Parrocchia San Domenico

Parrocchia San Domenico La chiesa sorge a ridosso dell'antico quartiere arabo "degli angeli" e risale alla fine del '400. Molto particolare è l'esterno con la facciata, settecente

Nacque a Kamień in Slesia, attuale Polonia, dalla nobile ed antichissima famiglia Odrovaz, nell'anno 1183. Fin da giovan...
17/08/2026

Nacque a Kamień in Slesia, attuale Polonia, dalla nobile ed antichissima famiglia Odrovaz, nell'anno 1183. Fin da giovanetto mostrò grande inclinazione alla virtù ed al raccoglimento. I suoi genitori lo affidarono ad ottimi maestri nella nativa città, poi venne mandato all'Università di Praga ed indi in Italia all'Università di Bologna.

Quando ritornò in patria ricco di virtù e di sapere, fu dallo zio Ivo, vescovo di Cracovia, impiegato nell'amministrazione della vasta diocesi. Tutte queste occupazioni non gli impedirono di compiere i suoi doveri verso Dio.

Tenerissimo verso i poveri e verso i derelitti, spendeva tutte le sue entrate in elemosine con tanta generosità che talvolta riduceva se stesso nell'indigenza. Nell'anno 1218, dovendo lo zio Ivo fare un viaggio a Roma, condusse seco Giacinto. Quivi il nostro Santo conobbe S. Domenico, già celebre per la fama dei suoi miracoli, per la sua predicazione, e per la fondazione del nuovo ordine religioso. Il desiderio che anche la Polonia partecipasse dei vantaggi che S. Domenico procurava alla Chiesa, mosse Ivo e Giacinto a domandargli qualche suo discepolo, onde fondare anche nella loro patria conventi di Predicatori.

Domenico prese quattro domestici del vescovo Ivo, li vestì dell'abito religioso, li istruì e li mandò in patria, nel giro di soli sei mesi: tra questi vi era pure Giacinto. Aveva allora 35 anni.

Partirono da Roma a piedi e senza alcuna provvista. Quando giunsero a Cracovia, il popolo che li attendeva li salutò come ambasciatori di Dio. In breve tutta la diocesi fu cambiata: i vizi furono debellati e si incominciò a vivere una vita di fervore e di fede.

Ma, essendo la Polonia un campo troppo ristretto per lo zelo di Giacinto, si recò a portare la buona parola in Livonia, Svezia, Dan­imarca, Norvegia, Scozia, si inoltrò nella Russia, fino al Mar Nero, e giunse anche alla Cina.

Nelle sue peregrinazioni apostoliche, Giacinto si fermò parecchio nella città di Kiovia, attuale Kiev, allora capitale della Russia, ed ivi edificò un gran convento. Venuta l'invasione dei Tartari, il nostro Santo fu costretto a fuggire coi suoi compagni ed attraversata miracolosamente la Vistola sul suo mantello, giunse a Cracovia.

Dal Sacro diario domenicano: Divotissomo fu San Giacinto di Maria vergine e riportò da essa prodigiosi favori. Aveva egli edificato in Chiovia un convento, ed una chiesa in di lei onore, e nel mentre che un dì celebrava la Santa Messa, entrarono in quella città i Tartari per saccheggiarla. Giacinto, di ciò avvertito, prese di subito il Santissimo sacramento affine di fuggir con esso, e sottrarlo agli oltraggi di quei barbari. Nel passare davanti a un'immagine ben grande in marmo di Maria santissima, ella gli disse: “perché così mi lasci esposta agli affronti di quest'idolatri?” E Giacinto, “troppo grave è il peso”, rispose. “Prendimi”, replicò la Madre d'Iddio, “che l'amore rende leggero ogni grave peso”. Tanto avvenne, perché, presa con l'altra mano la statua, poté passo veloce non solamente uscir di Chiovia, ma passare sopra delle acque con piedi asciutti il fiume Boristene, e fino a Cracovia proseguire il viaggio.

