22/08/2026
Spunti francescani sul vangelo domenicale
DOMENICA XXI (23.8.20): IL BUIO LUMINOSO DELLE DOMANDE DIFFICILI
Mt 16, 13-14: In quel tempo, Gesรน, giunto nella regione di Cesarรจa di Filippo, domandรฒ ai suoi discepoli: ยซLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomo?ยป. Risposero: ยซAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elรฌa, altri Geremรฌa o qualcuno dei profetiยป. Disse loro: ยซMa voi, chi dite che io sia?ยป.
Arrivano momenti nella vita in cui non si possono piรน evitare le domande difficili, quelle che si sentono presenti dentro di noi ma si hanno paura di affrontare. ร il momento vissuto da Gesรน e nel quale soprattutto ha voluto coinvolgere i suoi discepoli: โVoi chi dite che io sia?โ Piรน che la risposta che darร subito dopo Pietro, โ una risposta che domenica prossima si vedrร essere non cosรฌ sicura come sembrerebbe โ mi colpisce il probabile imbarazzo che avranno provato i discepoli a quella domanda improvvisa e diretta. Erano con lui da tempo e quella questione era aleggiata piรน volte nel loro cuore; ma di fatto una sicura risposta non lโavevano ancora data, perchรฉ ancora non lโavevano trovata: sentivano unโattrazione per lui ed erano contenti di essere insieme a lui in cammino, ma in fondo non sapevano chi fosse. Chi era per loro Gesรน? Immagino che un silenzio profondo, come un buio improvviso, calรฒ su di loro.
Anche Francesco era stato conquistato dal Signore e dal suo volto crocifisso per amore. Voleva seguirlo in una vita di semplicitร e di povertร . Eppure era cosรฌ difficile per lui capire bene cosa dovesse fare, perchรฉ ancora non aveva compreso bene chi fosse quel volto crocifisso e glorioso. E allora sgorga nel giovane una preghiera speciale davanti a quel volto, ripetuta spesso lungo la vita, quando si trattava di sapere come seguire le orme del suo Signore.
โAltissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
speranza certa
e caritร perfecta,
senno e cognoscemento,
Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento!โ
Di fronte alle domande della vita, che lo invitavano a rispondere sul mistero di colui che stava seguendo, Francesco sente che aveva unโunica possibilitร di rispondere: invocare lโaiuto del Signore. Aveva bisogno di essere aiutato a capire con il cuore, affinchรฉ potesse poi anche avere โsenno e cognoscimentoโ, cioรจ intelligenza e conoscenza. Era consapevole infatti che avere il cuore e la mente illuminati da quel volto erano le condizioni per poi poter โfare i suoi comandamentiโ, agire cioรจ con lo stile di vita di Gesรน.
Di fronte al silenzio stupefatto e imbarazzato che ogni volta risentiva in sรฉ davanti alle domande tanto essenziali quanto improvvise, Francesco comprende di non avere una risposta sicura, ma solo molto desiderio e anche tanta paura. E allora per essere illuminato nel cuore e nella mente, ed essere poi forte nellโazione, chiede i tre doni teologali: la fede, la caritร e la speranza, i tre elementi che compongono la luce divina, quella che viene dal volto di Cristo e che dร conoscenza e operativitร .
Forse anche Pietro prima di rispondere alla domanda da tempo meditata e in quel momento improvvisa e imbarazzante postagli da Gesรน avrร fatto la stessa preghiera di invocazione, chiedendo la luce che veniva dalla fede, dalla caritร e dalla speranza.
Signore non togliermi troppo velocemente da quel silenzio di imbarazzo in cui mi ritrovo ogni volta che la vita mi obbliga a confrontarmi con le domande essenziali. Lasciami un momento dentro quello smarrimento, perchรฉ io sperimenti il โbuio santoโ della non conoscenza, di quelle tenebre che mi permettono di affidarmi a Te senza condizioni e con quella libertร che, unica, verifica il legame di fiducia che ho con te e con gli altri.
fraPM