24/05/2026
PARTE 2: ⛪ Questa è la storia di una chiesa che, da oltre cinque secoli, è rimasta nello stesso identico luogo, crescendo passo dopo passo insieme al suo paese.
Nel Settecento, Castellammare non era più soltanto un borgo raccolto attorno al suo castello ma era una città viva, affacciata sul mare, abitata da marinai, commercianti, artigiani e famiglie. Il principe Baldassare Naselli volle la costruzione di una nuova e grandiosa Chiesa Madre, che fosse degna della devozione del popolo castellammarese alla Madonna del Soccorso ma anche, come le grandi famiglie aristocratiche siciliane del tempo, legare il proprio nome a un’opera capace di dare prestigio alla città. A sollecitare la costruzione della nuova chiesa contribuì anche un avvenimento che ancora oggi vive nella memoria dei castellammaresi: il 13 luglio 1718.
Quel giorno la città venne attaccata dalla flotta inglese. Il popolo, corse in preghiera innanzi la Vergine del Soccorso invocandone la protezione. Gli abitanti di Castellammare non videro direttamente l'apparizione, improvvisamente e senza una spiegazione apparente, le navi inglesi si diedero alla fuga. Solo tempo dopo si comprese cosa fosse accaduto davvero.
Un giovane mozzo appartenente alla flotta inglese tornò infatti a Castellammare, per raccontare ciò che i marinai avevano visto dal mare: la Vergine del Soccorso apparsa sulla montagna, circondata da una schiera di angeli. Fu quella visione a terrorizzare gli inglesi e a spingerli ad abbandonare immediatamente l’attacco.
La notizia si diffuse rapidamente per tutta la città, il popolo castellammarese e il suo Barone, riconobbero in quell’evento il segno della protezione della propria Patrona.
Nel 1726 Il Barone prese una decisione: demolire completamente l’antica chiesa cinquecentesca e ricostruirla da zero, nello stesso identico luogo dove da oltre due secoli batteva il cuore spirituale del paese.
Come già accaduto nella seconda edificazione, anche questa volta i marinai collaborarono con il barone sostenendo economicamente il grande cantiere, contribuendo con un terzo dei loro guadagni. Un sacrificio enorme, nato dalla fede. In cambio ottennero il patrocinio di una ca****la all’interno della nuova Chiesa Madre con il diritto di sepoltura nella cripta non soltanto per sé stessi ma anche per i propri familiari.
L’incarico venne affidato a frate Giuseppe Mariani, crocifero, architetto regio di una certa fama, che progettò una chiesa maestosa, pensata per dominare il cuore del borgo.
Costruire una matrice così imponente dentro una città racchiusa tra antiche mura fu una vera sfida urbanistica. Non potendo allargarsi lateralmente, l'edificio si sviluppò in profondità: la facciata avanzò verso l'antico "Chianu di Santa Maria" , mentre l'area del coro superò il limite delle vecchie mura cittadine.
Nel Settecento l'attuale piazza non esisteva; la chiesa era circondata da case basse e vicoli stretti, e chi arrivava dalla via Matrice poteva ammirarne la facciata solo "di scorcio", un prospetto barocco scenografico, pensato appositamente per essere valorizzato da quella prospettiva angolata.
Giuseppe Mariani morì nel 1731 senza vedere completata la sua opera. Nel 1736 la nuova Chiesa Madre venne finalmente aperta al culto.
Da allora, da quasi tre secoli, quella chiesa continua a custodire la fede, le speranze e la memoria di generazioni di castellammaresi.
Cinque secoli.
Tre edificazioni.
Un solo luogo.
Un’unica grande devozione: quella verso Maria Ss. del Soccorso. ✨
Viva Maria.