“Canicattini è un paese della provincia di Siracusa posto sulle ultime propaggini dei monti Iblei là dove digradano verso il mar Ionio” (cfr. Il paese venne fondato il 21 luglio 1682 da Mario Daniele Partexano VIII Barone di Cannicattini (fino al 1887 il nome aveva la doppia n) a seguito di licentia populandi con real privilegio di forgiarsi del titolo di Marchese di Bagni; un notevole incremento
demografico il centro collinare lo ebbe dopo il sisma che l’11 gennaio 1693 rase al suolo Noto e devastò diversi paesi del siracusano: da Noto, da Siracusa, da Cassaro, da Ferla e da Palazzolo Acreide intere famiglie di sfollati si insediarono a Canicattini, attratte dalle favorevoli condizioni contrattuali di lavoro che concedeva il nobile Mario Daniele Partexano. Nato come colonia di lavoratori della terra, sono i contadini e i piccoli allevatori i protagonisti di Canicattini fino alla prima metà del XX secolo: per questo il corteo in abiti d’epoca in seno al Palio San Michele li rappresenta, con gli antichi mestieri e usi del paese. È l’orgoglio delle proprie radici che spinge i canicattinesi ad organizzare in occasione dei festeggiamenti del Patrono San Michele il Palio, una manifestazione giunta nel 2015 alla 30ª edizione. Sin dal 1984 ogn’anno (con esclusione del 2010 e del 2011) questa manifestazione si svolge in Canicattini Bagni con una sfida gioiosa tra i quartieri del paese. I nomi degli otto quartieri in cui è individuato convenzionalmente per tradizione il paese hanno origine da un particolare di ogni rione urbano: il quartiere chiamato Vigna ‘i Serrantinu prende il nome da un vigneto che ivi era proprietà di tale Sorrentino; Matrice è il quartiere della Chiesa Madre “S. Maria degli Angeli”; Pizzu Muru prende nome dall’angolo nord-est di Canicattini Bagni; il quartiere Balatazza, da balata, è così detto per la superficie particolarmente rocciosa di quella zona nel paese; Priuolu viene da prieuli, ovvero i pergolati ivi un tempo esistenti; Vadduni è il quartiere a ridosso della valle sottostante Canicattini; San Giuvannieddu prende il nome dall’edicola votiva di San Giovanni Battista in Via Magenta e per i canicattinesi è Santuzzu la piccola chiesa dedicata a “Maria S.S. Ausiliatrice” che, parrocchia dal 1932, dà il nome al quartiere relativo l’area urbana attorno l’edificio di culto. La sfida tra gli otto quartieri sono i giochi del Palio che prevedono tre competizioni: “a cursa ch’e sacchi”, dove un rappresentante per ogni quartiere fa gara correndo con le gambe infilate all’interno di un sacco, il tiro alla fune, in cui si sfidano le squadre dei quartieri, e “a cursa ch’e scecchi” ovvero la competizione di otto asini che hanno fantini gli otto rappresentanti della squadra di quartiere. Paolo Giovanni D’Orio