“ Presepe vivente” può essere definito una sacra rappresentazione che ha per tema la natività di Gesù, ambientata e riprodotta nel contesto storico ri-costruito di una comunità. E’ realizzato in una zona ben delimitata, con un percorso obbligatorio e la sosta nelle varie scene che lo compongono. Il presepe vivente diventa anche un’occasione di evangelizzazione e di sensibilizzazione verso il miste
ro del Natale, in cui è coinvolta tutta la comunità, dai più piccoli ai più anziani. L’idea venne messa in atto, per la prima volta, nel 2003 dal Comitato del SS. Crocifisso degli Angeli con i giovani dell’oratorio, che elaborarono un progetto realizzato con grande entusiasmo. Furono individuate le case più vecchie e i punti strategici, e aperte, per accogliere le varie scene. Si costruirono capanne, staccionate, recinti, si cercò di coprire ciò che era moderno, per creare un luogo ideale che permettesse ai visitatori di fare un viaggio nel passato. L’ambiente ideale ricostruito, in cui si realizzò il presepe vivente, è quello della fine dell’Ottocento e dei primi del Novecento cammaratese. Un ambiente di contadini, di piccoli artigiani e di pastori, nonche di casalinghe, colte negli aspetti più disparati della loro vita. Luci, colori, costumi e scenografie hanno rievocato l’ambiente della famiglia patriarcale cammaratese, concentrata in una casa o in una serie di piccole case attigue, intorno alla paterna. E’ un modo per ritornare alle proprie radici, le più vicine a noi. Il presepe infatti ha in se una profonda capacità evocativa ed esercita un incisivo coinvolgimento emotivo sulla fantasia degli uomini, riportandoli idealmente alle proprie origini. Il presepe nel caso di Cammarata, è una manifestazione religiosa e folkloristica, che dà la possibilità di fare un salto nel proprio passato, e insieme alla natività di Gesù permette, ad una comunità, di celebrare le proprie origini, in una cornice di sacralità e di magica atmosfera. I confini tra umano e religioso, mistico e fantastico, restano, in questo caso, nelle rigide definizioni degli antropologi che qui cedono posto ad una fusione armoniosa, in cui è interessato l’uomo. E’ una comunità che nell’evento della nascita di Dio inserisce, rispecchia e riconosce celebrata la propria nascita collettiva certamente idealizzata, e per questo ancora più suggestiva. Tratto dal libro “ Il Presepe Vivente a Cammarata” di Padre Vincenzo La Mendola