29/05/2026
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๐ซ๐๐ง๐๐๐ฌ๐๐จ ๐๐๐ฌ๐ฌ๐๐ซ: la sua storia
Sabato 30 maggio alle ore 15.30 in cattedrale si svolgerร l'ordinazione presbiteriale di don Francesco Tesser, don Maurizio Castellan e don Luca Fecchio
La diretta sul canale YouTube della Diocesi di Treviso
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Mi chiamo Francesco, sono di Marcon, ho 41 anni. Ho avuto la grazia di crescere in una famiglia credente, serena, che mi ha educato alla fede e mi ha accompagnato nei vari passaggi della vita. Dopo il diploma di perito meccanico, mi sono laureato in Ingegneria meccanica, a Padova. Ho quindi lavorato per cinque anni. A 32 anni sono entrato in Seminario, dando ascolto a una chiamata che avvertivo nel cuore.
โEcco, io faccio nuove tutte le coseโ (Ap 21,5): mi ritrovo oggi alle soglie dellโordinazione presbiterale - a unโetร che avverto non piรน primaverile - e talvolta mi guardo indietro; vedo come la presenza del Signore nella mia vita abbia fatto nuove molte cose, e continui tuttora.
Sono cresciuto in una famiglia - per cosรฌ dire - normale, con i suoi pregi e difetti, con le sue gioie e fatiche, con i pranzi dai parenti, le zie da andare a prendere e lโerba da tagliare! Una famiglia credente che ha riposto e ripone molta fiducia nella provvidenza e nella preghiera. Ho due fratelli piรน grandi: Alessandro e Giuliana. Papร Adriano, in cielo da quattro anni, appassionato di agricoltura e apicoltura. Mamma Ivana, infermiera, mamma a tempo pieno e ora nonna. La mia infanzia รจ trascorsa serena, giocando tutte le estati con i bambini miei vicini di casa. Fin da bambino mi attraeva tutto quanto fosse meccanico/tecnico, i trattori, le auto, i motoriโฆ Con la mia famiglia si andava a messa alla domenica, e in casa spesso la sera si pregava il rosario. Da bambino non frequentavo gli scout o lโAcr, ma facevo il chierichetto, e mi piaceva molto!
Giunto allโetร adulta, mi chiesi che cosa dovessi โfareโ nella mia vita, o meglio, della mia vita, al di lร di quanto giร stessi facendo, e ne chiedevo la luce al Signore. Non tutto mi era chiaro. Nel frattempo, collezionavo i libretti dei matrimoni dei miei amici, come spunto per quando sarebbe toccato a me. Lavoravo, ero educatore Ac, avevo le mie amicizie, ho frequentato vari corsi per giovani dai Frati Minori ad Assisi, e pure le โDieci paroleโ dai Carmelitani, qui a Treviso. Tutto รจ stato buono, e tutto mi ha aiutato. Tutto era un fermento. Il Signore stava dissodando il mio cuoreโฆ
A un certo punto ho avvertito in me questa chiamata particolare, che mi ha sorpresoโฆ Signore, io?! Perchรฉ io? Ce ne sono molti migliori di me! Ed era vero. Potrei dire nomi e cognomi. Non mi รจ stato facile scegliere: la scelta ha implicato buttarmi. Lasciare una buona occupazione, lasciare anche una relazione promettente. Sono stato aiutato a scoprire il fidarmi del Signore Gesรน, che chiama ciascuno a fiorire nella vita su vie che misteriosamente Lui sa.
Non sono stati facili nemmeno questi anni di Seminario. Ma - come scrisse Chiara Corbella - tutto ciรฒ che hai non ti appartiene mai, perchรฉ รจ un dono che Dio ti fa perchรฉ tu possa farlo fruttare. E, quindi, nulla รจ mio, nemmeno la vocazione รจ โmiaโ, perchรฉ tutto รจ un dono. Questa prospettiva รจ liberante, fa respirare. E fa ringraziare.
Il sacerdozio per me non รจ nรฉ un traguardo, nรฉ una rampa di partenza. ร un dono. Un dono immeritato che il Signore mi ha fatto. E non basterร una vita per ringraziarlo!