Parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli Casalvecchio

Parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli Casalvecchio PARROCCHIA SS. PIETRO E PAOLO APOSTOLI CASALVECCHIO DI PUGLIA (FG)

04/02/2026

๐—–๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐˜€๐—ถ. ๐ผ ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ. ๐ถ๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘œ๐‘”๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐ท๐‘’๐‘– ๐‘‰๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘ข๐‘š. 4. ๐‘ณ๐’‚ ๐‘บ๐’‚๐’„๐’“๐’‚ ๐‘บ๐’„๐’“๐’Š๐’•๐’•๐’–๐’“๐’‚: ๐‘ท๐’‚๐’“๐’๐’๐’‚ ๐’…๐’Š ๐‘ซ๐’Š๐’ ๐’Š๐’ ๐’‘๐’‚๐’“๐’๐’๐’† ๐’–๐’Ž๐’‚๐’๐’†.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! La Costituzione conciliare ๐——๐—ฒ๐—ถ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐˜‚๐—บ, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato dโ€™incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinchรฉ, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtร  quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non sโ€™intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dallโ€™altro รจ un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, cosรฌ, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, ยซle parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dellโ€™uomo, come giร  il Verbo dellโ€™eterno Padre, avendo assunto le debolezze dellโ€™umana natura, si fece simile allโ€™uomoยป (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.

Nel corso della storia della Chiesa, si รจ studiata la relazione che intercorre tra lโ€™Autore divino e gli autori umani dei testi sacri. Per diversi secoli, molti teologi si sono preoccupati di difendere lโ€™ispirazione divina della Sacra Scrittura, quasi considerando gli autori umani solo come strumenti passivi dello Spirito Santo. In tempi piรน recenti, la riflessione ha rivalutato il contributo degli agiografi nella stesura dei testi sacri, al punto che il documento conciliare parla di Dio come ยซautoreยป principale della Sacra Scrittura, ma chiama anche gli agiografi ยซveri autoriยป dei libri sacri (cfr DV, 11). Come osservava un acuto esegeta del secolo scorso, ยซabbassare lโ€™operazione umana a quella di un semplice amanuense non รจ glorificare lโ€™operazione divinaยป. Dio non mortifica mai lโ€™essere umano e le sue potenzialitร !

Se dunque la Scrittura รจ parola di Dio in parole umane, qualsiasi approccio ad essa che trascuri o neghi una di queste due dimensioni risulta parziale. Ne consegue che una corretta interpretazione dei testi sacri non puรฒ prescindere dallโ€™ambiente storico in cui essi sono maturati e dalle forme letterarie utilizzate; anzi, la rinuncia allo studio delle parole umane di cui Dio si รจ servito rischia di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato. Questo principio vale anche per lโ€™annuncio della Parola di Dio: se esso perde contatto con la realtร , con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace. In ogni epoca la Chiesa รจ chiamata a riproporre la Parola di Dio con un linguaggio capace di incarnarsi nella storia e di raggiungere i cuori. Come ricordava Papa Francesco, ยซogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni piรน eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attualeยป.

Altrettanto riduttiva, dโ€™altra parte, รจ una lettura della Scrittura che ne trascuri lโ€™origine divina, e finisca per intenderla come un mero insegnamento umano, come qualcosa da studiare semplicemente dal punto di vista tecnico oppure come ยซun testo solo del passatoยป. Piuttosto, soprattutto quando proclamata nel contesto della liturgia, la Scrittura intende parlare ai credenti di oggi, toccare la loro vita presente con le sue problematiche, illuminare i passi da compiere e le decisioni da assumere. Questo diventa possibile soltanto quando il credente legge e interpreta i testi sacri sotto la guida dello stesso Spirito che li ha ispirati (cfr DV, 12).

In tal senso, la Scrittura serve ad alimentare la vita e la ca**tร  dei credenti, come ricorda Santโ€™Agostino: ยซChiunque crede di aver capito le divine Scritture [โ€ฆ], se mediante tale comprensione non riesce a innalzare lโ€™edificio di questa duplice ca**tร , di Dio e del prossimo, non le ha ancora capiteยป. Lโ€™origine divina della Scrittura ricorda anche che il Vangelo, affidato alla testimonianza dei battezzati, pur abbracciando tutte le dimensioni della vita e della realtร , le trascende: esso non si puรฒ ridurre a mero messaggio filantropico o sociale, ma รจ lโ€™annuncio gioioso della vita piena ed eterna, che Dio ci ha donato in Gesรน.

