30/12/2020
Emergenza COVID 19 e nascita del Centro Distribuzione Alimentare
In tempo di emergenza Covid i bisogni ordinari si sono moltiplicati per numero e per importanza. La Caritas e le associazioni di Volontariato del Territorio hanno realizzato una rete di collaborazione per essere presenti in modo più capillare ed efficace.
Queste sono state alcune delle iniziative più significative:
DIARIO DI SOLIDARIETA’
Caritas Cascine, Caritas Buti, Misericordia, San Vincenzo e comune di Buti, mettono [da quando? Io userei il pass. prossimo “hanno messo” e così gli altri presenti successivi] insieme le proprie risorse e la propria esperienza per rispondere alle esigenze del nostro territorio scaturite dall’emergenza covid. Tutto questo si concretizza con un aiuto alimentare alle famiglie in difficoltà. Nasce così un Centro Distribuzione Alimentare gestito dalla Caritas di Cascine, dove i volontari delle Associazioni ricordate collaborano nella distribuzione dei pacchi alimentari a domicilio. In soli 7 mesi di attività sono state aiutate 22 famiglie pari a 55 persone del territorio e sono state distribuite 2.5 tonnellate di generi alimentari per un valore economico di 3500 euro. Un grande GRAZIE va ai volontari senza i quali il progetto non potrebbe esistere, GRAZIE a tutti coloro che mettono a disposizione risorse proprie, come il Comune e i cittadini che donano attraverso i canali dei negozi e della parrocchia, e GRAZIE all’associazione LUNPERLALTRO di Bientina che settimanalmente ci consegna la metà di quello che viene raccolto alla coop di Bientina.
Un pomeriggio di volontariato al “Centro distribuzione alimentare” Caritas dedicato ai poveri del territorio di Buti.
Un pomeriggio di servizio al Centro distribuzione alimentare è stato realizzato dai ragazzi di Cascine di Buti che hanno fatto la cresima ad ottobre. I ragazzi all’epoca cresimandi hanno aiutato il primo e il terzo martedì del mese di settembre, ottobre e novembre i volontari del Centro Distribuzione Alimentare nella preparazione dei pacchi spesa per le persone che ne hanno bisogno. Seguiti dai volontari del Centro, i giovani volontari hanno dedicato due ore del loro tempo al servizio di chi è più bisognoso.
Collaborazione con l’associazione IL COLIBRI’
Con l’associazione Il Colibrì abbiamo collaborato ad un progetto di solidarietà chiamato “Scatole di Natale” per dare un po' di gioia ai più bisognosi. Abbiamo distribuito a tutte le famiglie che seguiamo le scatole di Natale (una per ogni componente del nucleo familiare). In questa occasione abbiamo donato alle famiglie anche pandoro e/o panettone, zampone e lenticchie per festeggiare l’inizio del nuovo anno. Un piccolo gesto che scalda il cuore sia di chi riceve sia di chi dona.
Nuova sede
Da gennaio ritorneremo in canonica nella nostra vecchia sede, rinnovata dai recenti lavori. Qui avremo la possibilità di incontrare nuovamente le nostre famiglie e accoglierle non solo per donare beni alimentari ma anche per farci prossimi e sentirci più vicini.
Casa della Carità
Fra mille difficoltà siamo riusciti ad ospitare nella Casa della Carità 3 nuclei familiari che ora hanno un posto caldo dove dormire e vivere. A primavera dovremmo rifare tutto il tetto e ammobiliare gli appartamenti per rimetterli a disposizione di chi ne avrà necessità. Contiamo sulla solidarietà dei nostri concittadini e sulla provvidenza che non ci ha mai abbandonato.
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COS’E’ CARITAS?
CARITAS LA CHIESA DI CONFINE E L’IMPORTANZA DI METTERSI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI
Gesù nel Vangelo dice: Non sono venuto per essere servito, ma per servire. Il giovedì Santo compie nel Cenacolo il gesto della lavanda dei piedi e dice ai suoi discepoli: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e Maestro ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
(Vangelo di Giovanni 13, 13-15)
Lavare i piedi vuol dire mettersi al servizio.
Servire significa vivere sentendosi responsabile degli altri.
Quando tu incontri un tuo fratello in difficoltà, non puoi far finta di nulla, ciò che gli è successo ti riguarda.
Sentirsi responsabili non è solo questione di generosità,
ma è questione di sguardo attento e premuroso,
capace di vedere e capire. La generosità non è ancora servizio
Il servizio non si improvvisa ma si costruisce.
Dobbiamo ricordare che il servizio non raccoglie solo i bisogni, ma accoglie la persona.
Le persone sono volti, hanno un nome, non sono esseri anonimi.
Gesù non dice solo di dare il pane all’affamato e il vestito a chi è n**o, ma anche ospitare lo straniero,
visitare i malati e i carcerati.
Ospitare significa fare spazio nella propria vita, nella propria casa, nelle proprie preoccupazioni.
Visitare è un verbo che indica quel vedere che si accorge dell’altro, si preoccupa, si sente coinvolto con l’altro.