06/09/2026
Carissimi fratelli e sorelle,
abbiamo sentito nel Vangelo:”Allora Gesù disse: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì i sono in mezzo a loro”.
Nel respiro di questa presenza divina e sotto lo sguardo materno della nostra Patrona, questa sera, a conclusione degli 11 anni del mio servizio sacerdotale in mezzo a voi, voglio affidare al Signore e a voi i sentimenti e i pensieri che dominano la mia mente e il mio cuore.
Il primo grazie al Signore che mi ha donato la gioia del sacerdozio, germogliato nella mia famiglia e nella comunità di Orune, e maturato per 25 anni a Nuoro, 8 Orani, 15 a Fonni e infine 11 a Cala Gonone.
Al compimento dei 75 anni, quando noi sacerdoti siamo invitati a presentare le dimissioni da parroco, mons. Marcia, con un atto di fiducia, mi ha invitato a ve**re in mezzo a voi, memore anche della mia fraterna amicizia col compianto don Salvatore Fancello, che oggi ricordiamo nel 12.mo anniversario della morte. Son venuto a Gonone con gioia per raccontarvi la misericordia del Signore e riunirvi per la lode del suo santo nome. Nonostante i limiti della mia non più giovane età mi avete accolto con squisita simpatia. La numerosa presenza di stasera, da parte delle autorità, dei tanti collaboratori e della comunità sigilla questa bella stagione della mia e della vostra vita.
Dal poeta latino Orazio attingo una frase in cui trova efficace espressione il mio salutarvi: “Non cambiano l’animo ma il cielo coloro che attraversano il mare”. Il cielo di Nuoro subentra a quello di Gonone ma il mio affetto per voi e il grato ricordo della vostra bontà rimangono intatti pur attraversando la galleria e il ponte sul Cedrino.
Da Cala Gonone attingo quattro immagini per formularvi un messaggio e un invito a continuare lungo il solco che ho tracciato.
1 L’azzurro del cielo sul mare meraviglioso educhi lo sguardo dell’anima, specialmente delle nuove generazioni, ad aprirsi alle dimensioni dell’infinito di Dio, che libera il cuore verso orizzonti di libertà e di salvezza.
2. Il sogno svanito della nuova chiesa porti la comunità a custodire questa luminosa chiesetta, casa di Dio tra le case degli uomini.
Qui giunge l’eco della intensa attività economica, l’onda della vita quotidiana delle famiglie, le voci giulive dei bambini e i rombi dei motori dei giovani. La porta aperta sia segno di una “chiesa in uscita”verso tutti con l’umiltà coraggiosa del Vangelo.
3. “Ci sono ancora poveri a Calagonone?” Tante volte mi avete fatto questa domanda. Io ho una risposta: i poveri sono come le stelle, a occhio n**o ne vediamo pochi, con i binocoli molti di più”. Davanti alle varie povertà spirituali e materiali, presenti e numerose anche qui, oso farvi una consegna: “Accorgersi dei poveri e andar loro incontro”.
4. Tempi difficili per noi preti che ogni giorno siamo provocati ad essere prima autenticamente uomini e poi servitori del Vangelo, con tutto il peso dei nostri limiti e dei nostri difetti. Con me siete stati molto comprensivi: nella s. Messa il vostro sguardo non si è fermato sulle mie mani di peccatore, ma è salito fissando l’Ostia, il volto di Cristo, e nelle omelie avete accolto il racconto di Dio che viene incontro a nutrirvi e dissetarvi.
Domani alle 16,30 passerò il testimone a don Giovanni Cossu, nuovo parroco di Dorgali e Cala Gonone e al suo collaboratore don Federico Bandinu. Accoglieteli e onorateli: è il vostro dono più bello per me. Il Signore ci benedica.
Don Pietro PUGGIONI