27/11/2018
CHIESA S. MARIA A CASTELLO
(TRIVIO)
La rocca di “Santa Maria a Castello”, ove si levano tuttora i resti dell’antico maniero, secondo alcune fonti fu fatta erigere da duchi e da principi del Salernitano per difendersi dalle continue incursioni saracene, spesso effettuate con la complicità, se non con il palese appoggio, di signorotti locali che ambivano a ingrandire i loro domini a danno delle vittime degli attacchi.
Al suo interno esiste una chiesa dedicata a Maria e la prima notizia si trova in un atto di donazione del 990 ove i Principi Sighelgaita e Giovanni donano a S. Maria de Domno in Salerno “quantum paratum abemus de ecclesia vocabulum sancte Marie, que edificata est in eodem loco apus monte propinquo ipso castello cm rebus et pertinentiis suis”. La ca****la è chiamata S. Maria a castello e nel 1081 Ruggiero Sanseverino la dona alla Badia di Cava insieme a una terra in loco apusmontem (…) in quam ecclesiam sancte semper virginis dei genitricis marie constructum est. Carlo d’Angiò nel 1300 c. la cede all’abbazia benedettina di Materdomini. Subentrati nel 1631 i basiliani a Materdomini avanzano la pretesa che l’eremo di S. Maria al castello fosse grancia del monastero .
Il piccolo convento sopra il monte, lontano dall’abitato, divenne col tempo luogo di incontro di facinorosi. Per questo motivo l’immagine devota della Madonna viene trasferita in una chiesa sicura. Nel 1653 ospita 3 frati, di cui 2 sacerdoti. Viene soppressa con decreto arcivescovile del 10 giugno di quell’anno, mentre con un altro decreto del 6 aprile 1654 il convento, con la chiesa e le rendite, viene assegnato al parroco di S. Biagio di Lanzara, con l’obbligo di mantenere un ca****lano che lo coadiuvasse per la celebrazione delle messe e svolgimento delle sacre funzioni a S. Maria a Castello in particolari occasioni .
Nella visita del 1659 la chiesa è posta sul monte, anticamente è un convento dell’ordine di S. Francesco che viene soppresso per bolla apostolica da Don Fabrizio de Petrone, curato di S. Biagio di Lanzara. Ha un’immagine di Maria Vergine dipinta nella parete che è miracolosa e in massima venerazione presso il popolo ed è decentemente ornata e si celebra per devozione dei figliani. La chiesa è situata in un luogo campestre e molto distante dal villaggio. Vi è l’altare di S. Francesco con immagine del Santo. Quindi viene visitata la chiesa di S. Gregorio sita nei pressi che è profanata. Anche il convento è profanato. I beni mobili di S. Maria a Castello si conservano dal curato della chiesa di S. Biagio: un calice usato, due messali, tre tovaglie, due cammise, tre pianete, due paia di corporali, una borsa e altro .
Nel 1684 la chiesa è un semplice beneficio del canonico Cardinale Ginelli e il 10 Maggio di quell’anno è visitata dai reverendi Santo Antonelli, segretario e Don Cristoforo Ruvo per ordine del Ginelli. Anticamente la chiesa era stata convento dei padri conventuali di S. Francesco .
A cura di Giuseppe Benevento