Seminario Vescovile Caltanissetta

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Accompagniamo Walter con la preghiera.
14/06/2026

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIVAI SACERDOTI IN OCCASIONE DELLAGIORNATA PER LA SANTIFICAZIONE SACERDOTALE [Solennità ...
14/06/2026

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AI SACERDOTI IN OCCASIONE DELLA
GIORNATA PER LA SANTIFICAZIONE SACERDOTALE
[Solennità del Sacro Cuore di Gesù, 12 giugno 2026]
Carissimi fratelli sacerdoti,
nel giorno in cui la Chiesa contempla il Cuore trafitto del suo Signore, da cui scaturisce una fonte inesauribile di pace e unità per tutto il genere umano, rivolgo anzitutto a me stesso e a tutti voi le parole che Dio indirizzò al popolo di Israele: «Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo» (Lv 19,2; cfr 1Pt 1,16). Questa chiamata divina attraversa i secoli, risuonando anche oggi con forza per ogni credente e, in modo particolarmente esigente, per noi sacerdoti. La santità non è un’opzione fra le tante né un ideale astratto: chiama in causa la stessa identità di ogni persona che vuole partecipare alla vita del Risorto.
Santità è partecipazione al mistero di Cristo
Dio ci invita a partecipare alla sua stessa santità. Quando ci chiama ad essere santi perché Egli è santo, ci indica la via da percorrere: lasciarci plasmare secondo il suo Cuore. E per noi, carissimi fratelli, questa chiamata è particolarmente radicale. Il Signore ha promesso: «Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza» (Ger 3,15). La santità che ci è richiesta è un abbandono fiducioso: lasciarci trasformare dal suo Santo Spirito. Eppure proprio qui emerge il grande paradosso della nostra vita sacerdotale: siamo chiamati a partecipare alla stessa santità di Dio, ma portiamo questo tesoro in vasi di creta (cfr 2Cor 4,7), siamo limitati e imperfetti, spesso segnati da debolezze e stanchezze, talvolta da ferite. Come può un cuore umano, così vulnerabile, rispondere a una chiamata così alta? Il sacerdote vive questa tensione, ma sa dove trovare pace: nel costato aperto del Signore Gesù.
Un cammino di unione
L’unione del nostro cuore con il Cuore di Cristo non è una esperienza riservata a pochi eletti, ma un cammino sacramentale, eucaristico, che si attua nel quotidiano. Carissimi fratelli, nell’Ordinazione siamo stati configurati a Cristo, ma occorre sempre ravvivare in noi il dono della grazia attraverso la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, il servizio umile ai fratelli e alle sorelle. Restiamo uniti a Cristo in tutto: in ciò che facciamo e in ciò che ci accade quotidianamente. Allora la santità, invano cercata con sforzi isolati, si rivelerà per ciò che è: corrispondenza alla grazia che ci previene, ci sostiene, ci trasfigura. Non esistono, infatti, compartimenti separati nella nostra umanità. La preghiera, il ministero, le relazioni, la stanchezza, le gioie e i fallimenti, persino il tempo apparentemente perduto o l’amore che sembra sprecato, tutto diventa luogo privilegiato del rivelarsi di Dio e del suo amore infinito.
Il sacerdote con un cuore integro, semplice e puro, è contemplativo nel mezzo dell’azione, misericordioso, fedele nella prova, gioioso nel dono di sé. Il mondo ha un grande bisogno di pastori che non offrano solo parole o programmi, ma la testimonianza viva di un cuore riconciliato, diffondendo il buon profumo della santità di Cristo. Una vita sacerdotale salda e configurata al Cuore di Gesù è segno credibile di unità, di pace e di misericordia. Così, in un tempo segnato da divisioni e paure, possiamo essere costruttori di pace, testimoni della tenerezza del Buon Pastore, che sa radunare chi è disperso e curare chi è ferito, e il nostro zelo non è agitazione, ma il traboccare di un amore che «è estasi, è uscita, è dono, è incontro» (Francesco, Lett. enc. Dilexit nos, 28).
Il Cuore di Cristo è il cuore dei santi
La risposta alla vocazione ad essere santi non sta tanto nello sforzo di ascesi e perfezione, pur necessario, ma nell’adesione fiduciosa all’amore rivelato nel Cuore trafitto di Gesù. L’apostolo Giovanni ci fa contemplare il costato aperto del Crocifisso (cfr Gv 19,34), in cui Dio ci mostra definitivamente come Egli sia santo: non nella distanza inaccessibile di una perfezione separata, ma in un amore che si dona sino a farsi ferire e che può quindi diventare sorgente di misericordia e di vita. Il Sacro Cuore di Gesù è icona per eccellenza dell’amore di Dio: un amore onnipotente proprio perché capace di farsi vulnerabile, di mutare il dolore in grazia, la sofferenza in speranza.
Quel Cuore benedetto dunque è il “luogo” in cui la santità si mostra come prossimità e tenerezza. La santità del sacerdote allora può manifestarsi nella vicinanza umile e coraggiosa, nell’essere di tutti e per tutti, tenendo aperta la porta del recinto affinché molti possano entrare e trovare pascolo e riposo (cfr Gv 10,9). Per questo, ci è richiesta una relazione con Dio che non ci allontani dagli uomini, ma ci renda prossimi per tutti, che plasmi cuori pazienti, teneri, capaci di vicinanza, di compassione e di ascolto. Così, per mezzo dell’unione del nostro cuore imperfetto con il Cuore trafitto di Gesù, si realizza il nostro cammino di santità. Non viviamo più noi, ma vive in noi Cristo (cfr Gal 2,20). Una santità così non si vive da soli. Abbiate cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi. Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce. Ce lo ricorda ancora Sant’Agostino: «Come non trovarci nelle tenebre? Amando i fratelli. Quale la prova che amiamo i fratelli? Questa: che non rompiamo l’unità e osserviamo la carità» (In Epist. Io. ad Parthos II, 3).
Carissimi sacerdoti, rinnovate ogni giorno il vostro “eccomi” davanti al Cuore trafitto di Cristo. Consegnatevi totalmente a Lui, affinché possiate amare il suo popolo con lo stesso amore con cui Egli lo ama. E ricordate con gioia, come amava ripetere il Santo Curato d’Ars, che «il sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù» (cfr Benedetto XVI, Lettera per l’Indizione dell’Anno Sacerdotale [16 giugno 2009]: AAS 101 [2009], 569). Questo amore è caparra e garanzia che nulla di noi sarà perduto, se tutto di noi sarà consegnato e offerto. Affido tutti e ciascuno alla Vergine Maria, Madre dei Sacerdoti. Lei, che custodì nel suo cuore il mistero del Figlio, ci insegni a custodire e far ba***re in noi il Cuore di Cristo, Salvatore del mondo.

