06/09/2026
ASCOLTATE OGGI LA PAROLA DEL SIGNORE, abbiamo risposto al Salmo, tutte le Letture ci invitano ad ascoltarLo. Noi stiamo ascoltando la voce di Dio che vuole trasmetterci i Suoi consigli, i Suoi desideri, le Sue aspettative? Nessuno aspetta più, perché nei confronti di Dio, ricordiamocelo sempre, siamo debitori. Tutto dobbiamo a Dio: la nostra vita, la nostra intelligenza, la nostra fantasia, la nostra capacità di fare della nostra vita un'occasione per poter capire e esprimere come andare a realizzarla .
Ripeteremo alla preghiera dei fedeli
la frase SIGNORE INSEGNACI AD AMARE. Amare è il lavoro più difficile oggi, ma dobbiamo affrontarlo. Amare veramente, amare con tutte le nostre forze, amare oltre la simpatia e la empatia delle persone che ci stanno accanto. Amare senza pretendere il tornaconto, perché l'amore è sempre gratuito.
Proviamo a chiederci come possiamo, anzitutto ascoltare la voce del Signore..
Ce lo dice il profeta Ezechiele, uno dei tre grandi profeti ( Isaia, Geremia ed Ezechiele) che hanno accompagnato e guidato Israele durante le sue crisi storiche più profonde, dall'assedio di Gerusalemme all'esilio in Babilonia. Il loro messaggio unisce dure denunce di ingiustizia sociale a potenti promesse di speranza e rinascita spirituale. Ebbene, il profeta Ezechiele, a un certo punto, sente che Dio lo chiama per recuperare alla giustizia e alla vita chi sta sbagliando. Quanto è difficile fare questo lavoro! Difficile parlare e difficile farsi accettare!
Eppure questo è il compito del profeta. Il profeta è colui che parla a nome di Dio. E quando Dio vede che le cose non sono bene, o secondo il suo progetto di amore e di salvezza, ecco che suscita all'interno del popolo un profeta e con la voce della Sua presenza, cerca davvero di insinuare dei dubbi sulle vie ormai dissestate di un comportamento immorale e infedele del popolo stesso.
Ecco come San Paolo, dice "Noi siamo amati in un modo radicale, in un modo semplice, senza interesse particolare. Se mettiamo in pratica tutta la legge, NON COMMETTERE ADULTERIO, NON UCCIDERE, NON RUBARE, NON DESIDERARE, TUTTO SI RICAPITOLA IN QUESTA PAROLA: AMERAI IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO". Cosa vuol dire "che amiamo gli altri come amiamo noi stessi? " Oggi si ha ancora il coraggio di parlare di amore alla luce di ciò che abbiamo ascoltato negli ultimi 15 giorni dai media?! Questo comandamento non è proprio di moda. Quanta gente si vuole male perché usa la violenza, perché si droga, perché è sempre più vittima di dipendenze!?
Quanta gente si vuole male! E quando noi vogliamo male a noi stessi, che cosa offriamo gli altri, se non il male che è dentro di noi stessi. Facciamo una riflessione su quello che è accaduto in queste ultime tre settimane. Questi fatti di violenza a livello sociale, a livello familiare, a livello di fidanzati, o all'interno delle famiglie stesse!😭Ma chi è capace di parlare di amore oggi? L'amore anzitutto è fatto di donazione, di scelte libere, non di sottomissione, di rispetto delle scelte che le persone fanno. Imporre le mie scelte all' altro è rendere schiava una persona. Quando io celebro un matrimonio, dico sempre, nel Matrimonio, grazie alla grazia sacramentale ci si sente una persona unica, pur rimanendo due. E perché succedono tutte queste cose, di cui il giornale e la televisione ogni giorno trasmettono?! Perché non siamo più capaci di amare e accettarci come PERSONE. Perché vediamo l'altro come un oggetto da usare, possedere e buttare.
