15/03/2024
“Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato [per guarire quelli che hanno il cuore spezzato,] per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi,”
Luca 4:18
Spesso viviamo un cristianesimo ascetico, un cristianesimo nel quale il nostro cuore non è stato ancora completamente guarito, ma è ancora spezzato… in questo verso Gesù attesta di essere venuto a GUARIRE coloro che hanno il CUORE SPEZZATO.
Molti credenti, tra i quali annoveriamo anche veterani e/o ministri, magari consci di essere stati perdonati dal peccato e rigenerati dalla loro vecchia vita errante, talvolta, non riescono a scorgere che il loro cuore ancora porta con sè una rottura, una o più situazioni ancora irrisolte.
È sottintesa ovviamente, la premsessa che nessuno potrà mai raggiungere la perfezione fin quando saremo soggetti alla forza di gravità e con i piedi piantati su “questa terra”. Ma è curioso riscontrare come ancora tanti sono sì perdonati, ma non hanno ancora sperimentato una liberazione completa, che và aldildà, prescinde, dalla nuova nascita e da eventuali riempimenti di Spirito Santo.
Dunque perchè cristianesimo ascetico?… Perchè magari esercitiamo un abnegazione, facendo sfoggio delle “nostre” virtù entrando in una dimensione più filosofica che profetica, non lasciando ancora il Signore operare in determinate aree specifiche della nostra vita.
E talvolta “meccanicamente” proferiamo parole, preghiere ed esortazioni, volgendo la nostra predicazione verso gli altri, senza notare il grande bisogno che abbiamo DENTRO di ESSERE CURATI da un CUORE ANCORA SPEZZATO.
Un facile test che possa aiutarci a rivelare e ad individuare il nostro cuore spezzato può essere quando ci siamo imbatutti in qualche discussione o momento di attrito con qualcuno, o da un attacco verso la nostra persona, e vedere che se anche in quel frangete abbiamo sorriso mostrando la nostra “mietezza” e la nostra “sopportazione”, in verità, dentro di noi, il nostro cuore ci trasmetteva ben altro, se non il contrario, essendo quindi arrabbiato, tocato e ferito…. quindi spezzato e ancora vulnerabile.
Sicuramente avremo voluto che il nostro cuore si fosse comportato diversamente, nessun cristiano vorrebbe che albergassero dentro di se tali cose. Quindi come ben riporta l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (Romani 7:15-17), se ci troviamo a fare ciò che non vorremmo non siamo più noi a farlo, ma una sorta di schiavitù che denota ancora che viviamo con un cuore che non è stato guarito del tutto.
Lasciamosci fasciare ancora dal buon samaritano, lasciamoci ancora massaggiare da quell’olio e da quel vino nella profondità delle nostre ferite. Solo così potremo trovarci sulla SUA CALVACATURA e non consolati da un falso evangelo che non riesce a fornire gli strumenti ed i mezzi di cui abbiamo bisogno.
M.E.
Ps: Allego due paginette dal libro: “Il digiuno voluto da Dio”