Cari fratelli e sorelle, ringraziamo il Signore perchรฉ, nella sua bontร , non fa mancare alla nostra vita il nutrimento essenziale della sua Parola e preghiamo affinchรฉ le nostre parole, e ancor di piรน la nostra vita, non oscurino lโ€™amore di Dio che in esse รจ narrato.

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Mercoledรฌ, 4 febbraio 2026

28/01/2026

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Proseguendo nella lettura della Costituzione conciliare ๐——๐—ฒ๐—ถ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐˜‚๐—บ sulla divina Rivelazione, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche.

Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesรน, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: ยซVi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderร  nel mio nome, lui vi insegnerร  ogni cosa e vi ricorderร  tutto ciรฒ che io vi ho detto. [โ€ฆ] Quando verrร  lui, lo Spirito della veritร , vi guiderร  a tutta la veritร ยป (Gv 14,25-26; 16,13).

La seconda scena ci conduce, invece, sulle colline della Galilea. Gesรน risorto si mostra ai discepoli, che sono sorpresi e dubbiosi, e dร  loro una consegna: ยซAndate e fate discepoli tutti i popoli, [โ€ฆ] insegnando loro a osservare tutto ciรฒ che vi ho comandatoยป (Mt 28,19-20).

In entrambe queste scene รจ evidente il nesso intimo tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli.

รˆ ciรฒ che il Concilio Vaticano II afferma ricorrendo a unโ€™immagine suggestiva: ยซLa sacra Scrittura e la sacra Tradizione sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poichรฉ ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fineยป (Dei Verbum, 9). La Tradizione ecclesiale si dirama lungo il percorso della storia attraverso la Chiesa che custodisce, interpreta, incarna la Parola di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr n. 113) rimanda, a questo proposito, a un motto dei Padri della Chiesa: ยซLa Sacra Scrittura รจ scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materialiยป, cioรจ nel testo sacro.

Sulla scia delle parole di Cristo che abbiamo sopra citato, il Concilio afferma che ยซla Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con lโ€™assistenza dello Spirito Santoยป (DV, 8). Questo avviene con la comprensione piena mediante ยซla riflessione e lo studio dei credentiยป, attraverso lโ€™esperienza che nasce da ยซuna piรน profonda intelligenza delle cose spiritualiยป e, soprattutto, con la predicazione dei successori degli apostoli che hanno ricevuto ยซun carisma sicuro di veritร ยป. In sintesi, ยซla Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciรฒ che essa credeยป (ibid.).

Famosa รจ, al riguardo, lโ€™espressione di San Gregorio Magno: ยซLa Sacra Scrittura cresce con coloro che la leggonoยป.
E giร  Santโ€™Agostino aveva affermato che ยซuno solo รจ il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e uno solo รจ il Verbo che risuona sulla bocca di tanti santiยป.
La Parola di Dio, dunque, non รจ fossilizzata ma รจ una realtร  vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione. Questโ€™ultima, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua veritร  e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia.

Suggestivo, in questa linea, รจ quanto proponeva il santo Dottore della Chiesa John Henry Newman, nella sua opera dal titolo Lo sviluppo della dottrina cristiana. Egli affermava che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina, รจ una realtร  dinamica, nel modo indicato da Gesรน stesso con le parabole del seme (cfr Mc 4,26-29): una realtร  viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore.

Lโ€™apostolo Paolo, esorta piรน volte il suo discepolo e collaboratore Timoteo: ยซO Timoteo, custodisci il deposito che ti รจ stato affidatoยป (1Tm 6,20; cfr 2Tm 1,12.14). La Costituzione dogmatica Dei Verbum riecheggia questo testo paolino lร  dove dice: ยซLa sacra Tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesaยป, interpretato dal ยซmagistero vivo della Chiesa la cui autoritร  รจ esercitata nel nome di Gesรน Cristoยป (n. 10). โ€œDepositoโ€ รจ un termine che, nella sua matrice originaria, รจ di natura giuridica e impone al depositario il dovere di conservare il contenuto, che in questo caso รจ la fede, e di trasmetterlo intatto.

