di dono e di condivisione fraterna, capaci di bastare alla fame di tutti. Ci sono poi una cura e una responsabilità personali da vivere. Ai discepoli, i quali vorrebbero che ciascuno si arrangi come può, Gesù dice che devono impegnarsi in prima persona: «Voi stessi date loro da mangiare». A sfamare gli altri non è tanto il pane che offriamo, ma la prossimità relazionale con la quale ci facciamo carico del loro bisogno. In questo stile traspare già il mistero dell'Eucaristia, segno reale del Corpo e del Sangue di Cristo. Egli fa persino del limite estremo, qual è la morte, un dono da condividere, offrendo la propria vita per la vita di tutti. E noi, mangiando il suo pane, siamo chiamati a farlo in sua memoria. È tutta la nostra vita che deve ricordare ciò che celebriamo, attraverso i gesti di condivisione e di cura che possiamo vivere ogni giorno.
(d. Luca Fallica, Abate di Montecassino)
- PER PREGARE
NEL TUO CORPO E NEL TUO SANGUE
Gesù Maestro, nel tuo Corpo e nel tuo Sangue contempliamo l’Amore,
la tua vita offerta per tutte e tutti noi.
Nel tuo Corpo ci riscopriamo Corpo, Chiesa chiamata e radunata, popolo di figlie e figli mandati a portare vita, a condividere eternità.
Pane del cielo, nutrici di te.
Vita nuova per il mondo, aprici a te.
Fonte zampillante, facci vivere di te. Amen.
(fonte: Cantalavita)