E allora si riflette in famiglia, basta un pizzico di gelosia, un pizzico di superbia, e allora il marito uccide la moglie, e magari uccide anche il figlio, che dovrebbe essere frutto dell'amore dei genitori. Ma sono due mila anni che si predica AMORE, ma cosa ne abbiamo colto? Dobbiamo capire che la punta più alta dell'amore è il PERDONO perché rappresenta la capacità di donare senza pretendere nulla in cambio, superando il rancore e l'orgoglio per restituire pace a se stessi e agli altri.
La parola stessa deriva da per-dono, ovvero "donare pienamente" o offrire un "super-dono" del tutto gratuito.
PERDONARE NON SIGNIFICA GIUSTIFICARE o DIMENTICARE IL MALE RICEVUTO, MA SCEGLIERE DI SCIOGLIERE IL LEGAME CHE CI INCATENA AL DOLORE.
Rappresenta la massima espressione di empatia, poiché mette la cura e il bene dell'altro al di sopra della rivalsa personalistica
Non basta andare a letto e fare sesso per dire ci amiamo. L'amore non ha né inizio né fine. È uno stato, scelto, della nostra vita. Una frase molto bella di Santa Teresa del Bambin Gesù recitava LA CHARITÉ N'A PAS D'HEURE,
La carità è l'amore, e non conosce tempo e S..Teresa aveva rappresentato questa sua frase con un orologio senza lancette. Bellissima questa immagine. Non dovremmo mai dimenticarla. Ecco l'amore che è la preghiera del cuore dei credenti.
Troviamo invece oggi un uomo affamato di possesso, anche del creato. Cosa dire, stiamo trasformando il pianeta Terra in una bomba atomica. Siamo noi che distruggiamo le nostre esistenze e il Creato, non diamo la colpa a Chi sta Lassú.
Alla Creazione: «DIO VIDE QUANTO AVEVA FATTO, ED ERA COSA MOLTO BUONA» e ha consegnato il.mondo all' uomo. Cosa ne abbiamo fatto?!
Noi che inquiniamo continuamente, ma non solo a livello ambientale e di conseguenza meteorologico, ma inquiniamo anche la nostra coscienza, la nostra intelligenza, però vedete, se non cambiamo rotta e se non sappiamo mettere, come ha detto il Papa, nella sua Enciclica, le redini all'intelligenza artificiale, ne diventeremo tutti schiavi e vittime.
Concludo con l'ultima frase che ho proclamato nel Vangelo di Matteo,SE DUE DI VOI SULLA TERRA SI METTERANNO D'ACCORDO PER CHIEDERE QUALUNQUE COSA, IL PADRE MIO CHE È NEI CIELI, GLIELA CONCEDERÀ. PERCHÉ DOVE SONO DUE O TRE RIUNITI NEL MIO NOME IO SONO IN MEZZO A LORO. Mi piace questa immagine, sapete perche? Siamo qui riuniti nel Suo Nome e LUI è in mezzo a noi. Gesù ha saputo stare nel mezzo dei rapporti familiari e amorosi tra Giuseppe e Maria.
Perché Gesù ha saputo stare nel mezzo dei Suoi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Perché Gesù ha saputo stare nel mezzo di un rapporto di amicizia tra Marta e Maria e Lazzaro. Perché Gesù ha saputo stare sul Calvario nel mezzo tra il discepolo che gli amava Giovanni, e Maria.
Perché Gesù ha saputo stare nel mezzo dei due discepoli di Emmaus, accompagnandoli passo per passo per aiutarli a risolvere in ogni luogo la loro tristezza e il loro risentimento. Perché Gesù ha saputo stare nel mezzo del Cenacolo... e potremmo continuare. Gesù è il collante, la vera forza che tiene in piedi e unita una Comunità!
Preghiamo che, con la Sua Presenza, possiamo crescere nella fiducia e stima reciproca.
Buona settimana ad ognuno di voi.