Il โ€œdepositoโ€ della Parola di Dio รจ anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integritร , come una stella polare per il nostro cammino nella complessitร  della storia e dellโ€™esistenza.

In conclusione, carissimi, ascoltiamo ancora la Dei Verbum, che esalta lโ€™intreccio tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: esse โ€“ afferma โ€“ sono talmente connesse e congiunte tra loro da non poter sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il proprio modo, sotto lโ€™azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime (cfr n. 10).

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Mercoledรฌ, 28 gennaio 2026

21/01/2026

๐—–๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐˜€๐—ถ. ๐ผ ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ. ๐ถ๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘œ๐‘”๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐ท๐‘’๐‘– ๐‘‰๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘ข๐‘š. 2. ๐‘ฎ๐’†๐’”๐’–ฬ€ ๐‘ช๐’“๐’Š๐’”๐’•๐’ ๐’“๐’Š๐’—๐’†๐’๐’‚๐’•๐’๐’“๐’† ๐’…๐’†๐’ ๐‘ท๐’‚๐’…๐’“๐’†.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Proseguiamo le catechesi sulla Costituzione dogmatica ๐——๐—ฒ๐—ถ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐˜‚๐—บ del Concilio Vaticano II, sulla divina Rivelazione.
Abbiamo visto che Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocitร . Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra veritร  piรน profonda. รˆ ciรฒ che รจ accaduto in Gesรน Cristo. Dice il Documento che lโ€™intima veritร  sia di Dio che della salvezza dellโ€™uomo risplende a noi in Cristo, che รจ insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (cfr DV, 2).

Gesรน ci rivela il Padre coinvolgendoci nella propria relazione con Lui. Nel Figlio inviato da Dio Padre ยซgli uomini [โ€ฆ] possono presentarsi al Padre nello Spirito Santo e sono fatti partecipi della natura divinaยป (ibid.). Giungiamo dunque alla piena conoscenza di Dio entrando nella relazione del Figlio col Padre suo, in virtรน dellโ€™azione dello Spirito. Lo attesta ad esempio lโ€™evangelista Luca quando ci racconta la preghiera di giubilo del Signore: ยซIn quella stessa ora Gesรน esultรฒ di gioia nello Spirito Santo e disse: โ€œTi rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai deciso nella tua benevolenza. Tutto รจ stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi รจ il Figlio se non il Padre, nรฉ chi รจ il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร  rivelarloโ€ยป (Lc 10,21-22).

Grazie a Gesรน conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti (cfr Gal 4,9; 1Cor 13,13). Infatti, in Cristo, Dio ci ha comunicato sรฉ stesso e, allo stesso tempo, ci ha manifestato la nostra vera identitร  di figli, creati a immagine del Verbo. Questo ยซVerbo eterno illumina tutti gli uominiยป (DV, 4) svelando la loro veritร  nello sguardo del Padre: ยซIl Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserร ยป (Mt 6,4.6.8), dice Gesรน; e aggiunge che ยซil Padre conosce le nostre necessitร  (cfr Mt 6,32). Gesรน Cristo รจ il luogo in cui riconosciamo la veritร  di Dio Padre mentre ci scopriamo conosciuti da Lui come figli nel Figlio, chiamati allo stesso destino di vita piena. Scrive San Paolo: ยซQuando venne la pienezza del tempo, Dio mandรฒ il suo Figlio, [โ€ฆ] perchรฉ ricevessimo lโ€™adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandรฒ nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: โ€œAbbร ! Padre!โ€ยป (Gal 4,4-6).

