Chiesa libera di Casalnuovo

Chiesa libera di Casalnuovo Domenica ore 10:00
Giovedì ore 18:30
Via Giovanni V***a, 8 Casalnuovo di Napoli (NA)
La Chiesa libera di Casalnuovo è nella Comunione delle Chiese libere.

https://it.wikipedia.org/wiki ORARIO DEI CULTI
Domenica: Culto ore 10,00
Prima domenica del mese: Cena del Signore
Giovedì: Preghiera o Studio biblico ore 19,00


Il martedì, dalle 19:00 alle 20:00 si svolge uno studio biblico online aperto a tutte e tutti, chi desidera partecipare può contattarci così da poter ricevere il link per accedere all'incontro. Dio ci benedica!

14/06/2026

La Parola di Dio ci insegna che ciascuna persona è un essere unico e irripetibile. Nessuno è il risultato del caso, nessuno è stato creato per errore, nessuno è superfluo agli occhi del Signore. Fin dall'inizio della nostra esistenza siamo conosciuti e amati da Dio. Il Salmista proclama: «Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre» (Salmo 139,13). La nostra vita non è dunque un incidente della storia, ma un progetto custodito nel cuore di Dio.
Per questo la chiamata di Dio è sempre personale. Egli non si rivolge all'umanità come a una massa indistinta, ma chiama ciascuno per nome. Così avvenne con Abramo, con Mosè, con Samuele, con Maria di Nazaret e con gli Apostoli. Ognuno ricevette una vocazione diversa, una missione particolare, un compito che nessun altro avrebbe potuto svolgere nello stesso modo.
Il profeta Geremia testimonia questa verità quando ascolta le parole del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Geremia 1,5). Dio non improvvisa il nostro cammino, ma ci pensa, ci desidera e ci affida una missione che corrisponde alla nostra identità più profonda.
Per questo chi pensa di essere inutile, insignificante o privo di valore non ha ancora compreso pienamente il progetto di Dio sulla propria vita. Agli occhi del mondo si può essere ignorati, ma agli occhi di Dio nessuna esistenza è marginale. Ogni persona possiede doni, sensibilità, esperienze e possibilità che nessun altro possiede nella stessa misura e nella stessa forma.
L'apostolo Paolo utilizza l'immagine del corpo per spiegare questa realtà: «Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?» (1 Corinzi 12,17). Ogni membro ha una funzione diversa, ma tutti sono indispensabili. Nessuno può dire: «Non servo a nulla». Nessuno può essere sostituito completamente da un altro. Nella comunità dei credenti, come nella storia della salvezza, ogni vita ha un significato che contribuisce all'armonia dell'intero corpo.
Quando Gesù dice ai suoi discepoli: «Ecco, io mando voi» (cfr. Matteo 10,16; Giovanni 20,21), quel "voi" non indica una folla anonima. Non è una convocazione generica rivolta a persone intercambiabili. In quel "voi" ci sono volti, storie, fragilità, talenti e percorsi differenti. C'è Pietro con il suo entusiasmo impulsivo, Giovanni con la sua profondità contemplativa, Tommaso con i suoi dubbi, Matteo con il suo passato difficile. Gesù chiama persone diverse perché il Regno di Dio ha bisogno della ricchezza di ogni singola esistenza.
Anche oggi il Signore continua a chiamare per nome. Come accadde a Samuele nella notte, come avvenne per Zaccheo sull'albero, per Maria Maddalena al sepolcro e per Saulo sulla via di Damasco, Dio raggiunge ciascuno nel punto concreto della propria vita. Non chiama una categoria, una statistica o un gruppo indistinto: chiama una persona.
Perciò nessuno di noi è un contorno, una figura decorativa, un accessorio o un semplice numero. Siamo creature amate, volute e inviate. Siamo parte di un disegno che ci supera ma che, allo stesso tempo, ha bisogno della nostra risposta libera. Dio avrebbe potuto fare il suo piano senza di noi, ma ha scelto di coinvolgerci. E questa è una delle più grandi dignità dell'essere umano: essere collaboratori dell'opera di Dio.
La domanda decisiva non è dunque: "Sono importante?", perché per Dio lo siamo già. La vera domanda è: "Qual è il compito che il Signore mi affida?". Scoprire la propria vocazione significa comprendere che la nostra unicità non è un privilegio da custodire egoisticamente, ma un dono da mettere a servizio degli altri. Solo allora la nostra vita trova la sua pienezza, perché ciò che Dio ha seminato in noi diventa benedizione per il mondo.
Come ricorda l'apostolo Paolo: «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha preparato perché in esse camminassimo» (Efesini 2,10). In questa prospettiva, ogni vita acquista un valore immenso: nessuno è inutile, nessuno è dimenticato, nessuno è sostituibile nel cuore di Dio.