Due anni dopo visitò tutti i fedeli da lui evangelizzati e li confermò nella fede. Avendogli Iddio rivelato che era vicino il giorno della sua morte, ritornò nuovamente in patria, dove lo colse la febbre. Recatosi in chiesa, domandò e ricevette il S. Viatico e l'Estrema Unzione, e nel giorno dell'Assunta, 15 agosto 1257, volò al cielo a ricevere il premio delle sue grandi fatiche apostoliche.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 15 agosto ma viene spesso celebrato il 17 agosto perché non coincida con la ricorrenza dell'Assunta.

Il 16 agosto 1815 nasceva, ai Becchi, frazione di Murialdo presso Castelnuovo d'Asti, Giovanni Bosco, da una povera fami...
16/08/2026

Il 16 agosto 1815 nasceva, ai Becchi, frazione di Murialdo presso Castelnuovo d'Asti, Giovanni Bosco, da una povera famiglia di agricoltori. Sua mamma, Margherita, era una santa donna tutta dedita al lavoro ed ai suoi doveri di cristiana: infondere nei suoi figliuoli il santo timore di Dio. Del babbo non potè gustare il sorriso e la carezza, perchè se ne volò al cielo quando Giovanni era ancora in tenerissima età. Fin da fanciullo ebbe il dono di attirare a sè le anime dei fanciulli con i suoi giochi di prestigio e con la sua pietà, che gli cattivava l'animo di tutti.

San Rocco è considerato protettore dei cani per via di una toccante leggenda: mentre si trovava malato di peste, isolato...
16/08/2026

San Rocco è considerato protettore dei cani per via di una toccante leggenda: mentre si trovava malato di peste, isolato in una grotta per non contagiare gli altri, un cane — secondo alcune versioni un Breton o uno Épagneul Breton — gli portava ogni giorno un pezzo di pane rubato dalla mensa del suo padrone, e persino gli leccava le ferite. Grazie a questa cura silenziosa e fedele del suo piccolo compagno, San Rocco guarì, e la straordinaria devozione dell’animale fece sì che, nel tempo, il cane divenisse simbolo permanente di protezione nei confronti del santo stesso.

Così, l’immagine del santo accanto al suo cagnolino è oltre che suggestiva, anche carica di significati profondi di lealtà, cura e amore silenzioso — motivi che ne spiegano il ruolo di patrono dei cani nella devozione popolare.

La tomba di San Rocco si trova nella chiesa a lui dedicata a Venezia, costruita accanto alla Scuola Grande di San Rocco. Le sue reliquie sono custodite sotto l’altare maggiore, in un’urna realizzata tra il 1517 e il 1524, con una copertura decorata da dipinti di Andrea Schiavone che ne celano le reliquie, visibili solo in occasione del 16 agosto.

16/08/2026

✨ Buona Festa della nostra Celeste Patrona, Maria Santissima delle Vittorie! ✨
Oggi il nostro cuore di piazzesi e di fratelli dell'intera Diocesi si riempie di gioia, devozione e orgoglio nel celebrare la Madre e Regina della nostra terra. È il giorno in cui ci stringiamo insieme attorno alla nostra amata Patrona, rinnovando un legame di fede e tradizioni che attraversa i secoli.
Per vivere insieme i momenti culminanti di questa solennità, vi ricordiamo tutti gli appuntamenti liturgici che ci attendono domani:
Ore 08:00 – Santa Messa
Ore 09:30 – Santa Messa
Ore 11:00 – Santa Messa
Ore 18:00 – Solenne Pontificale in Basilica Cattedrale, presieduto da Sua Eccellenza Monsignor Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta.
A seguire – La Solenne Processione per le vie della città con il simulacro di Maria SS. delle Vittorie.
Che la Madonna delle Vittorie benedica ciascuno di noi, le nostre famiglie, i nostri cari lontani che portano Piazza Armerina nel cuore e la nostra intera comunità diocesana.
Buona festa a tutti! 🙏❤️🎉

16/08/2026
16/08/2026
15/08/2026

«Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima Vergine quella perfezione che la rende senza macchia e senza ruga (cfr. Ef 5,27), i fedeli del Cristo si sforzano ancora di crescere nella santità per la vittoria sul peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti» (LG, 65). Buona festa dell’Assunta… e buon ferragosto!
+ Mario Russotto

Indirizzo

Via San Domenico
Caltanissetta
93100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:00
16:00 - 19:30
Domenica 09:00 - 12:15

Telefono

+390934681465

Sito Web

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