Infine, Gesรน Cristo รจ rivelatore del Padre con la propria umanitร . Proprio perchรฉ รจ il Verbo incarnato che abita tra gli uomini, Gesรน ci rivela di Dio con la propria vera e integra umanitร : ยซPerciรฒ egli โ€“ dice il Concilio โ€“, vedendo il quale si vede il Padre (cfr Gv 14,9), con tutta la sua presenza e manifestazione, con le parole e le opere, con i segni e i miracoli, e soprattutto con la sua morte e gloriosa risurrezione dai morti, e infine con lโ€™invio dello Spirito di veritร , completa, compiendola, la rivelazioneยป (DV, 4). Per conoscere Dio in Cristo dobbiamo accogliere la sua umanitร  integrale: la veritร  di Dio non si rivela pienamente dove si toglie qualcosa allโ€™umano, cosรฌ come lโ€™integritร  dellโ€™umanitร  di Gesรน non diminuisce la pienezza del dono divino. รˆ lโ€™umano integrale di Gesรน che ci racconta la veritร  del Padre (cfr Gv 1,18).

A salvarci e a convocarci non sono soltanto la morte e la risurrezione di Gesรน, ma la sua persona stessa: il Signore che sโ€™incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi. Perciรฒ, per onorare la grandezza dellโ€™Incarnazione, non รจ sufficiente considerare Gesรน come il canale di trasmissione di veritร  intellettuali. Se Gesรน ha un corpo reale, la comunicazione della veritร  di Dio si realizza in quel corpo, col suo modo proprio di percepire e sentire la realtร , col suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo. Gesรน stesso ci invita a condividere il suo sguardo sulla realtร : ยซGuardate gli uccelli del cielo โ€“ dice โ€“: non seminano e non mietono, nรฉ raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse piรน di loro?ยป (Mt 6,26).

Fratelli e sorelle, seguendo fino in fondo il cammino di Gesรน, giungiamo alla certezza che nulla ci potrร  separare dallโ€™amore di Dio: ยซSe Dio รจ per noi โ€“ scrive ancora San Paolo โ€“, chi sarร  contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, [โ€ฆ] non ci donerร  forse ogni cosa insieme a Lui?ยป (Rm 8,31-32). Grazie a Gesรน, il cristiano conosce Dio Padre e si abbandona con fiducia a Lui.

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Mercoledรฌ, 21 gennaio 2026

17/01/2026

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Dopo la morte dei genitori, lasciato solo con la sorella ancor molto piccola, Antonio, allโ€™etร  di diciotto o ventโ€™anni, si prese cura della casa e della sorella. Non erano ancora trascorsi sei mesi dalla morte dei genitori, quando un giorno, mentre si recava, comโ€™era sua abitudine, alla celebrazione eucaristica, andava riflettendo sulla ragione che aveva indotto gli apostoli a seguire il Salvatore, dopo aver abbandonato ogni cosa. Richiamava alla mente quegli uomini, di cui si parla negli Atti degli Apostoli, che, venduti i loro beni, ne portarono il ricavato ai piedi degli apostoli, perchรฉ venissero distribuiti ai poveri. Pensava inoltre quali e quanti erano i beni che essi speravano di conseguire in cielo.
Meditando su queste cose entrรฒ in chiesa, proprio mentre si leggeva il vangelo e sentรฌ che il Signore aveva detto a quel ricco: ยซSe vuoi essere perfetto, vaโ€™, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi e avrai un tesoro nei cieliยป (Mt 19, 21).
Allora Antonio, come se il racconto della vita dei santi gli fosse stato presentato dalla Provvidenza e quelle parole fossero state lette proprio per lui, uscรฌ subito dalla chiesa, diede in dono agli abitanti del paese le proprietร  che aveva ereditato dalla sua famiglia โ€“ possedeva infatti trecento campi molto fertili e ameni โ€“ perchรฉ non fossero motivo di affanno per sรฉ e per la sorella. Vendette anche tutti i beni mobili e distribuรฌ ai poveri la forte somma di denaro ricavata, riservandone solo una piccola parte per la sorella.
Partecipando unโ€™altra volta allโ€™assemblea liturgica, sentรฌ le parole che il Signore dice nel vangelo: ยซNon vi angustiate per il domaniยป (Mt 6, 34). Non potendo resistere piรน a lungo, uscรฌ di nuovo e donรฒ anche ciรฒ che gli era ancora rimasto. Affidรฒ la sorella alle vergini consacrate a Dio e poi egli stesso si dedicรฒ nei pressi della sua casa alla vita ascetica, e cominciรฒ a condurre con fortezza una vita aspra, senza nulla concedere a se stesso.
Egli lavorava con le proprie mani: infatti aveva sentito proclamare: ยซChi non vuol lavorare, neppure mangiยป (2 Ts 3, 10). Con una parte del denaro guadagnato comperava il pane per sรฉ, mentre il resto lo donava ai poveri.
Trascorreva molto tempo in preghiera, poichรฉ aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente (cfr. 1 Ts 5, 17). Era cosรฌ attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nellโ€™animo ogni cosa al punto che la memoria finรฌ per sostituire i libri. Tutti gli abitanti del paese e gli uomini giusti, della cui bontร  si valeva, scorgendo un tale uomo lo chiamavano amico di Dio e alcuni lo amavano come un figlio, altri come un fratello.

