15/02/2020
IL VOLO DEGLI ANGELI
La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si trova nel territorio di Campomanfoli fu eretta con Bolla Arcivescovile del 24 Aprile 1589 in devozione della Madonna bizantina, di patronato dei casali di Aiello e Campomanfoli e grancia dell’antica chiesa del SS. Salvatore di San Giorgio.
Maria viene festeggiata a Maggio e/o Giugno, ed è una delle più antiche festività dedicate alla Madonna. Il modo con cui si svolge questa festa mobile legata alla Pasqua è tale in tutti i paesi che hanno subito l’influenza bizantina. La festa di cui stiamo trattando si svolge il settimo martedì dopo la Pasqua, e cioè due giorni dopo la Pentecoste. La processione, che interessa anche tutti i paesi vicini, avviene di pomeriggio, prima si svolgeva di mattina per terminare poco dopo mezzogiorno, subito dopo si celebrava la Santa Messa con successivo e tanto atteso “Volo degli angeli”, ovvero l’impetrazione a Maria, che è invocata da due fanciulle sospese in aria e vestite d’azzurro l’una, l’altra di rosa: i colori pastello dell’innocenza, del cielo, della primavera, del sesso degli angeli.
Per ricordare l’avvenimento, gli abitanti dei due paesi organizzano un evento che si svolge il Martedì della festa alle ore 13.00 e ripetuta alle 22.00, ciò per augurare fertilità, abbondanza nei raccolti ma anche felicità, armonia.
Il culto degli Angeli risale al 1930: le prime giovani a travestirsi da angeli provenivano da Ottaviano (Na), ma dopo circa dieci anni il parroco pensò di rendere più salda l’usanza facendo partecipare ragazze del posto e l’autore dell’inno fu proprio il Parroco di Campomanfoli, don Giovanni Sarno, che nel 1939 comprò anche le attrezzature e gli abiti per la rappresentazione.
Gli Angeli, dopo che sono stati vestiti, si presentano davanti alla statua della Madonna per recitare la Preghiera del volo: Oh Maria SS. di Costantinopoli noi veniamo ad elevare la vostra preghiera e voi con il vostro patrocinio proteggi il nostro volo.
Due ragazze con in mano un giglio, sospese in aria tramite un sistema di fili e ganci, lentamente, per mezzo di carrucole, avanzano al centro della piazza per cantare l'inno sacro. Il “volo” è accompagnato dalla banda musicale del paese: la tromba, che dà linea musicale; il tamburo rullante, per il ritmo; il trombone e spesso anche il clarino.
Terminato il canto, fra gli applausi dei fedeli, la musica finale della banda e i fuochi pirotecnici, gli angeli lanciano i gigli alla folla.
GIUSEPPE BENEVENTO