Funzionante agli inizi del secolo XVII, come risulta dall’aggregazione all’Arciconfraternita dei Morti di Roma nel 1614, la confraternita è stata eretta canonicamente il 7 agosto 1627, con bolla di fondazione data a conclusione dell’episcopato del bolognese monsignor Alessandro Scappi destinato al vescovado di Piacenza e a prosieguo di una missione dei padri Gesuiti. Lo scopo del sodalizio è quell
o di coltivare il culto dei morti, affinché possano ascendere al Paradiso dopo la purgazione delle anime per mezzo di preghiere. Fino all’editto napoleonico Saint-Cloud ( 12 giugno 1804 ) si è provveduto alle funzioni mortuarie, al seppellimento dei corpi nonché alla riposizione delle ossa. Nel XVIII secolo, nel riordinamento sui luoghi di culto e le associazioni religiose del Regno di Napoli, ha ottenuto l’assenso regio da parte di Ferdinando IV di Borbone. La Confraternita Monte dei Morti Beata Vergine del Carmelo, ricostituitasi nel 1997, ha portato a compimento numerosi lavori di restauro agli stucchi degli altari, agli affreschi, alle tele e alle sculture dei Santi Patroni, alle vesti filate d’oro e corona d’argento ricoperta di pietre preziose della Beata Vergine del Carmelo (secolo XVIII); statua di San Bernardino da Siena (secolo XVI) che ha riportato alla luce le decorazioni d’oro zecchino; San Rocco ritornato ai suoi autentici colori; le tele del ‘600 e ’700; il coro ligneo, l’armadio e l’inginocchiatoio della sagrestia; la scultura lignea dell’Eterno Padre del ‘500; parte lignea dell’organo 1700. Dal 1999 è stato riaperto, in parte, l’antico cimitero della città. Riportate alla luce le antiche mura della chiesa di Santa Maria della Giudeca dove è stato ritrovato una parte di affresco risalente al sec. Dal 1997 è stato allestito un museo di paramenti e testi sacri. Il territorio campano offre largo spettro di risorse nonché di opportunità di crescita e di sviluppo culturale per la nostra società. Pertanto, non va sottovalutato o, semplicemente, relegato al circuito turistico, il ricco ed inestimabile patrimonio storico-artistico ed archeologico che costella la nostra regione. Un discorso pienamente valido anche per il territorio campagnese. Si propone la visita guidata alla chiesa Monte dei Morti Beata Vergine del Carmelo, in cui i visitatori avranno l’opportunità di apprezzare un prezioso patrimonio storico, religioso ed artistico ed anche un breve percorso archeologico. Si rivolge, quindi, un invito a riscoprire o, semplicemente, a rivalutare realtà storico-artistiche e tradizioni culturali, sedimentate nella memoria storica di questo paese. Il percorso proposto, che si snoda tra i meandri di una chiesa quasi sconosciuta agli occhi dei più, esorta a riflettere su una peculiare modalità di sepoltura dei defunti praticata in una certa epoca, nonché su colte e raffinate pratiche culturali e religiose. Una pratica funeraria sopravvissuta fino all’editto napoleonico di Saint-Cloud, che sfruttava le fondazioni dell’edificio religioso allo scopo di dare degna sepoltura non solo ai confratelli, ai religiosi, ma anche alla gente comune. Inoltre, questo itinerario ingenererà nel visitatore una curiosità intrigante, che nelle intenzioni degli studiosi di questo luogo sacro è divenuta, invece, una priorità dell’indagine scientifica che si sta conducendo: ci si chiede, sulla base del ritrovamento di tratti di strutture murarie ed architettoniche, con segni di decorazioni affrescate, se ci si trova in presenza del nucleo primitivo della chiesa medievale di Santa Maria della Giudeca.