17/01/2026

๐‘‚ ๐‘”๐‘™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ๐‘ ๐‘œ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป๐˜'๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ผ ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฎ๐˜๐—ฒ, ๐‘ ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘”โ„Ž๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž, ๐‘Ž ๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘– ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘”๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘๐‘ข๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘–๐‘›๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘œ๐‘ก๐‘œ. ๐‘‡๐‘ข ๐‘โ„Ž๐‘’ โ„Ž๐‘Ž๐‘– ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘™๐‘ก๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘‘๐‘’๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘–๐‘›๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐ท๐‘–๐‘œ, ๐‘–๐‘›๐‘ ๐‘’๐‘”๐‘›๐‘Ž๐‘๐‘– ๐‘Ž ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘’ ๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘™๐‘’ ๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž ๐‘ž๐‘ข๐‘œ๐‘ก๐‘–๐‘‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘Ž.

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๐—ฆ๐—ฎ๐—ป๐˜'๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ผ ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฎ๐˜๐—ฒ, ๐‘๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘โ„Ž๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘œ, ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘”๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘›๐‘œ๐‘–, ๐‘Ž๐‘“๐‘“๐‘–๐‘›๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘œ๐‘”๐‘›๐‘– ๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘œ ๐‘ข๐‘› ๐‘š๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘ ๐‘–๐‘™๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘œ๐‘๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐ท๐‘–๐‘œ, ๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘ก๐‘ข๐‘Ž ๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘๐‘– ๐‘”๐‘ข๐‘–๐‘‘๐‘– ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘Žฬ€.

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14/01/2026

๐—–๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐˜€๐—ถ. ๐ผ ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ. ๐ถ๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘œ๐‘”๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘ซ๐’†๐’Š ๐‘ฝ๐’†๐’“๐’ƒ๐’–๐’Ž. 1. ๐ท๐‘–๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘™๐‘Ž ๐‘Ž๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘ข๐‘œ๐‘š๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘Ž๐‘‘ ๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘๐‘–
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Abbiamo avviato il ciclo di catechesi sul Concilio Vaticano II. Oggi iniziamo ad approfondire la Costituzione dogmatica ๐——๐—ฒ๐—ถ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐˜‚๐—บ sulla divina Rivelazione. Si tratta di uno dei documenti piรน belli e piรน importanti dellโ€™assise conciliare e, per introdurci, puรฒ esserci dโ€™aiuto richiamare le parole di Gesรน: ยซ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘ฃ๐‘– ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘–, ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘–๐‘™ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘œ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘Ž ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘“๐‘Ž ๐‘–๐‘™ ๐‘ ๐‘ข๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘›๐‘’; ๐‘š๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘– โ„Ž๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘๐‘–, ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘–๐‘œฬ€ ๐‘โ„Ž๐‘’ โ„Ž๐‘œ ๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘š๐‘–๐‘œ ๐‘™โ€™โ„Ž๐‘œ ๐‘“๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘œ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘œ๐‘–ยป (Gv 15,15). Questo รจ un punto fondamentale della fede cristiana, che la Dei Verbum ci ricorda: Gesรน Cristo trasforma radicalmente il rapporto dellโ€™uomo con Dio, dโ€™ora innanzi sarร  una ๐—ฟ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ. Perciรฒ, lโ€™unica condizione della nuova alleanza รจ lโ€™amore.

