E Siano Minori

E Siano Minori Siamo Serena Nicoletta Marotta e Antonella Papini, sorelle nella fede. Viviamo la spiritualità francescana.

LA FORZA DI DIONon vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma...
03/06/2026

LA FORZA DI DIO
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
(2Tim.1)
Il Vangelo è giunto fino a noi grazie a testimoni coraggiosi che, in tempi di persecuzione, non hanno ascoltato la paura di fare una br**ta fine...e hanno superato la vergogna di essere considerati dei folli, di essere derisi o ridicolizzati per essersi fidati del maestro Gesù di Nazareth e aver creduto alla sua Resurrezione!
Il loro amore f***e per Gesù li ha fedelmente accompagnati a presentarLo a chi non Lo conosceva, li costantemente sostenuti a convincere chi sentiva forti perplessità nei suoi confronti, li fortemente spinti a cercare di suscitare interesse per la sua vita, gratitudine per la sua morte, speranza per la sua resurrezione.
La forza di Dio si è fatta Presenza tangibile per loro: non li ha mollati mai! Anzi: più loro si consegnavano a lei, più cresceva il desiderio di annunciare il Cristo!
Cosa può esserci chiesto oggi perché il Signore Gesù sia conosciuto, amato, seguito?
Cosa possiamo fare anche noi perché anche oggi risuoni l'annuncio del Vangelo che porta salvezza?
Lasciamoci scuotere e coinvolgere dalla forza di Dio che attraverso lo Spirito Santo ci abita: qualcosa possiamo fare anche noi... Dio conta anche su di noi!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

ACCOGLIERE IL MISTERO DELL' AMORECrescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.(2P...
02/06/2026

ACCOGLIERE IL MISTERO DELL' AMORE
Crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.
(2Pt 3)
L'invito che Pietro ci rivolge oggi nella sua lettera potrebbe sembrare scontato e ovvio ma in realtà non lo è...
Il nostro percorso di fede sgorga da una chiamata: Dio ci vuole suoi discepoli, suoi interlocutori, suoi collaboratori, ministri del suo Regno... tanti aspetti di un'unica chiamata: quella ad essere "suoi", ad appartenerGli in una relazione d'Amore in cui Lui è lo Sposo e noi, insieme, come unico corpo, siamo sua sposa!
E, come in ogni vera relazione d'amore, fermarci e accontentarci del "già" detto, fatto, vissuto è lento intorpidimento e lenta morte, così anche nella nostra relazione con Dio c'è una parte che spetta a noi sposa:
* disporci ogni giorno ad accogliere la Grazia che continuamente ci viene offerta nel Santo Spirito ... Grazia che ci alimenta, sostiene e plasma ad immagine del Figlio: ci rende figli nel Figlio!
* Questa stessa Grazia ci accompagna nella conoscenza del Figlio, che è il Signore nostro Gesù Cristo. Nella Bibbia il Verbo conoscere non ha solo una dimensione intellettiva: conoscere è esperienza totalizzante, che consegna una persona all'altra, che unisce un una profonda intima comunione...
Siamo invitati a crescere: la Parola di Dio ci rende consapevoli che siamo fatti per dilatare il nostro essere per accogliere il Mistero dell'Amore che ha portato a compimento la Storia della Salvezza!
Grande fiducia di Dio in noi: Dio crede in noi perché sa come ci ha creati!
Dio crede in noi!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

ABITARE AL RIPARO DELL' ALTISSIMOChi abita al riparo dell’Altissimopasserà la notte all’ombra dell’Onnipotente.Io dico a...
01/06/2026

