Parrocchia Assunzione Maria Vergine

Parrocchia Assunzione Maria Vergine Pagina non gestita in prima persona dal parroco.

Antica Abbazia benedettina fondata nel 1028

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📖 Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,17-19In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non crediate che io sia venuto ad abo...
10/06/2026

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

RIFLESSIONE DI DON LUIGI MARIA EPICOCO
La vera regola è Cristo stesso

Troppo spesso crediamo che il cristianesimo sia una liberazione dalle regole. In realtà il Vangelo non ci libera dalle regole, ma ci libera da un modo sbagliato di viverle. Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a mostrarne il significato più profondo. Le regole, quando sono sane, non servono a limitare la vita, ma a custodirla e a farla fiorire.

Pensiamo a una ricetta: seguire alcune indicazioni non rovina la festa, ma rende possibile un buon dolce. Allo stesso modo, le regole della vita non sono ostacoli alla felicità, ma sentieri che ci aiutano a raggiungerla. Il problema nasce quando riduciamo tutto a un insieme di obblighi esteriori oppure, al contrario, quando pensiamo di poter vivere seguendo soltanto ciò che sentiamo nel momento. Gesù ci insegna un rapporto maturo con la Legge. Egli ci mostra che il centro non è la regola in sé, ma l'amore che quella regola vuole custodire.

Per questo nel Vangelo combatte il legalismo, ma non l'obbedienza. Contesta il moralismo, ma non la verità. Denuncia l'ipocrisia di chi osserva esteriormente i comandamenti senza lasciarsi cambiare il cuore. Senza una regola, infatti, la nostra vita rischia di diventare un intreccio confuso di capricci, desideri, paure, entusiasmi e delusioni. Somiglia a un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra invece di scorrere verso una meta.

Le regole autentiche sono come gli argini di quel fiume: non ne soffocano la forza, ma le permettono di diventare feconda. Per questo il Vangelo di oggi ci pone alcune domande decisive. Attorno a quale criterio sto costruendo la mia vita? La maturità cristiana consiste nel riscoprire che la vera regola è Cristo stesso. Quando Lui diventa il centro, la Legge non è più una catena, ma una strada che conduce alla libertà.

📖 Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,1-12aIn quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvici...
08/06/2026

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Cosi infatti perseguitarono i prfoeti che furono prima di voi».

RIFLESSIONE DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Il discorso delle Beatitudini, pronunciato da Gesù nella pagina del Vangelo di oggi, è una grande lezione sul modo in cui dovremmo guardare la nostra vita. Molto spesso siamo convinti che ciò che ci manca sia la causa della nostra infelicità. Pensiamo che, se avessimo di più, se fossimo più forti, più sicuri, più appagati, allora saremmo finalmente felici. Gesù invece capovolge questa logica e ci dice che proprio ciò che ci manca può diventare lo spazio in cui Dio opera le cose più grandi. Chi è sazio non desidera più nulla e rischia di perdere il gusto delle cose essenziali. Chi si sente sempre forte fatica a comprendere la fragilità degli altri. Chi è pieno di sé non lascia spazio a nessuno, nemmeno a Dio. Chi vive solo per difendere il proprio equilibrio spesso rinuncia a spendersi per la giustizia e per l'amore. Chi indossa continuamente maschere finisce per non riconoscere più il volto autentico della realtà e neppure quello di Dio. Le Beatitudini non sono l'elogio della sofferenza, della povertà o delle lacrime. Gesù non sta dicendo che il dolore è un bene in sé. Sta dicendo invece che ogni nostra mancanza, ogni ferita, ogni fame di senso può diventare il luogo di un incontro. La povertà di cui parla il Vangelo è la disponibilità a lasciarsi riempire da Dio. Per questo i poveri, gli affamati, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore sono chiamati beati: non perché abbiano meno degli altri, ma perché hanno ancora spazio per accogliere ciò che conta davvero. La vera tragedia non è essere mancanti, ma credere di bastare a noi stessi. Quando riempiamo ogni vuoto con qualcosa, quando anestetizziamo ogni desiderio, quando evitiamo ogni fragilità, priviamo la nostra vita della possibilità di una svolta. Le Beatitudini ci insegnano che Dio entra quasi sempre dalle nostre crepe. E ciò che consideriamo una debolezza può diventare il luogo più fecondo della sua grazia.

Processione Corpus Domini 2026
07/06/2026

Processione Corpus Domini 2026

(Gv. 6,51-58)Tu vedi sulla croce un uomo morto, eppure riconosci in quest’uomo, uomo come te, il Figlio di Dio tanto ama...
06/06/2026

(Gv. 6,51-58)
Tu vedi sulla croce un uomo morto,
eppure riconosci in quest’uomo,
uomo come te, il Figlio di Dio tanto amato
che offre la sua vita per te, per la tua salvezza.
Tu vedi un’ostia, un piccolo pezzo di pane,
come quello che accompagna i tuoi pasti,
ma nella fede riconosci in quel pane
il Corpo e il Sangue di colui che ti ha salvato.
Mistero dell’amore, mistero della fede.
Tu, che mangi quel pane nella fede,
hai la vita eterna
e Gesù ti accompagnerà nella risurrezione finale.

BUONA FESTA DEL CORPUS DOMINI!

Ricordiamo domani, dopo la S. Messa delle 10, processione eucaristica per le vie del centro paese.