12 giugno 2026, Solennità del Sacro Cuore di Gesù. LEONE PP. XIV

Nei primi vespri della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il nostro Vescovo, ha ammesso agli ordini sacri i nostr...
14/06/2026

Nei primi vespri della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il nostro Vescovo, ha ammesso agli ordini sacri i nostri seminaristi Gaspari e Maximillian, e i frati della Copiosa Redenzione, Andrè e Josè, a loro auguri di santità e di perseveranza. Nella stessa celebrazione, insieme all'associazione Amici del Seminario, e Collaboratori e Familiari del clero, abbiamo ringraziato il Signore per questo anno associativo, a loro la gratitudine per il sostegno spirituale e per le necessita materiali del Seminario. Un grazie sentito al nostro Vescovo per la sua paternità e amorevolezza.

Preghiamo per questi nostri seminaristi e per i frati della Copiosa Redenzione che giovedì il nostro Vescovo Mario ammet...
07/06/2026

Preghiamo per questi nostri seminaristi e per i frati della Copiosa Redenzione che giovedì il nostro Vescovo Mario ammetterà ufficialmente agli Ordini Sacri. I loro cuori siano conformati al Cuore del Divino Pastore Gesù Cristo.

16/05/2026
16/05/2026
Oggi, inizia la novena per invocare lo Spirito Santo in preparazione alla solennità di Pentecoste. Credo nello Spirito S...
15/05/2026

Oggi, inizia la novena per invocare lo Spirito Santo in preparazione alla solennità di Pentecoste. Credo nello Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato.

Spirito di Sapienza, ti adoro: fammi conoscere la vanità delle cose terrene e l’importanza delle celesti. Gloria al Padre, al Padre al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.

Spirito di Intelletto, ti ringrazio: illumina la mia mente nella fede, perché essa mi sia guida in ogni azione. Gloria al Padre, al Padre al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.

Spirito di Consiglio, ti lodo: fammi docile sempre alle tue sante ispirazioni. Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.

Spirito di Fortezza, ti benedico: rendimi invincibile alle tentazioni ed ai nemici dell’anima mia. Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.
Spirito di Scienza, ti glorifico: aiuta la mia mente nelle imprese, solo e sempre alla gloria del Signore. Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.

Spirito di Pietà, ti prego: fammi la grazia, che le mie orazioni siano più fervorose e più raccolte. Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen.

Spirito di Santo Timore, ti amo: che mi ricordi dappertutto della presenza di Dio, per amarlo dappertutto. Gloria al Padre, al al Figlio ed allo Spirito Santo com’era nel principio ora e sempre. Amen

Ieri domenica 10 maggio ci siamo recati in pellegrinaggio presso  il santuario diocesano della Madonna di Fatima- parroc...
11/05/2026

Ieri domenica 10 maggio ci siamo recati in pellegrinaggio presso il santuario diocesano della Madonna di Fatima- parrocchia santa Flavia, dove abbiamo celebrato la santa messa domenicale affidando alla Vergine Maria il nostro seminario e le vocazioni.
Un grazie al parroco p. Calogero La Loggia e alla comunità tutta per l'accoglienza.

Oggi ricorre il 47° anniversario della consacrazione della nostra Ca****la maggiore. Era infatti il 7 maggio 1979 quando...
07/05/2026

Oggi ricorre il 47° anniversario della consacrazione della nostra Ca****la maggiore. Era infatti il 7 maggio 1979 quando il Cardinale Garrone, Prefetto per l'educazione cattolica, ha presieduto il sacro rito.

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Caltanissetta
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