Cappella della Addolorata

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Cappella della Addolorata Ca****la della Addolorata, Piazza Calacta n. 31, Caronia (ME)

21 settembre, San Matteo Apostolo ed Evangelista Dal martirologio "Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, de...
21/09/2026

21 settembre, San Matteo Apostolo ed Evangelista

Dal martirologio

"Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, detto Levi, chiamato da Gesù a seguirlo, lasciò l'ufficio di pubblicano o esattore delle imposte e, eletto tra gli Apostoli, scrisse un Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa dell'Antico Testamento."

San Matteo, Apostolo ed Evangelista,
tu che, chiamato da Gesù, lasciasti ogni cosa per seguirlo,
aiutaci ad ascoltare la sua voce con cuore libero e generoso.
Insegnaci a riconoscere in Cristo il compimento di ogni promessa
e a testimoniare il suo Vangelo con fede e coerenza.

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20/09/2026

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18/09/2026
14/09/2026

Comunicazione Padre Carmelo Scalisi:

14 settembre "U Signuri rá Marina":
ore 16.00 S. Messa in Chiesa Madre e Processione fino a Marina dove nella Chiesa dell'Annunziata ci sarà nuovamente la Messa dell'Esaltazione della Santa Croce.

Alle soglie del Terzo Millennio, Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per i peccati commessi dai cristiani: perdono, non...
13/09/2026

Alle soglie del Terzo Millennio, Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per i peccati commessi dai cristiani: perdono, non scusa. Non un perdono generico, ma per fatti concreti e dopo dovuti accertamenti. Giovanni Paolo II questi perdoni li ha chiesto a Dio, prima ancora che agli uomini. Nessun’altra istituzione, organizzazione o nazione ha compiuto un gesto analogo. Esse continuano a sostenere le proprie ragioni per le guerre precedenti e per quelle in corso. Perdonare è tra gli atti più esclusivi della persona umana, una vera opera d’arte dal punto di vista dell’anima e del rapporto. Oggi abbiamo più che mai bisogno di renderci capaci di perdono e di riconciliazione.

La parola del giorno è tratta dal Vangelo secondo MatteoMt 18,21-35In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse:...
13/09/2026

La parola del giorno è tratta dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose:
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti
restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse
restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

LA LITURGIA CATTOLICA PARROCCHIALE IN ITALIA SEMBRA  INTRATTENIMENTO? Con profonda tristezza constatiamo come, talvolta,...
08/09/2026

LA LITURGIA CATTOLICA PARROCCHIALE IN ITALIA SEMBRA INTRATTENIMENTO?

Con profonda tristezza constatiamo come, talvolta, la liturgia rischi di perdere la propria autentica identità. Non desideriamo criticare nessuno, ma invitare tutti a una seria riflessione.

Come fedeli cattolici, siamo chiamati a prendere a cuore la preghiera dell’azione liturgica, non soltanto perché la Chiesa ce lo insegna, ma perché dovremmo sentire l’esigenza di cantare la verità e la fede che professiamo.

Nella liturgia non possiamo scegliere semplicemente ciò che ci piace, ci diverte o ci fa sentire parte di un gruppo. Il canto liturgico non è intrattenimento, aggregazione sociale o sentimentalismo: è preghiera della Chiesa, adesione al Mistero celebrato e professione di fede.

Anche il Gloria e il Santo non sono testi disponibili alla nostra creatività o al nostro gusto personale: appartengono alla Chiesa e custodiscono la verità della fede.

Papa Leone XIV ci ha ricordato che la musica è parte dell’azione liturgica e non una semplice decorazione della celebrazione.

La preghiera liturgica è fatta di verità, bellezza e santità. Custodirla non significa essere rigidi, ma amare profondamente Cristo e la sua Chiesa.

Indirizzo

Piazza Calacta, 31
Caronia
98072

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