Past. Salvatore Manzi

17/05/2026

«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve;
anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana». Isaia 1:18

In questo versetto il rosso dello scarlatto, del porpora, non indica solo il peccato, ma ciò che sembra ormai penetrato nella fibra stessa della vita, qualcosa che non può più essere lavato via.
Eppure Dio parla proprio lì, in quella zona che appare irreversibile.
La parola profetica non invita a negare la colpa, né a minimizzare le ferite provocate. Al contrario, le guarda in faccia. La grazia di Dio viene descritta come una forza capace di fare ciò che l’essere umano non riesce a compiere da solo: ricreare, rendere nuovo, aprire un futuro dove sembrava esserci soltanto peso e angosciante memoria.
È una promessa rivolta a chi pensa di essere ormai definito dai propri errori, dai propri fallimenti o dalle proprie omissioni.
Questo versetto ricorda che, nella logica biblica, il peccato non ha l’ultima parola. L’ultima parola appartiene alla possibilità del ritorno, del dialogo e della misericordia.
L'ultima parola spetta a Dio ed è solo la sua Parola che sana, libera, ricrea.

19/04/2026

𝐋𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐌𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞

Un muratore voleva costruire un palazzo. Non uno qualunque. Voleva che fosse bello, solido, e che durasse nel tempo. Così andò in cava, e si scelse le pietre una per una.

Non le prendeva a caso. Le guardava, le girava tra le mani, le accostava l'una all'altra. Alcune erano grandi e massicce, altre piccole e leggere. Alcune dritte e squadrate, altre storte e inclinate. Alcune lisce, altre ruvide.

A ogni pietra che sceglieva, diceva: — Tu sei perfetta per il posto che ho in mente.

Le pietre erano felici. Erano state scelte! Non erano ammasso informe, non erano polvere. Erano parte di un progetto.

Il muratore cominciò a murare. Mise la pietra grande nell'angolo sud, dove doveva reggere il peso di molte altre. Mise la pietra piccola in alto, vicino alla finestra, dove doveva solo trattenere la luce. Mise quella inclinata proprio dove serviva una pendenza per far scorrere l'acqua. Mise quella ruvida all'ingresso, dove le mani della gente avrebbero toccato.

Per un po', tutto andò bene. Poi le pietre cominciarono a parlare tra loro.

La pietra grande guardò quella piccola e disse:
— Io reggo tutto il palazzo. Tu cosa fai? Niente. Sei solo un tappo.

La pietra piccola rispose:
— Almeno io sono in alto e vedo il cielo. Tu stai giù nell'ombra, schiacciata.

La pietra inclinata guardò quella dritta e disse:
— Tu sei fortunata. Stai dritta e comoda. Io sono storta. Il muratore mi ha messa qui per umiliarmi.

La pietra dritta rispose:
— Storta o dritta, tanto nessuno ci guarda. Il muratore si è dimenticato di noi. È andato via. Possiamo fare quello che vogliamo.

Così, pian piano, la felicità di essere state scelte si spense. Prese il posto la noia. Poi l'invidia. Poi la ribellione.

Una mattina la pietra grande disse:
— Io me ne vado. Tanto qui sotto non mi vede nessuno. Posso trovare un palazzo più grande, dove le pietre sono tante e il mio peso sarà apprezzato.

E si smosse. Il muro sopra di lei cominciò a fessurarsi.

La pietra inclinata disse:
— Anch'io me ne vado. Questa posizione storta è uno sbaglio. Il muratore non capisce niente. Vado in un muro dove tutte le pietre sono inclinate come me.

