28/12/2020
E’ NATALE!
E’ Natale! Finalmente!... un Natale un pò diverso dal solito, in un anno certamente particolare come quello appena trascorso. Quest’anno, noi Giovanissimi di quarta tappa di Caldogno, abbiamo pensato ad un presepe un po’ più “familiare”, cogliendo oltre a ciò l’occasione di farlo come Servizio. Perchè? Perchè fare il presepe non può essere un puro “esercizio di stile” ma vuole essere un servizio volto all’Annuncio, volto alla CURA di questa nostra Chiesa e verso questa comunità. La domanda che dobbiamo porci pertanto non può essere PERCHÉ’, ma piuttosto PER CHI, ed è la domanda fondamentale che vuole caratterizzare proprio l’anno del Servizio che abbiamo di fronte.
Abbiamo voluto allestire il presepe ugualmente, nonostante le difficoltà, nonostante il distanziamento obbligato che non ci ha permesso di stare fisicamente vicini in questi mesi. Già dai primi incontri dell'anno ci siamo interrogati su cosa volesse dire, appunto, fare il presepe, partendo dall’origine, da quell'intuizione straordinaria che fu di San Francesco:
« [...] Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». E sappiamo che da quel presepe del Natale 1223, «ciascuno se ne tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia».
Ci siamo inoltre soffermati su alcuni passi della lettera apostolica “Admirabile signum” di Papa Francesco, il quale ci aiuta a definire questo nostro “gesto tradizionale”: “Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia ...Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale nei più diversi contesti storici e culturali. È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna DISTANZA tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero, una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicità” ed essenzialità. L’essenziale infatti per noi è qualcosa di unico, qualcosa che se non ci fosse, la vita sarebbe inutile, invivibile. L'essenziale si può paragonare all'aria che respiriamo: tutti noi abbiamo bisogno di essa, ma non possiamo vederla. L'essenziale è infatti, come dice la volpe del Piccolo Principe, invisibile agli occhi. L'essenziale è quel qualcosa di cui non ci rendiamo conto di avere la necessità di possedere fino a quando non ci viene a mancare.
L’essenziale rappresenta il tutto: è tutto ciò che ci serve, è ciò che basterebbe a renderci felici!
Per questo quindi abbiamo deciso di rappresentare un presepe “familiare”, poiché rispecchia la tradizione, ognuno di noi infatti ha creato un suo piccolo pezzo, nella propria casa. Certo, inizialmente lontano dagli altri, ma tutti ugualmente essenziali per poterli assemblare insieme in chiesa in un unico grande presepe. Con un’unica strada che unisce questi pezzi, che ci collega e ci tiene uniti, e che ha il suo principio e la sua fine in una mangiatoia.
E’ Natale, ed abbiamo rappresentato ciò che “semplicemente” ascoltiamo dalla Parola: a Betlemme in una stalla, trova posto una famiglia stanca da un lungo viaggio. Una stalla buia, arrangiata tra le rovine diventa il luogo più ricco e luminoso del mondo.
E’ Natale, Dio nasce in mezzo a noi: con lui, nasce una Chiesa nuova, non più tra il buio delle rovine. I pastori vegliano ed accorrono chiamati dall’angelo: Che gioia! Un bimbo nasce lì, al centro di quel mondo affamato di relazioni e di Speranza. Come accorrono tutte le persone, che come noi e le nostre famiglie hanno riscoperto la necessità delle relazioni, mai come in questo periodo. Legami difficili da rompere, ci tengono uniti nei momenti più bui! Ma con il giusto impegno, se ognuno ci mette del proprio, anche la più piccola fiamma può fare luce, perché non può esserci buio senza la luce. Solo nell’oscurità della notte possiamo infatti scorgere le stelle più luminose, dobbiamo sforzarci di poter vedere tutte le cose belle che ci circondano, e che Dio ci ha voluto donare. In fondo la Felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo u no si ricorda di accendere la luce.
Ed ora correte, anche voi... annunciate a tutti questa grande gioia: finalmente, E’ NATALE!
Un augurio per un sereno Natale a tutti voi e alle vostre famiglie.
La quarta tappa Giovanissimi di Caldogno