07/09/2026
Niente file di banchi rivolti verso la cattedra, e nemmeno lezioni in cui si ascolta e basta, pochi compiti da portare a casa. Al loro posto, banchi disposti a isola o a ferro di cavallo, gruppi che lavorano insieme, lezioni che si spostano anche fuori dall’aula, laboratori e periodi di immersione in una materia. Da settembre sarà così, per sei classi dell’istituto comprensivo Simona Giorgi (quattro delle medie e due delle elementari), prima scuola pubblica di Milano a sperimentare il Modello organizzativo finlandese (M*f). Il modello finlandese, che arriva al Giorgi dopo un percorso di formazione di circa cinquanta docenti, prova soprattutto a cambiare il modo in cui la scuola viene vissuta. «La didattica non deve essere rinchiusa nella classe», spiega la dirigente scolastica Anna Polliani. Ci sono spazi multifunzionali, come l’aula agorà, laboratori digitali, ambienti con arredi morbidi. Si lavora in piccoli gruppi, si costruiscono insieme mappe e percorsi, ci si confronta. «La nostra scuola da sempre sceglie un modello di didattica laboratoriale e poco frontale», sottolinea Polliani.
L'articolo completo di Margherita Abis su Repubblica Milano