14/11/2025
Oggi, 14 novembre, si è svolta la conferenza stampa della Fondazione Casa Fratelli Tutti ETS sullo stato dell’iter di realizzazione del Campo Laudato Si’ Caserta. L’incontro con la stampa tenutosi nella sala Papa Francesco della Curia Vescovile ha visto la partecipazione del Presidente della Fondazione, don Antonello Giannotti, del Vicepresidente Carmine Esposito, del Segretario Elpidio Pota e del Consigliere delegato al Campo Laudato Si’, Raffaele Zito. Oltre ai giornalisti erano presenti alcuni cittadini.
Nel suo intervento introduttivo don Antonello Giannotti ha dato la notizia che il Dicastero per il Clero della Santa Sede ha autorizzato la Diocesi di Caserta ad acquistare il diritto di superficie di circa la metà dell’area ex Macrico (sono 163.000 mq). Questa parte dell’immobile sarà oggetto dell’intervento di restauro e riqualificazione ambientale che verrà eseguito grazie al noto finanziamento programmato dalla Regione Campania di 15 milioni di euro. Con tale autorizzazione si è così concluso il lungo iter canonico nell’ambito del quale hanno dovuto esprimersi con un proprio parere gli organi collegiali della Diocesi, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta, l’Istituto Centrale per il Sostentamento Clero di Roma, l’Ufficio giuridico della CEI ed infine il Dicastero vaticano. Sarà questo un intervento che si ispirerà al masterplan dello studio Alvisi Kirimoto, partecipato con la comunità, approvato nel 2023 ed ai principi enunciati nel Manifesto della Chiesa di Caserta “Da Campo di Marte a Campo della Pace”. Il restauro del bene sarà eseguito nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti e sotto la vigilanza della Soprintendenza dei beni culturali che d’altra parte ha già dato un suo parere preventivo positivo al masterplan.
L’operazione di trasferimento – afferma Raffaele Zito - verrà eseguita attraverso il costituito Ramo ETS della Diocesi nel rispetto di quanto previsto dal Codice del Terzo Settore che invita gli enti ecclesiastici a separare il patrimonio destinato alle attività di culto da quello dedicato alle attività di interesse generale, come ad esempio strutture e servizi socio-assistenziali, attività caritative e solidaristiche, attività di interesse sociale e culturale, educative e ricreative.
Con questa operazione – ha continuato Elpidio Pota - vogliamo iniziare a concretizzare quel sogno della Chiesa di Caserta - nato da un desiderio di Papa Francesco espresso nel 2021 al Vescovo Pietro Lagnese, appena giunto in Diocesi - che l’area ex Macrico venga rigenerata e messa a disposizione della città come parco verde urbano, polo sociale e culturale, segno concreto dell’applicabilità dei principi illustrati nell’Enciclica «Laudato Si’». L’intervento interesserà prevalentemente le due grandi aree verdi denominate Parco della biodiversità e Parco della Pace. Sarà poi riqualificato il boulevard centrale che in asse con la Reggia e corso Trieste, collega il Monumento ai caduti con l’antico Palazzo dei Vescovi. Inoltre si cercherà di intervenire sulle aree scoperte situate nella zona dell’hangar già attualmente utilizzate per lo svolgimento di eventi culturali e religiosi, puntando, nei limiti delle risorse finanziarie esistenti, anche a mettere in sicurezza alcuni edifici chiamati a svolgere una funzione di servizio al parco verde. Per avere accesso al finanziamento la Regione ha chiesto alla Diocesi di individuare esattamente l’area di intervento. È stato pertanto necessario frazionare catastalmente la grande particella che ingloba gran parte della superficie dell’intera area ex Macrico. Le aree che non verranno trasferite alla Diocesi rimarranno di proprietà dell’IDSC ma la loro destinazione futura è vincolata, riportata in maniera chiara a trasparente nel manifesto della Chiesa di Caserta e nel masterplan, tant’è che il frazionamento catastale rispecchia fedelmente la divisione dei 5 parchi rappresentata nello studio di prefattibilità Alvisi Kirimoto. Del frazionamento, oltre alla Soprintendenza, è stato informato anche il Comune attraverso una CILA.
L’acquisizione del bene da parte della Diocesi – ha tenuto a precisare Carmine Esposito - è funzionale all’ottenimento del finanziamento di 15 milioni di euro concesso dalla delibera della Giunta Regionale Campania 107/2025. L’ente erogatore, a seguito di richiesta di chiarimenti da parte della Diocesi, ha precisato che il finanziamento non è destinato esclusivamente agli edifici di culto ma anche alla valorizzazione delle aree e degli immobili ad essi collegati per i quali si propongono iniziative di recupero e riqualificazione dei relativi spazi a servizio della collettività, coerentemente con la programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 che fa riferimento all’area tematica “Riqualificazione urbana”. Qualcuno ha sostenuto che il finanziamento non sia compatibile con l’esistenza sull’area del vincolo storico militare. È esattamente il contrario. Il finanziamento è la diretta conseguenza dell’esistenza del vincolo. “I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantire la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza” eseguendo un’attività di prevenzione, manutenzione e restauro, così riporta l’art. 30 del Codice Beni Culturali. Chi anni fa ha sollecitato l’apposizione del vincolo dovrebbe essere contento che finalmente si garantisce la sicurezza e la conservazione del bene tutelato.
La Fondazione che è al servizio della Chiesa locale continuerà a lavorare perché il futuro Campo Laudato Si’ Caserta, sull’esempio del Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo inaugurato pochi mesi fa da Papa Leone XIV, possa essere un progetto che racconta speranza, speranza per tutti coloro che credono nei principi della Laudato si’ e vorrebbero vederli messi in pratica; un progetto non solo verde ma anche sociale che parla di inclusione, che guarda al disagio giovanile, alle persone che hanno difficoltà a inserirsi in ambito lavorativo perché sono migranti, rifugiati, perché sono donne vittime di violenza o della tratta, perché sono persone che stanno uscendo da un'esperienza di carcere e fanno difficoltà a inserirsi nella società.