Parrocchia Assunzione Maria Vergine

Parrocchia Assunzione Maria Vergine Pagina non gestita in prima persona dal parroco.

Antica Abbazia benedettina fondata nel 1028

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08/09/2026
NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIASi tratta di una delle più antiche feste mariane. Si pensa che la sua origine sia coll...
08/09/2026

NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA

Si tratta di una delle più antiche feste mariane. Si pensa che la sua origine sia collegata nella festa della dedicazione di una chiesa intitolata a Maria, a Gerusalemme, nel IV secolo: si tratta della basilica di sant’Anna, dove la tradizione dice che si trattava della casa dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, dove qui nacque la Vergine.

A Roma la vi si celebra nell’VIII secolo, con papa Sergio I (+ 8 settembre 701): è la terza festa di “natività” presente nel Calendario romano: la Natività di Gesù, il Figlio di Dio (Natale); quella di san Giovanni Battista (24 giugno) e quella della Beata Vergine Maria (8 settembre). Nei vangeli non vi si trovano dati per confermare questa festa e neppure i nomi dei genitori, che la tradizione ci fa incontrare nel Protovangelo di Giacomo, scritto aprocrifo del II secolo. L’avvenimento fondamentale nella vita di Maria rimane quello dell’Annunciazione.

La Chiesa guarda a lei come la Madre di Dio, ma ancor più come la discepola che meglio di tutte può offrire l’esempio e il modello di vita cristiana. Nella sua fede, nell’obbedienza al Figlio, nel suo farsi prossima verso la cugina Elisabetta e alle nozze di Cana: Maria è donna da imitare anche per la fiducia nei momenti più bui della storia del suo Figlio Gesù. Questo, e molto altro, spiega perché il popolo di Dio sa di trovare in lei rifugio e conforto, aiuto e protezione. A Milano questa festa viene fatta risalire al X secolo, e il Duomo dedicato a “Maria nascente” viene consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo.

Ed è sempre a Milano, in via santa Sofia, che sorge il santuario dove è custodito il simulacro di Maria Bambina, affidato alle Suore di Carità delle sante Bartolomea e Vincenza. Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (Suor Chiara Isabella Fornari) realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce. Una di queste effigi nel 1739 fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano. Le suore ne propagarono la devozione, che nel contesto ambrosiano trovò subito un terreno particolarmente pronto e fecondo. Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall'imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione. Infine la statuetta approdò nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio, dove divenne popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate "di Maria Bambina".

Nel 1884, si legge: "...erano le ore sette del 9 settembre 1884... La madre si reca nell'infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. 'Sono guarita!', esclama. Si alza e cammina". Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il 'giorno del miracolo'.

La devozione popolare si estende a seguito delle numerose grazie ottenute.

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,1-16.18-23

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 📖 Dal Vangelo secondo MatteoMt 18,15-20 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«...
06/09/2026

