Autonomous Orthodox Christian Metropolis for the Old Calendar in Italy

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21/02/2024

Lo Spirito e la Chiesa

Non è sempre così facile fare i conti con il ruolo dello Spirito Santo nella nostra vita, come cristiani. A volte la nostra comprensione di ciò sembra essere così «elevata» da risultare vaga. Nella seguente breve meditazione cercherò di chiarire il ruolo dello Spirito attraverso tre domande: Chi è lo Spirito? Cosa fa lo Spirito? Qual è il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa?
Lo Spirito Santo
L’apostolo Paolo spiega come lo Spirito «cconosce tutto, anche i pensieri segreti di Dio… solo lo Spirito di Dio conosce i pensieri segreti di Dio» (1Cor 2:10). L’apostolo Pietro chiarisce questo ulteriore affermando che «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret» (Atti 10:38). Tuttavia, nella storia della Salvezza, la presenza dello Spirito Santo è raffigurata non attraverso le fattezze di una persona, ma con l’aiuto di immagini simboliche. Quando Gesù fu battezzato, lo Spirito è venuto giù come una «colomba» (Mt 3:16, Gv 1:32). A Pentecoste lo Spirito era presente come un «forte vento» e in forma di «lingue di fuoco» (At 2, 2).
Che cosa significa lo Spirito per noi?
Queste metafore cangianti ci aiutano a comprendere che lo Spirito non agisce da solo. Lo Spirito rimane un po’ «anonimo» quando egli viene a noi indicando Cristo come Salvatore di tutti gli uomini. San Giovanni cita Gesù dicendo: egli «non vi dirà cose sue, ma quelle che avrà udito» (Gv 16,13). In questo modo possiamo dire che lo Spirito è ciò che fa. Lo Spirito è la luce in cui Gesù è visto come il Figlio del Padre. Lo Spirito riceve dal Padre l’autorità e il potere di comunicare il Figlio. Pertanto, nell’economia della Salvezza, lo Spirito è allo stesso tempo lo Spirito di Dio e lo Spirito di Cristo (Rm 8, 9).
Lo Spirito e la Chiesa
Essendo al servizio della nostra Salvezza, lo Spirito viene a noi come nostro Avvocato per dimostrare al mondo quanto il peccato sia sbagliato e per ricordarci ciò che Cristo ha insegnato gli apostoli (Giovanni 14:26, 16:7). Allo stesso modo, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza intercedendo per noi con gemiti inesprimibili a parole (Rm 8:25). Inoltre, lo Spirito guida la Chiesa nel suo ministero verso il mondo (Atti 10:19, 13:2).
Come lo Spirito opera e prega per noi, siamo allo stesso tempo chiamati a metterci al servizio dello Spirito. San Paolo ci insegna senza mezzi termini: «lasciatevi guidare dallo Spirito» (Gal 5,16). E altrove ci ammonisce, che noi, pieni dello Spirito, siamo fatti per cantare l’uno all’altro con salmi, inni e cantici spirituali e per offrire lode al Signore (Ef 5:18). Se i «gemiti inesprimibili» dello Spirito sono «troppo profondi per esprimerli le parole», egli invece ci ispira a parlare per lui. Così, nella sua testimonianza e nella lode la Chiesa deve dare voce allo Spirito.
Rivolgersi al Signore
Nelle parole finali della Bibbia il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa è rappresentato alla stregua di un dialogo, quando lo Spirito e la Chiesa si rivolgono congiuntamente a Cristo nella sua gloria: «Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!”» (Ap 22,17). Alla fine del nostro tempo lo Spirito pronuncia parole di conforto assicurandoci: «beati i morti che muoiono nel Signore» (Ap 14,13).

La Chiesa Ortodossa Italiana nasce dall’aspirazione a creare in Italia una realtà ortodossa nazionale, indipendente da g...
21/02/2024

La Chiesa Ortodossa Italiana nasce dall’aspirazione a creare in Italia una realtà ortodossa nazionale, indipendente da giurisdizioni straniere, guidata da italiani e non subalterna a patriarcati canonici e a scenari ecclesiali esteri, il che comporta il tentativo di portare sotto una giurisdizione unitaria le molte realtà ortodosse autocefale composte prevalentemente da italiani presenti nel nostro Paese.

