Parrocchia di Casaloldo

Parrocchia di Casaloldo Parrocchia "Assunzione della Beata Vergine Maria" in Casaloldo (MN) Casaloldo si trova sulla statale che da Asola porta a Mantova, da cui dista 32 km.

Lo stemma comunale riporta il suo nome scritto in latino "Casalis alti comunitas", comunità del castello franco, libero cioè da dazi e pedaggi. Ha origini antiche, probabilmente romane: quando fu costruita la strada che da Casaloldo porta a Castel Goffredo furono trovate monete e tracce di un pavimento di epoca romana. Nel medioevo riuscì ad erigersi a libero comune, combattendo contro Asola, spal

leggiata da Brescia e dalla stessa raso al suolo ai tempi della nascita di Castelnuovo. Ai conti di Casaloldo deve il periodo più glorioso della sua storia, conclusosi nel 1443, quando entrò a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia, appartenenza che difese nel 1509 contro la Lega di Cambrai sconfiggendo il Duca di Mantova. Il fatto è ricordato dal quadro posto sulla porta della chiesa parrocchiale. Entrò poi a far parte della Repubblica cisalpina. La parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta, un edificio imponente ed elegante, è opera del ticinese Giovanni Maria Borsotto che una ventina d'anni dopo costruì il campanile, staccato dalla chiesa: è il più bello e il più alto di tutta la zona. Il suo titolo, Santa Maria Assunta, ricorda due chiese preesistenti, andate distrutte, di cui alcune parti furono incorporate nell'attuale edificio, quali la sagrestia, la ca****la del Rosario, alcuni altari dell'intagliatore trentino Andrea del Pozzo, pile dell'acqua santa, alcuni quadri, resti di un piccolo chiostro. Fu consacrata dal vescovo abate di Asola monsignor Giovanni Badoer. Nell'interno si possono ammirare degli altari, quadri di scuola bresciana, confessionali del XVIII secolo, un crocifisso del XV secolo, un organo Serassi, splendidi armadi settecenteschi nella sagrestia.

05/09/2026

Durante il recente Campo Estivo, il gruppo giovani della Parrocchia di Castelnuovo, che comprende anche diversi giovani della Parrocchia di Casaloldo, ha portato una Croce in cima alla vetta Zucco di Valbona.

Pubblichiamo il video uscito sull'ultima edizione de "la Cittadella NEWS"

05/09/2026
29/08/2026

C'è un mestiere che il diacono della parrocchia di Casaloldo -- Mario Gerola -- non ha mai smesso di fare, anche dopo aver appeso alla parete i libri di latino: quello di declinare, ogni giorno, il verbo servire.

Fa quello che ci si aspetta da un diacono — assiste il parroco alle messe, porta la comunione e la parola a chi non può più uscire di casa, visita gli anziani non per dovere ma per abitudine del cuore, si prende cura di chi la vita ha lasciato un po' indietro. Sono gesti che restano nell'ombra delle sacrestie e delle case, e che nessuno fotografa.
Pochi sanno che quella stessa cura per la parola, affinata su tanti anni di insegnamento, Mario la mette al servizio anche del Vaticano, correggendo bozze di testi liturgici, e di tanti prelati e persone che gli affidano i propri scritti perché li rilegga e li limi.

È una disponibilità che non conosce orario: chi bussa alla sua porta con un testo da correggere, trova sempre qualcuno pronto ad ascoltare.
Custodisce anche l'archivio parrocchiale, e chi a Casaloldo cerca le proprie radici — una ricerca genealogica, una traccia storica del paese — passa quasi sempre da lui. È una funzione culturale prima ancora che amministrativa: tenere viva la memoria di una comunità, un registro, un nome alla volta. E la domenica mattina, dall'altare, le sue prediche restano impresse; così come la sua presenza nel coro parrocchiale, un altro modo, tra i tanti, di spendersi per il proprio paese.

Ma c'è un gesto di Mario che è sotto gli occhi di tutti, ogni mattina, e che forse proprio per questo rischiamo di non vedere più: prende la scopa e pulisce piazza Matteotti. Non è un modo di dire — lo fa davvero, tutte le mattine, davanti alla chiesa. Una piazza viva, attraversata da macchine, vitale non solo nel giorno di mercato, circondata dai negozi che aprono le saracinesche: il salotto di Casaloldo, che si sporca in fretta e che lui rimette in ordine prima che il paese si svegli del tutto.
E non si ferma lì. C'è anche la lunga via del cimitero, quella dedicata a don Mariotti, che don Mario tiene pulita con la stessa costanza silenziosa. Un tratto di paese defilato, che pochi percorrono se non per un lutto, e che lui cura ugualmente, come se ogni angolo di Casaloldo meritasse la stessa dignità.
Chi ha insegnato latino sa che colere — coltivare, curare, aver cura di — è la stessa radice di cultura, coltura e culto. Mario, in fondo, non ha mai smesso di fare quel mestiere: prima coltivava menti, ora coltiva un paese, un archivio, una piazza, una memoria e il culto.

È una forma di diaconia che non si studia sui manuali di teologia, ma che si vede benissimo, ogni mattina, con una scopa in mano.
Ottant'anni, e una forma invidiabile: lo si vede ancora pedalare avanti e indietro da casa alla piazza in bicicletta, con la stessa energia di sempre. A lui, la comunità augura salute e tanti altri anni di questa sua instancabile attività — per le persone, per la memoria del paese, e per quella piazza che ogni mattina torna a splendere grazie a lui.

"Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona d...
14/08/2026

"Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle."
(Ap 12,1)

Maria, Assunta in Cielo in anima e corpo, prega per noi.

Indirizzo

P. Zza Matteotti, 12
Casaloldo
46040

Telefono

+39037674185

Sito Web

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