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Sog Sardegna Frati Minori San Mauro - Servizio Orientamento Giovani
Via San Giovanni, 283 – Cagliari
Tel. 327.1779827
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Se vai alla ricerca di un’acqua che non inganni la tua sete, se puoi credere che Dio ha un cammino assolutamente nuovo e originale per te, se ti preme scoprirlo per accogliere responsabilmente il dono della chiamata di Dio, puoi metterti in ascolto del Crocefisso che a San Damiano parlò ad un giovane come te: Francesco d’Assisi. Da qualche anno è nata una collaborazione per la pastorale giovanile, le missioni al popolo, l’animazione e il discernimento vocazionale, tra i frati minori dell’Umbria e quelli della Sardegna. Ad Assisi, la fraternità di animazione vocazionale (SOG-Servizio Orientamento Giovani) di S. Maria degli Angeli, da oltre trent’anni si occupa di accogliere i giovani in ricerca della strada che il Signore ha pensato per loro e di aiutarli nel cammino di discernimento spirituale e umano. Attraverso corsi su tematiche specifiche, esperienze e iniziative, catechesi bibliche e accompagnamento personale anche la Fraternità di Animazione Vocazionale (FAV) di Cagliari, intende fornire un aiuto concreto a tutti coloro che desiderano approfondire il rapporto con Dio e chiarire meglio il proprio progetto di vita.

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21/10/2026

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19/10/2026

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📖  Nel Vangelo di questa domenica viene tesa una trappola a Gesù. Gli erodiani e i farisei gli chiesero se fosse lecito ...
18/10/2026

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Nel Vangelo di questa domenica viene tesa una trappola a Gesù. Gli erodiani e i farisei gli chiesero se fosse lecito o no pagare le tasse a Cesare.
In quel periodo, infatti, la Palestina era occupata dai Romani, pertanto i Giudei erano soggetti al pagamento del tributo in quanto sudditi dell’imperatore Tiberio.

La risposta a questa domanda non era banale, poiché se Gesù avesse risposto di no sarebbe stato accusato di essere contro il potere e, quindi, sarebbe stato imprigionato; se avesse detto di sì, invece, avrebbe perso ogni credito nei confronti di coloro che credevano che Egli fosse il liberatore.

Cristo chiese che gli venisse mostrata la moneta del tributo e di chi fossero l’immagine e l’iscrizione in essa raffigurate.
Su di essa c’era una legenda in lingua latina che significava "Tiberio Cesare, figlio del divino Augusto". Con queste parole i Romani volevano comunicare la divinità dell’imperatore.

Alla loro risposta, Cristo disse loro di restituire a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Noi, infatti, apparteniamo a colui del quale portiamo l’immagine, a Dio.

Ciò che ci viene chiesto ogni giorno è, quindi, di essere docili alla volontà di Dio e di essere testimoni che Egli è il Signore e che nessun Cesare può toglierci la nostra identità di figli.

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16/10/2026

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📖  «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le h...
04/10/2026

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«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.».

La lode di Gesù al Padre che apre il Vangelo della solennità di San Francesco lascia presagire un ringraziamento di Cristo per i successi appena ottenuti nella predicazione.
La situazione, invece, è ben diversa: Egli, infatti, è stato rifiutato in tutte le città che ha attraversato persino dagli scribi e dai farisei, ovvero le persone più capaci di intendere la Scrittura e, quindi, potenzialmente più preparate ad accogliere il messaggio di Gesù.

Solo i “piccoli” hanno saputo cogliere la potenza del messaggio di Cristo.
Il termine originario nêpios che Egli utilizza per definirli indica l’infante, ovvero colui che non sa parlare e che non ha ancora imparato a farsi valere.
Il “piccolo” evangelico è colui che è pronto ad ascoltare, ad accogliere la verità, che non cerca sotterfugi o scorciatoie nella vita.
A costoro il Padre rivela la cosa più preziosa, il Vangelo, che altro non è che Gesù stesso: Egli è la buona notizia!

San Francesco, volendo imitare in tutto Cristo, diventò povero come Lui. Una povertà spesso fraintesa, perché concepita unicamente dal punto di vista materiale: la povertà vera, invece, è amare senza la pretesa di possedere.
San Francesco aveva un cuore n**o, ovvero senza sovrastrutture, libero, capace di lasciare andare. Un cuore tanto libero da avere lo spazio necessario per discernere la volontà di Dio.

Chiediamo al Signore di rendere il nostro cuore povero come quello di San Francesco, per poter fare spazio ai doni che vuole riversare nella nostra vita.

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