01/03/2022
La felicità è solo nel Signore
( Ginella Castelnuovo )
Seconda parte .
Dopo aver partorito mio figlio, ho affrontato tante difficoltà. Il bambino si
è ammalato quando aveva appena 15 mesi; è stato ricoverato
all’ospedale di Caltanissetta e subito messo in isolamento, perché aveva
un’infezione forte, con ulcere nella spalla, nel mento, nell’orecchio e in
prossimità dell'occhio.
Gli facevo il bagnetto quattro volte al giorno con un bagnoschiuma che mi
davano le Infermiere, l’occhio sembrava ormai perso. Grazie a Dio ho
avuto sempre il conforto dei miei genitori e dei miei nonni; mi rifugiavo
nella preghiera, avevo tanta paura di perdere il bambino. Ringraziando il
Signore, dopo 15 giorni, il bimbo si è ripreso e l’occhio, per il quale ero in
ansia, non ha avuto nessuna conseguenza, così finalmente siamo ritornati
a casa.
Dopo otto giorni iniziano altri problemi; ho dovuto affrontare tanta
cattiveria di alcuni verso di me, delle minacce telefoniche , parole brutte
su di me. Mio marito lavorava in una ditta ferroviaria e andava via il
lunedì e rientrava il sabato, quindi queste persone sapevano che io ero
sola e si divertivano a spaventarmi. Una sera arriva un’altra di queste
telefonate e casualmente mio marito era a casa quel giorno, non era
partito con la sua squadra. Cosi ha potuto ascoltare la voce di chi mi
parlava , ha riconosciuto quella voce e non poteva credere alle sue
orecchie. Lui voleva affrontare quelle persone, ma io, con lacrime, l’ho
supplicato di lasciar perdere .
Non riuscivo più a dormire la notte, ho cominciato ad avere degli attacchi
di panico, paura di uscire di casa, mi si era chiuso lo stomaco e non
riuscivo a mangiare. Quando andavo a letto rimanevo con la tv accesa per
l’insonnia, il mio cuore batteva troppo forte e non avevo più forza di fare
niente , cucinavo a stento ai miei bimbi e mi sentivo una madre inutile.
Capivo che la mia vita stava sprofondando giorno dopo giorno , mio marito era preoccupato, mi abbracciava forte ma io mi allontanavo,
perché appena sentivo quel battito accelerato stavo male.
In quelle notti di insonnia mi venivano dei brutti pensieri, sentivo nella
mia mente come una voce che mi diceva “tu non servi più in questa vita,
non hai più la vita che tu amavi, non sei più in grado di badare ai tuoi figli
,falla finita e buttati dal balcone”. Mio marito cercava di starmi vicino, ma
io mi sentivo lo stesso sola; allora gli confidai quei pensieri che avevo ogni
notte. Le sue preoccupazioni aumentavano e con fatica andava a
lavorare. Mi convinse a farmi visitare dal mio medico di fiducia e così
feci. Dopo che gli ho spiegato tutto, il mio medico mi prescrisse delle
pillole e delle punture.
Nel frattempo ho telefonato ai miei genitori per metterli al corrente
della prescrizione del medico. Non posso dimenticare le parole di mio
padre che mi disse: “Figlia mia non hai bisogno di queste medicine,
queste medicine ti faranno solo dormire e il problema ti rimarrà sempre,
inizia a pregare il Signore con tutto il cuore e chiedigli tutto quello di cui
tu hai bisogno, questi brutti pensieri che hai nella mente sono del diavolo,
che vuole distruggerti e rovinare la tua famiglia”.
Ho iniziato a pregare e un giorno venne a trovarmi una mia cugina di
nome Angela, che mi disse:” Ginella è arrivato il tempo in cui inizi a
cercare il Signore ed a fare sul serio con Dio, lui ti libererà”
Le punture non le ho mai fatte, solo una pillola ho preso e mi sono sentita
subito bene quando ancora neanche era arrivata nello stomaco. Così ho
capito che non era stata la pillola ma la fiducia in quella pillola, cosi ho
buttato via tutto; da quel momento ho iniziato a pregare, ho cominciato
a sentirmi in alcuni giorni bene e in altri giorni male. Ma io volevo una
vera guarigione, come quella della Parola di Dio. “Invocami nel giorno
dell’avversità, io ti libererò e tu mi glorificherai” (Salmo 50: 15).
Il Signore non chiede chissà quali sacrifici, vuole solo che lo cerchiamo con
tutto il cuore. Romani 10:9 :”Poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi
nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore
infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per
ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: Chiunque crede in lui non sarà
svergognato”.
La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla Parola di Dio
Mi sono ricordata di una testimonianza che aveva raccontato un giovane
di nome Luigi, lui stava affrontando delle difficoltà e il Signore lo aveva
liberato e cosi ho pensato che avrebbe liberato anche
me……………………………………….Buona notte