Santโ€™Agostino, nel commentare questo passaggio del Quarto Vangelo, insiste sulla prospettiva della ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ, che sola puรฒ renderci amici di Dio nel suo Figlio (Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia 86). Infatti, un antico motto recitava: โ€œAmicitia aut pares invenit, aut facitโ€, โ€œ๐—นโ€™๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ ๐—ผ ๐—ป๐—ฎ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ, ๐—ผ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ถโ€. Noi non siamo uguali a Dio, ma Dio stesso ci rende simili a Lui nel suo Figlio.

Per questo, come possiamo vedere in tutta la Scrittura, nellโ€™Alleanza cโ€™รจ un primo momento di distanza, in quanto il patto tra Dio e lโ€™uomo rimane sempre asimmetrico: Dio รจ Dio e noi siamo creature; ma, con la venuta del Figlio nella carne umana, lโ€™Alleanza si apre al suo fine ultimo: in Gesรน, Dio ci rende figli e ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ฎ ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜€๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ ๐—ฎ ๐—Ÿ๐˜‚๐—ถ nella nostra pur fragile umanitร . La nostra somiglianza con Dio, allora, non si raggiunge attraverso la trasgressione e il peccato, come suggerisce il serpente a Eva (cfr Gen 3,5), ma nella ๐—ฟ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ con il Figlio fattosi uomo.

Le parole del Signore Gesรน che abbiamo ricordato โ€“ โ€œ๐‘ฃ๐‘– โ„Ž๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘๐‘–โ€ โ€“ sono riprese proprio nella Costituzione Dei Verbum, che afferma: ยซCon questa Rivelazione, infatti, Dio invisibile (cfr Col 1,15; 1Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฑ ๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ (cfr Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cfr Bar 3,38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sรฉยป (n. 2). Il Dio della Genesi giร  si intratteneva con i progenitori, dialogando con loro (cfr Dei Verbum, 3); e quando con il peccato questo dialogo si interrompe, il Creatore non smette di cercare lโ€™incontro con le sue creature e di stabilire di volta in volta unโ€™alleanza con loro. Nella Rivelazione cristiana, quando cioรจ Dio per ve**re a cercarci si fa carne nel suo Figlio, il dialogo che si era interrotto viene ripristinato in maniera definitiva: lโ€™Alleanza รจ nuova ed eterna, niente ci puรฒ separare dal suo amore. La Rivelazione di Dio, dunque, ha il ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ e, come accade nellโ€™esperienza dellโ€™amicizia umana, non sopporta il mutismo, ma si alimenta dello scambio di parole vere.

La Costituzione Dei Verbum ci ricorda anche questo: ๐——๐—ถ๐—ผ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—น๐—ฎ.
รˆ importante cogliere la differenza tra la parola e la chiacchiera: questโ€™ultima si ferma alla superficie e non realizza una comunione fra le persone, mentre nelle relazioni autentiche, la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo. La parola possiede una dimensione rivelativa che crea una relazione con lโ€™altro. Cosรฌ, parlando a noi, Dio ci rivela sรฉ stesso come Alleato che ci invita allโ€™amicizia con Lui.

In tale prospettiva, la prima attitudine da coltivare รจ ๐—นโ€™๐—ฎ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—น๐˜๐—ผ, perchรฉ la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori; allo stesso tempo, siamo chiamati a ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐——๐—ถ๐—ผ, non per comunicargli ciรฒ che Egli giร  conosce, ma ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—ฟ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ถ ๐—ฎ ๐—ป๐—ผ๐—ถ ๐˜€๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ.

Di qui la necessitร  della ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ต๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ, nella quale siamo chiamati a vivere e a coltivare lโ€™amicizia con il Signore. Questo si realizza in primo luogo nella preghiera liturgica e comunitaria, dove non siamo noi a decidere cosa ascoltare della Parola di Dio, ma รจ Lui stesso a parlarci per mezzo della Chiesa; inoltre, si compie nellโ€™orazione personale, che avviene nellโ€™interioritร  del cuore e della mente. Non puรฒ mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ต๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ, alla ๐—บ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ e alla ๐—ฟ๐—ถ๐—ณ๐—น๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ. Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui.