Le origini di questo tentativo risalgono al 1991 e all’attività di Antonio De Rosso (1941-2009). Nato a Farra di Soligo (Treviso), nel 1968 De Rosso è ordinato sacerdote cattolico dal vescovo di Vittorio Veneto mons. Albino Luciani (1912-1978), il futuro Papa Giovanni Paolo I, ma all’inizio degli anni 1980 De Rosso abbandona la comunione ecclesiale per approdare nel mondo delle comunità ortodosse. Nel 1997 assume il titolo di Metropolita di Ravenna e d’Italia della Chiesa Ortodossa in Italia, in seguito coadiuvato nei suoi incarichi da mons. Basilio Grillo Miceli – nato Giuseppe Grillo a Vittoria (Ragusa) il 18 luglio 1937 –, che dopo la scomparsa di De Rosso è eletto dall’assemblea ecclesiastica metropolitana, il 16 marzo 2009, quale Metropolita di Ravenna, di L’Aquila e d’Italia. Provenendo originariamente dal mondo vecchio-calendarista del Sinodo greco della resistenza, la Chiesa Ortodossa in Italia aveva cercato di affiliarsi alla Chiesa ortodossa bulgara, passando dal 1995 un certo periodo sotto la protezione canonica del metropolita bulgaro dell’Europa centrale e occidentale, Simeon (Dimitrov), con sede a Budapest. In seguito, tuttavia, rimase legata a una fazione dissidente dell’episcopato bulgaro, unendosi a una serie di gruppi ortodossi autocefali nazionalisti in Ucraina, Montenegro e altri Paesi. Il 10 gennaio 2009 la Chiesa Ortodossa in Italia aveva elevato a cattedrale metropolitana la storica chiesa di Santa Croce in Via Arco di Santa Croce a L’Aquila, ricevuta in consegna dall’amministrazione comunale. L’avvenimento non aveva mancato ovviamente di suscitare il dissenso della locale Chiesa cattolica. Dopo il terremoto del 2009 la sede della Chiesa Ortodossa in Italia afferente alla linea di Grillo Miceli è stata spostata a Vigna di Valle, una frazione del comune di Bracciano (Roma). Non approvando la guida di Grillo Miceli, nel 2011 una parte dei fedeli della Chiesa Ortodossa in Italia si era costituita in un’associazione denominata “Metropolita Antonio”, la quale usava peraltro anche la denominazione “Chiesa Ortodossa in Italia”, che aveva aderito – il 5 giugno 2011, per poi staccarsene nel 2013 – alla giurisdizione della Metropolia di Aquileia, pur mantenendo la propria autonomia, mentre alcuni fedeli erano dal canto loro rientrati in comunione con la Chiesa Cattolica di rito bizantino. In seguito, questa branca ha dichiarato di avere aderito alla Chiesa Vetero-Cattolica Romana Ortodossa, una giurisdizione guidata da Georgios Grigorios Papathanasiou – nato nel 1949 a Salonicco, in Grecia –, che il 2 febbraio 2014, a Pescara, ha consacrato vescovo Alessandro Landerset, così dando vita alla Diocesi d’Eraclea e d’Italia della Chiesa Vetero Cattolica Romana, la quale a sua volta si declina – fra le altre realtà – in una Fraternità Sacerdotale Pio XII, che si richiama all’eredità del movimento vetero-cattolico riconducibile alla figura di Arnold Harris Mathew (1852-1919), il primo vescovo della Chiesa Vetero-Cattolica nel Regno Unito. Il 28 febbraio 2015, tuttavia, questo gruppo si è trasformato nel vicariato italiano della Nordic Catholic Church, costituita in Norvegia nel 2000 sotto gli auspici della Chiesa Cattolica Nazionale Polacca e parte dell’Unione di Scranton, di cui fanno parte alcune delle maggiori Chiese vetero-cattoliche, e ha mutato il suo nome in Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia. Nel 2014, una nuova separazione ha portato da una parte Grillo Miceli a proseguire le attività a Vigna di Valle con la sigla “Chiesa Ortodossa d’Italia”, dall’altra la maggior parte dei fedeli che si riconoscono nel progetto del 1991 di Antonio De Rosso a darsi un nuovo Statuto come “Chiesa Ortodossa Italiana” e a unirsi alle comunità d’ispirazione assiro-caldea presenti soprattutto in Piemonte, Trentino, Lazio e Calabria, guidate sino alla sua morte da Leopoldo Adeodato Mancini (1950-2015). La sede della nuova struttura era stata posta presso il Monastero dello Spirito Santo in San Michele di Mondovì (Cuneo), sotto la guida di mons. Ireneo (al secolo Vitaliy Kuzenyi, di origine ucraina).