ABITARE AL RIPARO DELL' ALTISSIMO
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui.
Lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza».
(Dal Sal 91)
Questo Salmo, che la Liturgia Eucaristica ci dona oggi, varrebbe la pena di leggerlo per intero, tanta è la sua bellezza. Per chi prega la Liturgia delle Ore lo gusta ogni settimana nella Compierà della Domenica.
La scelta di porlo proprio nella Compieta è dovuta alla menzione della notte che, a volte, è occasione di vissuti particolarmente faticosi come l'ansia, l' angoscia, la paura.
Ma non sempre la notte finisce con il sorgere del sole: può succedere che, per brevi o lunghi periodi, la notte si radichi nel profondo del nostro cuore e da lì condizioni anche il giorno, "costringendo" la luce tra le sue pareti piatte e lisce...e buie!
La Parola di Dio allora, come sempre, ci offre un semplice sentiero per sollevarci dal "peso" della notte e per cercare di creare "crepe" nel suo muro... perché la Luce penetri e riporti pace in tutto il nostro essere...
Il sentiero è indicato subito all'inizio: "Abitare al riparo dell'Altissimo"...
È un sentiero che ogni giorno bisogna scegliere di imboccare, soprattutto nei momenti di prova: perché ogni giorno la tentazione di lasciarci sedurre dal buio si ripresenta, anche a più riprese...
"Abitare al riparo dell'Altissimo": scegliere di STARE nell'Amore che ci genera e ci rigenera perché, se ci manteniamo nella sua "ombra" - contrastando le seduzioni del Buio con espliciti atti di fiducia in Lui - la Luce lentamente si infonde in noi e si radica in profondità, fino ad abitarci e non lasciarci più!
Abitare al riparo dell'Altissimo perché Lui abiti in noi: questo è il "gioco" dell'Amore nutrito dalla fede!
SHALOM!
Serena Nicoletta Marotta

COSTRUITE VOI STESSI...Costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi n...
30/05/2026

COSTRUITE VOI STESSI...
Costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.
(Gd.1)
Con un linguaggio diretto in questa lettera di Giuda apostolo vengono veicolate immagini molto esplicite che ci aiutano a comprendere quanto un cammino di fede necessiti di impegno concreto!
"Costruite voi stessi sopra la nostra fede": ci richiama la fatica quotidiana di rimanere fondati in Cristo, facendo a Lui riferimento nel nostro pensare e agire, crescendo giorno dopo giorno nel mettere insieme tutti i "pezzi" della nostra vita e nel renderli armoniosi e coerenti con il Vangelo che Gesù ci ha lasciato.
"Pregate nello Spirito Santo": ci mantiene consapevoli che abbiamo bisogno dello Spirito Santo per intessere con Dio un rapporto non intimistico o autoreferenziale, non magico o superficiale, dettato solo dai nostri bisogni e dalle nostre esigenze ma un "a tu per tu" vero, da figli, come il Figlio!
"Conservatevi nell’amore di Dio": ci ricorda che la nostra fame e sete d'amore ha solo in Dio il suo compimento se impariamo da Gesù a rimanere in Lui e a farLo rimanere in noi, ad abitare in Lui e a farLo abitare in noi.
"Attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.": ci accompagna nel lasciarci rigenerare continuamente dal grembo materno di Dio, che trasforma le nostre fragilità, guarisce le nostre ferite, addolcisce le nostre resistenze, apre i nostri dubbi alla luce!
Siamo invitati a non "lasciarci andare" mai alla rassegnazione, allo scoraggiamento ma a rimanere in cammino sulla strada che ci porta a casa, orientati verso quell'Abbraccio eterno di Dio che ci ha voluti, desiderati, creati per la Vita..la Vita eterna!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

CONSAPEVOLI DI UN DONOCiascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori del...
29/05/2026

CONSAPEVOLI DI UN DONO
Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!
(1Pt 4)
Pietro nella sua lettera alla comunità cristiana invita a mettere a servizio degli altri il "dono ricevuto": il che significa essere prima di tutto consapevoli di questo dono...
Di quale dono si tratta?
Di un dono che rende capaci di parlare con parole di Dio; esercitare un ufficio con la forza ricevuta da Dio....
Potrebbe fare riferimento al Dono dello Spirito Santo: è Lui che "attiva" le capacità personali di ciascuno, le sostiene e le orienta per il compimento di una missione ben precisa: glorificare Dio! Cioè - secondo uno dei significati del verbo "glorificare" o del termine "gloria" : far sì che la verità di Dio si manifesti, si renda conoscibile!
Tutta la nostra vita, quindi, può essere una preziosa opportunità per manifestare Dio: ogni attimo, ogni Parola, ogni scelta può diventare lo "spazio" abitato da Dio e nel quale, così, permettiamo alle persone di incontrarsi con L'Altro!
Lo Spirito Santo anima o rianima quello che siamo e ci rende "santi", di Dio! E la nostra appartenenza a Dio diventa canale di Grazia che fa bene non solo a noi ma anche a chiunque ci incontra, ci senta parlare, ci veda agire... così il Regno di Dio si diffonde e pervade del suo Bene il quotidiano!
A noi permetterGli di entrare e abitare il nostro quotidiano!
È una piccolissima parte, la nostra, ma preziosa e necessaria perché sgorghi, da quello che siamo, la Vita eterna!
E risvegli anche in altri la fame e la sete della Vita Vera!
SHALOM.
Serena Nicoletta Marotta

