15/06/2026
Ieri, in onore di Sant’Antonio, abbiamo vissuto un piccolo anticipo di Paradiso.
La nostra chiesa si è trasformata in una grande tavola di fraternità: commensali, famiglie, bambini, giovani e anziani insieme, uniti non solo dallo stesso pane, ma da un senso profondo di appartenenza.
La comunità parrocchiale, come un solo corpo, ha realizzato qualcosa di straordinario. Quando tutto si fonda sull’unico fondamento che è Cristo, le pietre vive della Chiesa risplendono nella loro bellezza più autentica. Ognuno ha donato qualcosa: tempo, servizio, sorrisi, fatica, disponibilità. E il risultato è stato un clima di gioia semplice e vera.
È stata anche l’occasione per festeggiare i 70 anni del nostro vescovo don Franco, condividendo con lui l’affetto e la gratitudine di una comunità che si sente famiglia.
Tra risate, racconti e incontri, lo chef Manu Food ci ha deliziati con il suo straordinario “pentolone”, contribuendo a rendere ancora più bella una serata già ricca di umanità.
E poi loro: i ragazzi e i giovani. Vederli presenti, coinvolti, sorridenti, è stata la pienezza del cuore. Perché il futuro della comunità non si costruisce solo con i programmi, ma con relazioni vere che generano appartenenza.
Papa Leone ci ricorda che non esiste alcuna autentica connessione se prima non c’è una profonda relazione. Ieri abbiamo toccato con mano la verità di queste parole: la comunione nasce dagli incontri, dalla condivisione, dal sentirsi parte della stessa storia.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa splendida serata. Sant’Antonio continui a insegnarci l’arte del Vangelo vissuto, dove nessuno è estraneo e tutti trovano posto alla stessa tavola.