21/02/2024
IL VENERABILE XENOFONT E MARIA EI LORO FIGLI GIOVANNI E ARCADIO Erano importanti e ricchi cittadini di Costantinopoli.  ...
21/02/2024

IL VENERABILE XENOFONT E MARIA EI LORO FIGLI GIOVANNI E ARCADIO

Erano importanti e ricchi cittadini di Costantinopoli. Xenofonte e sua moglie Maria hanno vissuto una vita piacevole e hanno dedicato tutta la loro attenzione all'educazione cristiana dei loro figli. Quando i loro figli raggiunsero la maggiore età, furono mandati a studiare a Beirut; ma accadde che una tempesta capovolse la loro barca. Per la Provvidenza di Dio, Giovanni e Arcadio furono in qualche modo salvati. Sono stati sbattuti a riva dalle onde ma in due punti diversi in modo che ognuno pensasse che l'altro fosse annegato. Spinti dal dolore l'uno per l'altro, divennero entrambi monaci in due diversi monasteri. Dopo due anni, i loro genitori in lutto andarono a Gerusalemme in pellegrinaggio per rendere omaggio davanti ai sacri santuari. Lì, con l'aiuto del "discernimento" di un padre spirituale, si sono incontrati prima i fratelli e, successivamente, i genitori con i figli. In segno di gratitudine a Dio, Xenofonte e Maria hanno distribuito l'intera proprietà ai poveri ed entrambi sono stati tonsurati. La storia di queste quattro anime è toccante e mostra come il Signore guida meravigliosamente il destino di coloro che credono in Lui; come permette loro di soffrire e di soffrire affinché possano, in seguito, essere rafforzati nella fede, per condurli a una gioia ancora maggiore. Vissero e morirono nel Signore nel V secolo.

☦️ San Nikolai Velimirovic ☦️
Dal prologo di Ocrida

Molti anni al nostro vescovo di Raska-Prizren in esilio, Ksenofont Decanac ☦️☦️☦️

“NON CERCATE UNA SANTITÁ A BUON MERCATO “Molti hanno preso il nome di ortodossi in questi ultimi tempi in Europa e sono ...
21/02/2024

“NON CERCATE UNA SANTITÁ A BUON MERCATO “

Molti hanno preso il nome di ortodossi in questi ultimi tempi in Europa e sono stati crismati con il Santo Crisma della Chiesa Ortodossa, ma pochi lo sono diventati veramente. La maggior parte di essi hanno abbracciato l’Ortodossia gnoseologicamente, posseduti dalla ricchezza delle conoscenze che questa loro offriva e sedotti da un aspetto del cristianesimo visto per la prima volta che veniva a colmare l’abisso scavato nel loro cervello dal cristianesimo ristretto dell’Occidente. Ma anche prima di essersi comunicati, prima di aver pianto i loro peccati, prima anche di aver domandato nel silenzio e nell’ascosi la grazia del Cristo, hanno considerato un dovere imperioso insegnare l’Ortodossia agli ortodossi. Scandalizzati dall’ignoranza degli ortodossi nelle questioni teoriche in cui essi eccellono, hanno disprezzato il popolo ortodosso che vive naturalmente l’Ortodossia dei suoi Padri ed è pronto a morire per essa. Dio però non abita nel cuore degli orgogliosi. La loro -formazione teorica non li ha custoditi dallo smarrirsi e sono ritornati alle loro primitive usanze.
Per comprendere i Santi ed i Padri della Chiesa, non è sufficiente leggerli. I Santi hanno parlato e scritto dopo aver vissuto i misteri di Dio dei quali avevano un’esperienza personale. Per comprendere i Santi e i Padri, bisogna aver raggiunto personalmente con il proprio gusto, il proprio olfatto, la propria vista un certo grado di iniziazione ai misteri divini.
Si possono leggere i libri dei Santi, si può essere formati intellettualmente da essi, senza con ciò aver gustato, nemmeno minimamente, quanto essi hanno gustato prima di scrivere la loro esperienza. Per comprendere nella sostanza e non intellettualmente i Santi bisogna aver gustato e vissuto nell’ambiente ricco dell’Ortodossia, essere cresciuti in esso, aver gustato l’ascesi, il dolore e lo sforzo mirato alla perfezione cristiana. Ci si deve abbassare profondamente per superare la porta bassa e stretta che conduce al Regno dei cieli, umiliarsi, scaricarsi dei fardelli dei beni di questo mondo, staccare il proprio cuore da tutto ciò che gli uomini considerano grande e degno di interesse, aver versato le lacrime del pentimento per la vanità in cui si è vissuti, le lacrime della supplica ardente al Signore perché ci tiri fuori dalle tenebre e ci faccia discendere nel cuore il raggio dello Spirito.