E LUCE SIAIn quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Ba...
28/05/2026

E LUCE SIA
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
(Mc10)
Gesù e i discepoli lasciano Gerico, la città che nell'Esodo aveva rappresentato per il popolo di Dio l'ultima tappa prima dell'ingresso nella terra promessa.
La piccola comunità rivive e porta a compimento con il Maestro Gesù quell'antico esodo e in questa memoria avviene che la Salvezza, cioè Gesù, si propone alle persone che via via incontra.
Oggi l'opportunità è offerta a un uomo cieco, Bartimeo, che aveva fino ad allora trascorso la sua vita nella mendicità: dipendendo dagli altri, senza una sua autonomia e appoggiandosi sulla strada...
Gli basta l'eco della notizia dell'arrivo di Gesù perché riemerga in lui il desiderio di essere salvato (il nome con cui Bartimeo chiama Gesù può costituire un riferimento al Messia atteso) e di ricevere pietà, Misericordia!
Il grido di Bartimeo è richiesta di uno sguardo rinnovato: vederci di nuovo...per guardare e vivere la propria vita non più con il proprio sguardo spento ma con lo sguardo della fede!
Gesù questo riconosce in Lui: lo sguardo addormentato della fede, uno sguardo addormentato, intorpidito, scoraggiato, ripiegato ma... possibile, da risvegliare... E dentro questo sguardo Gesù semina la Luce, semina Se stesso!
Giorno di rinascita per Bartimeo: giorno in cui Gesù risveglia in Lui la voglia di vivere sopita da anni!
Giorno di resurrezione (risorgere e rialzarsi nelle lingue bibliche sono sinonimi) che Bartimeo non dimenticherà più!
Chiediamo a Bartimeo, prima di allontanarsi da Gerico, seguendo Gesù, di voltarsi anche solo per un attimo e volgere il suo sguardo luminoso verso di noi: perché anche in noi, vedendone la bellezza e la luminosità, si risvegli il desiderio di rialzarci, di risorgere ... di essere guariti.. e anche noi accogliamo la Luce: illumini i nostri bui e ci faccia rialzare dalle strade dove a volte consumiamo - senza viverli i nostri giorni- ...
E Luce sia!
SHALOM!
Serena Nicoletta Marotta

GESÙ CAMMINA AVANTI A NOI"Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed ess...
27/05/2026

GESÙ CAMMINA AVANTI A NOI
"Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti."
(Mc 10)
Il Vangelo non ci nasconde mai la fragilità dei discepoli: la paura è uno dei vissuti più ricorrenti in loro...come in noi...
Gesù rimane costantemente "avanti" a loro... è il maestro che sa dove andare, cosa fare e soprattutto il "perché" farlo...ha, infatti, il suo saldo punto di riferimento: la volontà del Padre...
I discepoli, invece, devono imparare a fidarsi, a lasciarsi condurre da Lui!...devono imparare ad avere in Gesù il loro punto di riferimento... devono imparare a permettere alla Sua Parola ad avere la meglio sui loro bisogni di sicurezze, di coordinate, di logiche umane
E non basteranno i tre anni del loro discepolato per diventare certi dell'Unica Certezza: Dio!..
Sarà necessario che il Suo Spirito venga ad abitarli perché i dubbi, le ansie, le resistenze si sciolgano in vera docilità al Maestro!
Anche oggi Gesù cammina avanti a noi: lasciamoci portare!
Questo giorno sia scuola di fiducia: imparare a credeLo "oltre" le nostre zone buie ... da lì ci chiama: "Non temere! Ci sono! Seguimi!"
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

PRESENZA MATERNA"Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre...
25/05/2026