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Guadagnati un fratello! (P. Ermes Ronchi)
Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.
Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome di Gesù è: fratello e amico! Nel mio nome vuol dire: quando due persone vivono un legame secondo Vangelo, allora Dio è lì. Quando due si guardano con bontà e verità lì c'è Dio. Quando un uomo e una donna, un genitore e un figlio o due amici si ascoltano con amore vigile, lì c'è Dio. Quando hai fame e sete di giustizia e di pace, per te e per gli altri, lì c'è Dio. Solo allora reale e spirituale coincidono.
E se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo. Lo scandalo del perdono è che è la vittima a doversi convertire per prima. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.
Ma cosa mi autorizza a interve**re nella vita dell'altro? La ragione è tutta in una parola: Se tuo fratello... Solo se senti l'altro come fratello, se sai la sua speranza e la sua gioia, solo se hai assaggiato l'amaro delle sue lacrime, sei autorizzato a interve**re. Altrimenti sarebbe solo aggressione.
Chi ci ama ci sa riprendere, chi non ci ama sa solo ferire o adulare. Dopo aver così interrogato il cuore, tu va' e parla, fai il primo passo, sii tu a riallacciare la relazione. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello.
Verbo stupendo: guadagnare un fratello. C'è gente che guadagna stima o potere o denaro, e poi c'è gente che guadagna fratelli. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita.
E, alla fine, una frase da capire bene: Se non ascolta neppure i testimoni, quel fratello sia per te come il pagano. Sia un escluso, uno scarto, un rifiuto? No. Con lui farai come Gesù, che siede a tavola con i pubblicani e i peccatori e discute di pane e briciole con la donna pagana; ricomincerai anche tu, con paziente fiducia, ad annunciare la bella notizia della tenerezza di Dio chino su ciascuno dei suoi figli.
A Dio che gli chiede dove è Abele, Caino risponde: Sono forse io il custode di mio fratello? La replica è chiara: Sì, tu sei il custode. Neppure Abele è esentato: alla fine Dio chiederà proprio ad Abele e alle vittime: Tu cosa hai fatto di tuo fratello Caino? Ti sei riconciliato? Ti sei preso cura di lui?
Allora tutto quello che legherete o scioglierete sulla terra lo sarà anche in cielo. Non si tratta del potere giuridico dell'assoluzione, ma del mandato fondamentale di tessere strutture di riconciliazione.
Ciò che avete riunito e riconciliato attorno a voi, tutti i legami buoni che avete creato li ritroverete nel cielo. Ciò che avete liberato attorno a voi come energia di vita nuova, di audacia, di sorrisi, non sarà più cancellato, è storia del tempo e dell'eternità. Ciò che libererete avrà libertà per sempre, ciò che unirete sarà in comunione per sempre.
Buona domenica!

BUONA FESTA DELLA BEATA CATERINA, NOSTRA PATRONA!Santa Messa delle ore 11 alla Ca****la Casa della Beata. 📖 Dal Vangelo ...
04/09/2026

BUONA FESTA DELLA BEATA CATERINA, NOSTRA PATRONA!

Santa Messa delle ore 11 alla Ca****la Casa della Beata.

📖 Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

SAN GREGORIO MAGNO, PAPA E DOTTORE DELLA CHIESA San Gregorio Magno, ricordato il 3 settembre, con i santi Ambrogio, Giro...
03/09/2026

SAN GREGORIO MAGNO, PAPA E DOTTORE DELLA CHIESA

San Gregorio Magno, ricordato il 3 settembre, con i santi Ambrogio, Girolamo e Agostino, è uno dei quattro grandi dottori della Chiesa d’Occidente. Avrebbe voluto vivere da monaco, ma, eletto papa, avvia una profonda riforma nella Chiesa e lascia numerosi scritti.

📖 Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle f***e dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Cristo riempie di nuovi significati le nostre insoddisfazioni - 3 settembre

📖 Dal Vangelo secondo LucaLc 4,38-44 In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera ...
02/09/2026

📖 Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

RIFLESSIONE DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

La guarigione della suocera di Pietro, raccontata nel Vangelo di oggi, nasce dentro una preghiera di intercessione. Qualcuno parla a Gesù di questa donna malata e Gesù si avvicina a lei. Ma ciò che colpisce è soprattutto la tenerezza concreta del suo gesto. Non pronuncia grandi discorsi. Si accosta, la raggiunge nella sua fragilità e la rimette in piedi. Ed è proprio ciò che accade subito dopo a rivelarci che cosa significhi veramente essere guariti: «Levatasi all'istante, cominciò a servirli». Potremmo pensare che il servizio sia semplicemente il prezzo da pagare dopo aver ricevuto un miracolo. In realtà è esattamente il contrario. Il fatto che questa donna ricominci a servire significa che è tornata padrona della propria vita. Prima era costretta a subire la malattia, ora può nuovamente scegliere che cosa fare di se stessa. E sceglie di donarsi. Forse è questa una delle prove più concrete dell'incontro con Cristo: tornare in piedi. Smettere di vivere semplicemente come vittime di ciò che ci è accaduto e ricominciare a sentirci protagonisti della nostra esistenza. Essere protagonisti, però, non significa mettere noi stessi al centro. Il Vangelo ci offre un paradosso bellissimo: diventiamo veramente protagonisti quando diventiamo capaci di dono. Finché usiamo gli altri, le cose, le relazioni e persino Dio soltanto per stare meglio noi, rimaniamo ancora prigionieri del nostro egoismo. La guarigione più profonda di cui abbiamo bisogno è allora essere liberati dal vittimismo e dall'egoismo. Non possiamo sempre cambiare ciò che ci è accaduto, ma possiamo decidere che cosa farne. Cristo ci rimette in piedi perché la nostra vita possa tornare a essere un dono. C'è poi un ultimo particolare. Mentre la fama di Gesù cresce, Egli decide di andare altrove. Non vuole trasformare il successo in una prigione. La sua missione è annunciare il Regno di Dio e per questo deve continuare il cammino. È una lezione decisiva anche per la Chiesa e per ciascuno di noi. Quando pensiamo di essere arrivati, quando ci sistemiamo, quando cominciamo soltanto a difendere ciò che abbiamo costruito, rischiamo di tradire la logica del Vangelo. Cristo guarisce per rimettere in cammino. Ci rimette in piedi perché possiamo amare, servire, partire. In fondo, essere guariti significa proprio questo: smettere di vivere ripiegati su ciò che ci manca e ricominciare a fare della nostra vita qualcosa di buono.

