14/06/2026
Oggi, nell’XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO, don Benedetto ha iniziato la sua riflessione al Vangelo con un bel riferimento al lavoro di squadra. Quest’ultimo è entrato in modo preponderante nelle nostre vite: tante le circostanze in cui si prevedono riunioni di programmazione, in cui si fissano obiettivi a medio o lungo termine, incontri di feedback per valutare i traguardi raggiunti, sedute finali per fare un sondaggio su tutto l’iter e magari proporre correttivi. Perché un lavoro di squadra sia efficace servono dei requisiti particolari : indispensabile per esempio è l’empatia, la capacità cioè di vivere in sintonia con l’altro, più nei dettagli, la capacità di comprendere, percepire e condividere le emozioni, i pensieri e gli stati d'animo di un'altra persona.
Perché don Benedetto ha fatto questo preambolo? Perché anche Gesù si è seduto a tavolino con i i Dodici, e ha organizzato un lavoro di squadra programmatico.
Innanzitutto ha tenuto a sottolineare quanto Egli fosse in empatia con tutto il gruppo, e ha comunicato loro due verità importanti: l’amore e la fiducia del Padre per loro e l’importanza della missione a loro affidata. Gesù non poteva certo riuscire da solo ad evangelizzare tutti e così li invia
ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele”. Le "pecore perdute" rappresentano i peccatori, gli emarginati o i delusi che non hanno più una guida spirituale. In particolare Gesù li istruisce sui loro compiti ed obiettivi: “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni”.
Ma chi sono i discepoli di oggi? Noi che ci reputiamo cattolici praticanti, ma poi, invece di fare lavoro di squadra, finiamo per vivere la fede in modo individualistico ed intimistico. Invece Gesù invia anche noi perché in un lavoro di squadra siamo tutti responsabili allo stesso modo. Noi siamo le Sue mani, i Suoi piedi, il Suo Cuore, noi dobbiamo dimostrare agli altri la Sua empatia e la Sua compassione, specialmente con le persone che hanno più bisogno. Tuttavia noi possiamo diventare testimoni credibili soltanto se Gesù per noi ha operato la conversione del Cuore, se abbiamo sentito su di noi il balsamo del l’empatia e della compassione, affinché si realizzino le sue ultime parole del Vangelo di oggi: « Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».