Alexandros Kalomiros (teologo ortodosso-greco † 1990)

SALMO 1Beato l'uomo che non è andato nel consiglio degli empi e nella via dei peccatori non ha sostato e sulla cattedra ...
21/02/2024

SALMO 1
Beato l'uomo che non è andato nel consiglio degli empi e nella via dei peccatori non ha sostato e sulla cattedra degli appestati non si è seduto.
Ma nella legge del Signore è la sua volontà e nella sua legge mediterà giorno e notte.
E sarà come l'albero piantato alle sorgenti delle acque che darà il suo frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai e tutto ciò che fa andrà a buon fine.

Non così gli empi, non così, ma come la p**a che il vento disperde dalla faccia della terra.
Perciò non sorgeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nel consiglio dei giusti:
perché conosce il Signore la via dei giusti, ma la via degli empi andrà in perdizione.

Le persone sono divise in questo mondo in buone e cattive, ricche e povere, istruite e ignoranti, nobili e ignobili, int...
21/02/2024

Le persone sono divise in questo mondo in buone e cattive, ricche e povere, istruite e ignoranti, nobili e ignobili, intelligenti e pazzi. Tuttavia, hanno tutti una cosa in comune:

IL DOLORE… *

Perché tutte le persone, senza eccezione, sperimenteranno dolore durante la loro vita. Come dice il proverbio: "È una meraviglia, se qualcuno trova la felicità durante la sua vita". Pertanto, viviamo tutti nel regno del dolore.
Sappiamo che il dolore è qualcosa di personale, che si deve affrontare da solo. È la nostra croce, che abbiamo il dovere di portare, proprio come il Salvatore del mondo, Gesù, portò la Sua Croce per il nostro bene. Quindi trova conforto e riposo nella mano paterna, che in questo momento ti sta operando con lo strumento del dolore, e sii calmo.
Accetta che è Dio che lo invia, fa pace con esso, con il dolore, in modo da essere in grado di affrontarlo. So quanto sia difficile, ma allo stesso tempo è per la tua salvezza. I santi si rallegravano nei loro dolori; dovremmo almeno accettarli con pazienza, e Dio non dimenticherà, nemmeno questa piccola, volontaria dimostrazione di pazienza da parte nostra nei confronti della sua volontà, che è ciò che il dolore rappresenta.
Quando soffrite, radunate la vostra forza spirituale e cercate di comprendere lo scopo del dolore, attraverso il quale Dio apre i Cieli per voi. Pensi per un momento che Colui che misura il numero di cappelli sulla tua testa non è consapevole della portata del tuo dolore? Egli lo è.
Quindi riposa con fiducia nel nostro Padre celeste. Non ti arrendere. Con Cristo, supererai tutto. Perché diventerai il Suo erede e erediterai le infinite ricchezze del nostro comune Padre e Dio. Amìn.

* San Ephraim di Arizona (ieromonaco aghiorita - 1927/2019)

DIFFERENZA TRA UN FILOSOFO PAGANO E IL SANTO CRISTIANO *"[L'enorme differenza si vede chiaramente tra un filosofo pagano...
21/02/2024

DIFFERENZA TRA UN FILOSOFO PAGANO E IL SANTO CRISTIANO *

"[L'enorme differenza si vede chiaramente tra un filosofo pagano e un santo cristiano. L'uno (il filosofo) si perde in astrazioni, in parole abilmente contorte, in provocazioni logiche e in sport pensosi, mentre l'altro (il santo) dirige tutta la sua mente sul Dio vivente e sulla salvezza della sua anima. L'uno è astratto e morto, mentre l'altro è pratico e vivo".

* San Nikolai Velimirovich (+)

Indirizzo

Pietro Nenni
Casteldaccia
90014

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