E scivolò via. L'acqua cominciò a entrare dalla fessura.

La pietra piccola disse:
— Tanto chi si accorge di me? Sono invisibile. Posso anche cadere.

E cadde. Il vuoto che lasciò fece crollare il piccolo arco sopra la finestra.

La pietra ruvida, all'ingresso, guardò le altre andarsene e pensò:
— Forse hanno ragione loro. Anche io me ne vado. Cercherò un palazzo dove la mia ruvidità è considerata un pregio.

Si staccò. E la prima mano che appoggiò il muro trovò solo polvere.

Alla fine, il palazzo era mezzo crollato. Il muratore tornò, vide il disastro, e si mise a sedere tra le macerie. Non disse niente.

Prese una pietra tra le mani, quella piccola che era caduta per prima.

— Tu eri qui — disse piano, indicando il vuoto vicino alla finestra. — Ti avevo scelta perché eri leggera. Se ti mettevo più giù, il peso ti avrebbe spezzata. Se ti mettevo più su, non avresti trattenuto la luce. Ti ho messa lì perché solo tu potevi stare lì.

La pietra piccola non rispose. Ma qualcosa dentro di lei si scosse.

Poi il muratore si avvicinò alla pietra grande, rotolata lontano.

— Tu eri qui — disse, indicando l'angolo sud. — Ti avevo scelta perché eri massiccia. Non per vantarti, ma per reggere. Senza di te, tutto quello che sta sopra non ha fondamento.

Poi si girò verso la pietra inclinata.

— E tu eri qui. Ti ho messa storta di proposito. Perché l'acqua doveva scorrere. Se fossi stata dritta, il muro si sarebbe impregnato e sarebbe caduto. La tua stortura era la tua forza.

Infine si rivolse a tutte, senza gridare:

— Io non ho sbagliato posto per nessuno di voi. Voi avete sbagliato a credere che il vostro posto fosse meno importante di quello di un altro. E avete sbagliato a pensare che andare altrove avrebbe risolto qualcosa. Perché altrove non c'è un posto disegnato per voi. C'è solo un posto vuoto qui.

Allora alcune pietre tornarono al loro posto. Altre no.
Ma il muratore non costruì un altro palazzo. Aspettò. Perché quelle pietre, anche ribelli, erano le sue.

past. Salvatore Manzi

13/04/2026

Giovanni 5,1.15Marco, 1,1-12

Hai un peso sul cuore che non sai a chi raccontare?«Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore rotto» (Salmo 34:18)...
08/04/2026

Hai un peso sul cuore che non sai a chi raccontare?

«Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore rotto» (Salmo 34:18).

Io e il piccolo gruppo della nostra comunità ci impegniamo a pregare per ogni persona che ce lo chiede. In modo discreto, senza giudizio, senza chiedere nulla in cambio.

Se vuoi, puoi scrivermi su WhatsApp.
Non rispondo subito, ma rispondo. E prego.

Ecco il link per scrivermi: https://wa.me/393470426117

Non sei sola, non sei solo.

Pastore Salvatore

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https://www.youtube.com/watch?v=sqAUTIQ8xq4

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». All...

Cosa separa la giustizia del cielo da quella della terra?Le piaghe d’Egitto non sono solo castighi: lette in profondità,...
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Cosa separa la giustizia del cielo da quella della terra?
Le piaghe d’Egitto non sono solo castighi: lette in profondità, diventano simboli. Acqua che si muta in sangue, tenebra che si fa palpabile: ogni piaga smaschera un idolo e annuncia la vera libertà.
Te ne parliamo al nostro prossimo studio biblico:
📖 “La giustizia di Dio e la giustizia degli uomini. Le piaghe d’Egitto”
🔍 Un viaggio tra storia e simbolo.
🗓 Questa sera, alle 18:30
📍 Chiesa libera. Via Giovanni V***a, 8 Casalnuovo di Napoli
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Indirizzo

Via Giovanni V***a, 8
Casalnuovo Di Napoli
80013

Orario di apertura

Giovedì 07:00 - 19:00
19:00 - 20:30
Domenica 10:30 - 12:00

Telefono

+393470426117

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