La nostra esperienza ci dice che le amicizie possono finire per un qualche gesto eclatante di rottura, oppure per una serie di disattenzioni quotidiane, che sfaldano il rapporto fino a perderlo. Se Gesรน ci chiama ad essere amici, cerchiamo di non lasciare inascoltato questo appello. Accogliamolo, ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฐ๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ di questa relazione e scopriremo che proprio lโ€™amicizia con Dio รจ la nostra salvezza.

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Catechesi:
๐ผ ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ. ๐ถ๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘œ๐‘”๐‘š๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐ท๐‘’๐‘– ๐‘‰๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘ข๐‘š.
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๐—Ÿ๐—˜๐—ข๐—ก๐—˜ ๐—ซ๐—œ๐—ฉ
Mercoledรฌ, 14 gennaio 2026

9 gennaio 2026Lucera, Auditorium del Seminario diocesano. Incontro formativo dell'anno pastorale 2025/2026 "Lumen gentiu...
11/01/2026

9 gennaio 2026
Lucera, Auditorium del Seminario diocesano.
Incontro formativo dell'anno pastorale 2025/2026 "Lumen gentium/1", dal tema: "La Gerarchia ecclesiale (LG 18-29)".
Relatore, mons. Vincenzo Francia.

Lucera, Auditorium del Seminario diocesano, 9 gennaio 2026. Incontro formativo dell'anno pastorale 2025/2026 "Lumen gentium/1", dal tema: "La Gerarchia eccle...

09/01/2026
07/01/2026

๐ผ๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘œ ๐‘– ๐‘ ๐‘ข๐‘œ๐‘– ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–. ๐‘ช๐’‚๐’•๐’†๐’„๐’‰๐’†๐’”๐’Š ๐’Š๐’๐’•๐’“๐’๐’…๐’–๐’•๐’•๐’Š๐’—๐’‚
Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
Dopo lโ€™Anno giubilare, durante il quale ci siamo soffermati sui misteri della vita di Gesรน, iniziamo un nuovo ciclo di catechesi che sarร  dedicato al ๐—–๐—ผ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ผ ๐—ฉ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—œ๐—œ e alla ๐—ฟ๐—ถ๐—น๐—ฒ๐˜๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐˜€๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐——๐—ผ๐—ฐ๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ.
Si tratta di unโ€™occasione preziosa per riscoprire la bellezza e lโ€™importanza di questo evento ecclesiale.
๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ฃ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—œ๐—œ, alla fine del Giubileo del 2000, affermava cosรฌ: ยซSento piรน che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XXยป (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 57).

Insieme allโ€™anniversario del Concilio di Nicea, nel 2025 abbiamo ricordato i sessantโ€™anni dal Concilio Vaticano II. Anche se il tempo che ci separa da questo evento non รจ tantissimo, รจ altrettanto vero che la generazione di Vescovi, teologi e credenti del Vaticano II oggi non cโ€™รจ piรน. Pertanto, mentre avvertiamo la chiamata di non spegnerne la profezia e di cercare ancora vie e modi per attuarne le intuizioni, sarร  ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ผ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ๐—ฟ๐—น๐—ผ nuovamente da vicino, e farlo non attraverso il โ€œsentito direโ€ o le interpretazioni che ne sono state date, ma ๐—ฟ๐—ถ๐—น๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ถ ๐˜€๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐——๐—ผ๐—ฐ๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ e ๐—ฟ๐—ถ๐—ณ๐—น๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐˜€๐˜‚๐—น ๐—น๐—ผ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‚๐˜๐—ผ.
Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa.
Come insegnava ๐—•๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ ๐—ซ๐—ฉ๐—œ, ยซcon il passare degli anni i documenti non hanno perso di attualitร ; i loro insegnamenti si rivelano particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente societร  globalizzataยป (Primo messaggio dopo la Messa con i Cardinali elettori, 20 aprile 2005).

