02/04/2015
Voglio condividere con Voi fratelli, 2 messaggi, quello di Papa Francesco per la "Giornata Mondiale delle Migrazioni" e la bellissima testimonianza di integrazione di una giovanissima e brillante donna marocchina "Qui ho trovato il mio posto nel mondo"
La Chiesa, rispondendo al mandato di Cristo “Andate e fate discepoli tutti i popoli”, è
chiamata ad essere il Popolo di Dio che abbraccia tutti i popoli, e porta a tutti i popoli l’annuncio
del Vangelo, poiché nel volto di ogni persona è impresso il volto di Cristo! Qui si trova la radice
più profonda della dignità dell’essere umano, da rispettare e tutelare sempre. Non sono tanto i
criteri di efficienza, di produttività, di ceto sociale, di appartenenza etnica o religiosa quelli che
fondano la dignità della persona, ma l’essere creati a immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen
1,26-27) e, ancora di più, l’essere figli di Dio; ogni essere umano è figlio di Dio! In lui è
impressa l’immagine di Cristo! Si tratta, allora, di vedere noi per primi e di aiutare gli altri a
vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una
sorella da accogliere, rispettare e amare, un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire
alla costruzione di una società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale,
un mondo più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo. Le migrazioni
possono far nascere possibilità di nuova evangelizzazione, aprire spazi alla crescita di una nuova
umanità, preannunciata nel mistero pasquale: una umanità per cui ogni terra straniera è patria e
ogni patria è terra straniera.
Cari migranti e rifugiati! Non perdete la speranza che anche a voi sia riservato un futuro più
sicuro, che sui vostri sentieri possiate incontrare una mano tesa, che vi sia dato di sperimentare
la solidarietà fraterna e il calore dell’amicizia! A tutti voi e a coloro che dedicano la loro vita e
le loro energie al vostro fianco assicuro la mia preghiera e imparto di cuore la Benedizione
Apostolica.
Dal Vaticano, 5 agosto 2013
Sono giunta in Italia nel 1991, 24 anni or sono, avevo solo cinque anni ma lo ricordo bene. Vi sono arrivata insieme a mia madre, per ricongiungermi con mio padre, arrivato a San Giorgio Ionico, nel tarantino, due anni prima per lavoro. Sebbene fossi ancora piccolina, ricordo molto bene il giorno de…