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 📖 Dal Vangelo secondo MatteoMt 16,21-27In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi...
30/08/2026

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Le Parole dei Papi
Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta (…), ma Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé. Siamo chiamati a non lasciarci assorbire dalla visione di questo mondo, ma ad essere sempre più consapevoli della necessità e della fatica per noi cristiani di camminare contro-corrente e in salita.

Gesù completa la sua proposta con parole che esprimono una grande sapienza sempre valida, perché sfidano la mentalità e i comportamenti egocentrici. Egli esorta: «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (v. 25). In questo paradosso è contenuta la regola d’oro che Dio ha inscritto nella natura umana creata in Cristo: la regola che solo l’amore dà senso e felicità alla vita. Spendere i propri talenti, le proprie energie e il proprio tempo solo per salvare, custodire e realizzare sé stessi, conduce in realtà a perdersi, ossia a un’esistenza triste e sterile. Invece viviamo per il Signore e impostiamo la nostra vita sull’amore, come ha fatto Gesù: potremo assaporare la gioia autentica, e la nostra vita non sarà sterile, sarà feconda. (…)

Maria Santissima, che ha seguito Gesù fino al Calvario, accompagni anche noi e ci aiuti a non avere paura della croce, ma con Gesù inchiodato, non una croce senza Gesù, la croce con Gesù, cioè la croce di soffrire per amore di Dio e dei fratelli, perché questa sofferenza, per la grazia di Cristo, è feconda di risurrezione (Papa Francesco, Angelus, 3 settembre 2017)

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 📖 Dal Vangelo secondo MatteoMt 16, 13-20 In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di C...
23/08/2026

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16, 13-20

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Le Parole dei Papi

Al centro del Vangelo che abbiamo ascoltato c’è proprio la domanda che Gesù pone ai suoi discepoli, e che rivolge anche a noi oggi, perché possiamo discernere se il cammino della nostra fede conserva dinamicità e vitalità, se è ancora accesa la fiamma della relazione con il Signore: «Ma voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15). Ogni giorno, ad ogni ora della storia, sempre dobbiamo porre attenzione a questa domanda. Se non vogliamo che il nostro essere cristiani si riduca a un retaggio del passato, come tante volte ci ha ammoniti Papa Francesco, è importante uscire dal rischio di una fede stanca e statica, per chiederci: chi è oggi per noi Gesù Cristo? Che posto occupa nella nostra vita e nell’azione della Chiesa? Come possiamo testimoniare questa speranza nella vita di tutti i giorni e annunciarla a coloro che incontriamo? Fratelli e sorelle, l’esercizio del discernimento, che nasce da questi interrogativi, permette alla nostra fede e alla Chiesa di rinnovarsi continuamente e di sperimentare nuove vie e nuove prassi per l’annuncio del Vangelo. Questo, insieme alla comunione, dev’essere il nostro primo desiderio. (Leone XIV - Omelia nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 2025)

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