PRESENZA MATERNA
"Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui."
(At 1)
Concluso il Tempo di Pasqua, la Liturgia ci offre oggi di rientrare nel Tempo Ordinario mano nella mano con Maria, la Madre di Gesu'.
Come la piccola comunita' cristiana è stata accompagnata dalla sua dolce e ferma presenza materna nel suo cammino di Chiesa nascente, cosi' anche noi lasciamoci oggi "ripartorire" in una quotidianità che abbia al centro, nel suo cuore, il Signore risorto.
Maria puo' insegnarci ad attenderLo, a riconoscerLo e ad accoglierLo: Lei puo' esserci maestra perche' impariamo da Lei a cogliere i "segni" della Presenza di suo Figlio nella nostra piccola storia; Lei puo' esserci sorella perche' con Lei ci confidiamo riguardo alle nostre segrete fatiche e gioie; Lei puo' esserci Madre perche' nel suo grembo troviamo rifugio, consolazione e nutrimento...
Per noi spezza il Pane vivo e ci "imbocca"...
Da oggi ci riscopriamo figli di un unico Padre... a tavola con Maria!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

NON SIAMO SOLIPietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato s...
23/05/2026

NON SIAMO SOLI
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto.
(Gv 21)
L' ultimo incontro di Pietro con il Risorto si conclude in compagnia dell'altro discepolo, Giovanni, quello che insieme a Maria ha avuto il coraggio di arrivare fin sotto la Croce del Maestro e di STARE con Gesù fino alla fine.
La Chiesa ha bisogno di Pietro e di Giovanni: in Pietro ha la memoria del Pastore che dona la sua vita per le pecore, in Giovanni ha la memoria dell'Amore fino alla fine!
La prima conclusione del Vangelo di Giovanni in realtà non è una conclusione ma una "porta" che si spalanca nel futuro...e in quel futuro ci siamo anche noi!
Il Risorto ha lasciato questa preziosa eredità alla Sposa: la sua Presenza ferma, forte, fedele di Pietro e il suo Cuore Amante, appassionato e compassionevole presente nella memoria di Giovanni...due dimensioni che, come un abbraccio, ci accompagnano nel cammino che ci porta verso la Vita!
Siamo sulla soglia della Pentecoste: il Risorto ci ripete ancora una volta che non siamo soli... ci ha lasciati in compagnia di questi due Santi che, come pilastri, ci sostengono e ci aiutano a vivere la nostra chiamata ad essere Chiesa!
Pietro e Giovanni: ricordateci quanto è stato bello seguire Gesù!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

IMMERGERSI NELL'ONDA DELLO SPIRITO«Seguimi».(Gv 21)È l'ultima "chiamata" del Vangelo secondo Giovanni: Gesù la rivolge a...
22/05/2026

IMMERGERSI NELL'ONDA DELLO SPIRITO
«Seguimi».
(Gv 21)
È l'ultima "chiamata" del Vangelo secondo Giovanni: Gesù la rivolge a Pietro dopo la Sua Resurrezione ... si ricomincia da capo?
In un certo senso sì: perché lo Spirito Santo rende presente lo stesso Gesù, che continua ad essere il Maestro da seguire, di cui fidarsi.
I discepoli non sono lasciati a se stessi: il cammino quindi può proseguire, anche se per nuove strade.
Nulla però si ripete: non si tratta cioè di rivivere il già visto, ascoltato, toccato... ma di vedere, ascoltare, toccare il Verbo della Vita presente nel suo Spirito, non più nella carne.
Rispondere a questa ultima chiamata significa immergersi nell'onda dello Spirito, fidandosi completamente di Lui, e lasciarsi portare..momento per momento, giorno per giorno...
"Seguimi"... È l'ultima chiamata che Pietro ascolta da Gesù..e che ce lo rende più vicino: è una chiamata che giunge e si compie mettendo i piedi su orme invisibili agli occhi ma riconoscibili con il cuore!
"ECCOMI!" è la risposta che Gesù attende ancora oggi: non si stanca di attendere.. conosce i nostri ritmi lenti e indecisi...
A noi questa risposta: possibile solo sull'onda dell'Amore!
Shalom!
Serena Nicoletta Marotta

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Castagneto Carducci
57022

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