📖 Dal Vangelo secondo MarcoMc 12,13-17In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fall...
02/06/2026

📖 Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

Le Parole dei Papi

Gesù ricava, dalla domanda postagli dai farisei, un interrogativo più radicale e vitale per ognuno di noi, un interrogativo che noi possiamo farci: a chi appartengo io? Alla famiglia, alla città, agli amici, alla scuola, al lavoro, alla politica, allo Stato? Sì, certo. Ma prima di tutto – ci ricorda Gesù – tu appartieni a Dio. Questa è l’appartenenza fondamentale. È Lui che ti ha dato tutto quello che sei e che hai. E dunque la nostra vita, giorno per giorno, possiamo e dobbiamo viverla nel riconoscimento di questa nostra appartenenza fondamentale e nella riconoscenza del cuore verso il nostro Padre, che crea ognuno di noi singolarmente, irripetibile, ma sempre secondo l’immagine del suo Figlio amato, Gesù. È un mistero stupendo. Il cristiano è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà umane e sociali senza contrapporre “Dio” e “Cesare”; contrapporre Dio e Cesare sarebbe un atteggiamento fondamentalista. Il cristiano è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà terrene, ma illuminandole con la luce che viene da Dio. L’affidamento prioritario a Dio e la speranza in Lui non comportano una fuga dalla realtà, ma anzi un rendere operosamente a Dio quello che gli appartiene. È per questo che il credente guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere la vita terrena in pienezza e rispondere con coraggio alle sue sfide. (Francesco - Angelus, 22 ottobre 2017)

01/06/2026
PERCHÉ LA CHIESA CELEBRA IL SACRO CUORE DI GESÙ NEL MESE DI GIUGNO? ❤️‍🔥Proviamo a rispondere a questa domanda sul Sacro...
01/06/2026

PERCHÉ LA CHIESA CELEBRA IL SACRO CUORE DI GESÙ NEL MESE DI GIUGNO? ❤️‍🔥

Proviamo a rispondere a questa domanda sul Sacro Cuore di Gesù

Roma , lunedì, 3. giugno, 2024 10:00 (ACI Stampa).

Nella Chiesa cattolica, il mese di giugno è dedicato in modo particolare al Sacro Cuore di Gesù, per ricordare l'amore fedele e incondizionato di Cristo per l'umanità. Una devozione che affonda le sue radici nelle origini del cristianesimo.

Un articolo di ACI Prensa raccoglie la risposta alla domanda sul perchè si celebra proprio il mese di giugno.

La devozione al Cuore di Gesù esiste da quando i primi cristiani meditavano dalla parte del Signore e dal cuore aperto. D'altra parte, il 16 giugno 1675, Gesù chiese a un santo di incoraggiare la devozione al suo Sacro Cuore.

In quel giorno, il Figlio di Dio apparve in Francia a Santa Margherita Maria d'Alacoque, una monaca francese dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria, e le mostrò il suo Cuore.

Come ha sottolineato Santa Margherita, il Cuore di Gesù era circondato da fiamme d'amore, coronato di spine, e aveva una ferita aperta da cui sgorgava sangue; ne uscì anche una croce.

"Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, eppure dalla maggior parte degli uomini ricevo ingratitudine, irriverenza e disprezzo", disse Gesù al santo.

Papa Benedetto XVI ha affermato che "nel vedere il Cuore del Signore, dobbiamo guardare al fianco trafitto dalla lancia, dove risplende l'inesauribile volontà di salvezza di Dio".

Ha anche sottolineato che "non può essere considerato un culto o una devozione passeggera: l'adorazione dell'amore di Dio, che ha trovato la sua espressione storico-devozionale nel simbolo del 'cuore trafitto', rimane indispensabile per un rapporto vivo con Dio".

Ecco perché in questo mese noi cattolici siamo chiamati a manifestare con le nostre opere la devozione al suo Cuore amorevole, come modo di rispondere al grande amore di Gesù, che è morto per la nostra salvezza ed è rimasto nell'Eucaristia per mostrarci la via della vita eterna.

Principali promesse fatte dal Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita d'Alacoque:

Alle anime consacrate al mio Cuore darò le grazie necessarie al loro stato.

Darò pace alle famiglie.

Li consolerò in tutte le loro afflizioni

Sarò il loro rifugio e rifugio sicuro durante la vita, e specialmente nell'ora della morte

Riverserò abbondanti benedizioni sulle vostre imprese

I peccatori troveranno nel Mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia

Le anime tiepide diventeranno ferventi

Le anime ferventi si innalzeranno rapidamente a una grande perfezione

Benedirò le case in cui l'immagine del mio Sacro Cuore è esposta e onorata.

Darò ai sacerdoti la grazia di commuovere i cuori induriti

Le persone che propagano questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio cuore e non sarà mai cancellato da esso.

A tutti coloro che ricevono la Comunione in nove primi venerdì consecutivi del mese, l'amore onnipotente del Mio Cuore concederà loro la grazia della perseveranza finale.


📖 Dal Vangelo secondo Marco
MC 12,1-12

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

28/05/2026

Venerdì 29 maggio ci sarà la conclusione del mese mariano alla chiesa dei Gangaglietti. Alle ore 21 Santa Messa. Per chi lo desidera alle ore 20 da Madonna del Pilone si parte a piedi. 💒

28/05/2026

Questa sera santo rosario nella ca****la della casa di riposo. 💒

📖 Dal Vangelo secondo MarcoMc 10,46-52In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta f...
28/05/2026

📖 Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,46-52

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

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