Quando il ๐—ฃ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ซ๐—ซ๐—œ๐—œ๐—œ aprรฌ lโ€™assise conciliare, lโ€™11 ottobre del 1962, ne parlรฒ come dellโ€™๐—ฎ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜‚๐—ป ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—น๐˜‚๐—ฐ๐—ฒ per tutta la Chiesa.
Il lavoro dei numerosi Padri convocati, provenienti dalla Chiese di tutti i continenti, in effetti spianรฒ la strada per una nuova stagione ecclesiale. Dopo una ricca riflessione biblica, teologica e liturgica che aveva attraversato il Novecento, il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unitร  tra Dio e il suo popolo; ha avviato unโ€™importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio. Al tempo stesso, ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dellโ€™epoca moderna nel ๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ผ e nella ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐—ป๐˜€๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso lโ€™umanitร , farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una societร  piรน giusta e piรน fraterna.

Grazie al Concilio Vaticano II, ยซla Chiesa si fa ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—ผ๐—น๐—ฎ; la Chiesa si fa ๐—บ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ; la Chiesa si fa ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—น๐—ผ๐—พ๐˜‚๐—ถ๐—ผยป (S. Paolo VI, Lett. enc. Ecclesiam suam, 67), impegnandosi a cercare la veritร  attraverso la via dellโ€™ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontร .

Questo spirito, questo atteggiamento interiore, deve caratterizzare la nostra vita spirituale e lโ€™azione pastorale della Chiesa, perchรฉ dobbiamo ancora realizzare piรน pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐—ถ dei segni dei tempi, ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ถ๐—ผ๐˜€๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐˜‚๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ del Vangelo, ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ๐˜€๐—ถ ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ถ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ถ di giustizia e di pace.
๐— ๐—ผ๐—ป๐˜€. ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—Ÿ๐˜‚๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ถ, futuro Papa Giovanni Paolo I, da Vescovo di Vittorio Veneto, allโ€™inizio del Concilio scrisse profeticamente: ยซEsiste come sempre il bisogno di realizzare non tanto organismi o metodi o strutture, quanto santitร  piรน profonda ed estesa. [โ€ฆ] Puรฒ darsi che i frutti ottimi e copiosi di un Concilio si vedano dopo secoli e maturino superando faticosamente contrasti e situazioni avverseยป.
Riscoprire il Concilio, dunque, come ha affermato ๐—ฃ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ ๐—™๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ผ, ci aiuta a ยซridare il primato a Dio e a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da lui amatiยป ( Omelia nel 60ยฐ anniversario dellโ€™inizio del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 2022).

Fratelli e sorelle, quanto disse ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—ฃ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ฉ๐—œ ai Padri conciliari al termine dei lavori, rimane anche per noi, oggi, un criterio di orientamento; egli affermรฒ che era giunta lโ€™ora della partenza, di lasciare lโ€™assemblea conciliare per andare incontro allโ€™umanitร  e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ in cui si condensavano passato, presente e futuro: ยซIl passato: perchรฉ รจ qui riunita la Chiesa di Cristo, con la sua tradizione, la sua storia, i suoi Concili, i suoi Dottori, i suoi Santi. [...] Il presente: perchรฉ noi ci lasciamo per andare verso il mondo di oggi, con le sue miserie, i suoi dolori, i suoi peccati, ma anche con le sue prodigiose conquiste, i suoi valori, le sue virtรน. [...] Lโ€™avve**re, infine, รจ lร , nellโ€™appello imperioso dei popoli ad una maggiore giustizia, nella loro volontร  di pace, nella loro sete cosciente o incosciente di una vita piรน alta: quella precisamente che la Chiesa di Cristo puรฒ e vuole dar loroยป (S. Paolo VI, Messaggio ai Padri conciliari, 8 dicembre 1965).

Anche per noi รจ cosรฌ. Accostandoci ai Documenti del Concilio Vaticano II e riscoprendone la profezia e lโ€™attualitร , accogliamo la ricca tradizione della vita della Chiesa e, allo stesso tempo, ci interroghiamo sul presente e rinnoviamo la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace.

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Catechesi:
๐ผ๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‰๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ผ๐ผ ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘œ ๐‘– ๐‘ ๐‘ข๐‘œ๐‘– ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–. ๐ถ๐‘Ž๐‘ก๐‘’๐‘โ„Ž๐‘’๐‘ ๐‘– ๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘‘๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž
๐—Ÿ๐—˜๐—ข๐—ก๐—˜ ๐—ซ๐—œ๐—ฉ
Mercoledรฌ, 7 gennaio 2026

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