La Fiamma d'Amore del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria

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❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTOO Spirito Santo, nel giorno del Battesimo sei venuto in noi e h...
14/09/2026

❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026
INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO
O Spirito Santo, nel giorno del Battesimo sei venuto in noi e hai cacciato lo spirito maligno: difendici sempre dai suoi continui tentativi di rientrare in noi. Hai infuso in noi la vita nuova della grazia: difendici dai suoi tentativi di riportarci alla morte del peccato. Sei sempre presente in noi: liberaci dalle paure e dalle angosce, togli debolezze e abbattimenti, risana le ferite inferte in noi da satana. Rinnovaci: rendici sani e santi.
Spirito di Gesù, rinnovaci.
O Spirito Santo, Vento Divino, caccia via da noi tutte le forze del male, annientale, distruggile perché possiamo stare bene e operare il bene. O Fuoco Divino, brucia i malefici, le stregonerie, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, l'infestazione diabolica, l'ossessione diabolica e ogni strana malattia che ci può essere in noi. O Potenza Divina, comanda a tutti gli spiriti cattivi e a tutte le presenze che ci molestano di lasciarci per sempre, così che possiamo vivere nella salute e nella pace, nell'amore e nella gioia.
Spirito di Gesù, rinnovaci.
O Spirito Santo, scendi su di noi, tanto spesso malati e afflitti, agitati e sconvolti: donaci salute e conforto, serenità e calma. Scendi sulle nostre famiglie: allontana incomprensioni, impazienze, discordie e porta comprensione, pazienza, armonia. Scendi sulla nostra Chiesa, perché compia, con fedeltà e coraggio, la missione che Gesù le ha affidato: annunciare il Vangelo, guarire le malattie, liberare dal demonio. Scendi sul nostro mondo che vive nell'errore, nel peccato, nell'odio e aprilo alla verità, alla santità, all'amore.
Spirito di Gesù, rinnovaci.

❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026PREGHIERA PER L' ESALTAZIONE DELLA CROCE “Ti benediciamo, Signore, Padre santo,  perché nella...
14/09/2026

❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026
PREGHIERA PER L' ESALTAZIONE DELLA CROCE
“Ti benediciamo, Signore, Padre santo, perché nella ricchezza del tuo amore, dall'albero che aveva portato all'uomo morte e rovina, hai fatto scaturire la medicina di salvezza e di vita. Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re, venuta l'ora della sua Pasqua, salì volontariamente su quel legno e ne fece l'altare del sacrificio, la cattedra di verità, il trono della sua gloria. Innalzato da terra trionfò sull'antico avversario e avvolto nella porpora del suo sangue con amore misericordioso attirò tutti a sé; aperte le braccia sulla croce offrì a te, o Padre, il sacrificio della vita e infuse la sua forza redentrice nei sacramenti della nuova alleanza; morendo rivelò ai discepoli il senso misterioso di quella sua parola: il chicco di grano che muore nei solchi della terra produce una messe abbondante. Ora ti preghiamo, Dio onnipotente, fa' che i tuoi figli adorando la Croce del Redentore, attingano i frutti della salvezza che egli ha meritato con la sua passione; su questo legno glorioso inchiodino i propri peccati, infrangano la loro superbia, guariscano l'infermità della condizione umana; traggano conforto nella prova, sicurezza nel pericolo, e forti della sua protezione percorrano incolumi le strade del mondo, fino a quando tu, o Padre, li accoglierai nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
CONSACRAZIONE della famiglia al Crocifisso
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell'osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l'ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l'amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell'eternità. Così sia!
INNO
Ecco il vessillo di un Re crocifisso,
mistero di morte e di gloria:
il Signore del mondo
si spegne su un patibolo.
Straziato nelle carni,
atrocemente inchiodato,
si immola il Figlio di Dio,
vittima pura del nostro riscatto.
Colpo di lancia crudele
squarcia il tuo cuore; fluisce
sangue ed acqua: è la fonte
che ogni peccato lava.
Sangue regale imporpora
lo squallore del legno:
risplende la croce e Cristo
regna da questo trono.
Salve, croce adorabile!
Su questo altare muore
la Vita e morendo ridona
agli uomini la vita.
Salve, croce adorabile,
sola nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.
O Trinità beata unico Dio,
a te si elevi la lode;
custodisci nei secoli
chi dalla croce è rinato. Amen.
PROMESSE di nostro Signore a coloro che onorano e venerano il Santo Crocifisso
Il Signore nel 1960 avrebbe fatto queste promesse ad una sua umile serva:
1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze.
2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggeranno subito se stessi, la tentazione e il peccato.
3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia.
4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato.
5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie tre ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente risparmiati.
6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto.
7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere.
8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un’intera Parrocchia.
9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura.
10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori danni spirituali e fisici.
INDULGENZE legate all'uso del Crocifisso
In articulo mortis ( al momento della morte)
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l'annessa indulgenza plenaria, la santa Madre Chiesa concede ugualmente l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante a vita qualche preghiera. Per l'acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce. La condizione "purché abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera" supplisce in questo caso le tre solite condizioni richieste per l'acquisto dell'indulgenza plenaria. Questa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che, nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.
Obiectorum pietatis usus (Uso degli oggetti di pietà)
Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso o croce, corona, scapolare, medaglia), benedette da un sacerdote qualsiasi, può lucrare una indulgenza parziale. Se poi tale oggetto religioso è benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, il fedele, che devotamente lo usa, può acquistare anche l'indulgenza plenaria nella festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo però la professione di fede con qualsiasi legittima formula.
I SANTI e il CROCIFISSO
Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore” Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia. ( scritti n. 45)
A suor Antonietta Prevedello il divino Maestro disse: “ ogni volta che un’anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati… io ricompenso con 7 doni mistici, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo.”
A suor Marta Chambon, suora della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù:”Le anime che pregano con umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie Piaghe, contemplami sulla croce.. stringiti al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo.. vieni figlia mia e gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi nel mio Costato. Se volete conoscere l’intimità delle viscere della Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto ed umiltà all’apertura del mio Sacro Cuore. L’anima che spirerà nelle mie piaghe non si dannerà.”
Gesù ha rivelato a S. Geltrude: “Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto”.

❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026Esaltazione della Santa CroceQuesta festa nacque a Gerusalemme, nell’anniversario della dedic...
13/09/2026

❤️ LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026
Esaltazione della Santa Croce
Questa festa nacque a Gerusalemme, nell’anniversario della dedicazione, avvenuta il 14 settembre 335, delle due basiliche fatte edificare da Costantino, l’una sul Golgota (ad Martyrium), l’altra presso il santo Sepolcro (Anastasis), anche a seguito del ritrovamento delle reliquie della croce da parte di Elena, madre dell’imperatore. La croce, già strumento del più terribile fra i supplizi, che Costantino nel 320 proibì di usare, per il cristiano è l’albero della vita, il talamo, il trono, l’altare della Nuova Alleanza: dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria (cf. Rm 6, 5).
Martirologio Romano: Festa della esaltazione della Santa Croce, che, il giorno dopo la dedicazione della basilica della Risurrezione eretta sul sepolcro di Cristo, viene esaltata e onorata come trofeo della sua vittoria pasquale e segno che apparirà in cielo ad annunciare a tutti la seconda venuta del Signore.
La Chiesa cattolica, molte Chiese protestanti e la Chiesa ortodossa celebrano la festività liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant'Elena (14 settembre 320), madre dell'imperatore Costantino, e della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme (335). Secondo la tradizione, Sant'Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.
Nella celebrazione eucaristica di questo giorno il colore liturgico è il rosso, il colore della Passione di Gesù che richiama appunto la Santa Croce e che viene utilizzato anche il giorno del Venerdì Santo durante il quale i fedeli cattolici compiono l’adorazione della Croce. In Oriente questa festa, per importanza, è paragonata a quella della Pasqua.
Qual è il significato di questa celebrazione?
La croce, già segno del più terribile fra i supplizi, è per il cristiano l'albero della vita, il talamo, il trono, l'altare della nuova alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria. Nella tradizione dei Padri la croce è il segno del figlio dell'uomo che comparirà alla fine dei tempi. La festa dell'esaltazione della croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo (Messale romano).
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.
La storia
Nei secoli questa festività incluse anche la commemorazione del recupero da parte dell'imperatore Eraclio della Vera Croce dalle mani dei Persiani nel 628. Nell'usanza gallese, a partire dal VII secolo, la festa della Croce si teneva il 3 maggio. Quando le pratiche gallesi e romane si combinarono, la data di settembre assunse il nome ufficiale di Trionfo della Croce nel 1963, ed era usato per commemorare la conquista della Croce dai Persiani, e la data in maggio fu mantenuta come Ritrovamento della Santa Croce, comunemente detta Invenzione della Croce.
In Occidente ci si riferisce spesso al 14 settembre come al Giorno della Santa Croce; la festività in maggio è stata tolta dal calendario liturgico del rito romano in seguito alle riforme del Missale Romanum operate sotto Giovanni XXIII nel 1960/1962. La Chiesa ortodossa commemora ancora entrambi gli eventi, uno il 14 settembre, rappresentando una delle dodici grandi festività dell'anno liturgico, e l'altro il 1º agosto nel quale si compie la Processione del venerabile Legno della Croce, giorno in cui le reliquie della Vera Croce furono trasportate per le strade di Costantinopoli per benedire la città. In aggiunta alle celebrazioni nei giorni fissi, ci sono alcuni giorni delle festività mobili in cui viene fatto particolare ricordo della Santa Croce. La chiesa cattolica compie l'adorazione liturgica della Croce durante gli uffici del Venerdì Santo, mentre la chiesa ortodossa celebra un'ulteriore venerazione della Croce la terza domenica della Grande Quaresima. In tutte le chiese greco-ortodosse, durante il Giovedì Santo, una copia della Croce viene portata in processione affinché la gente la possa venerare.
Le tradizioni popolari in Italia. dal Santo Chiodo di Milano a Lucca
Molte le celebrazioni popolari in Italia tra cui la processione del Santo Chiodo, conservato nel Duomo di Milano, e La Luminara di Lucca. La particolare enfasi con cui in questa città si celebra la festa è dovuta al millenario culto del Volto Santo di Lucca, il grande crocifisso ligneo venerato nella cattedrale che ha finito per spodestare de facto i patroni ufficiali della città, san Martino e san Paolino di Lucca. Simili occasioni non prevedevano, come nelle processioni tradizionali, il trasporto dell'immagine venerata, bensì un vero e proprio corteo di omaggio che si recava cerimonialmente di fronte all'Immagine. La processione attuale è quindi l'ultima testimonianza di una antica usanza diffusa in tutte le maggiori città del medioevo in cui le popolazioni soggette si impegnavano, al momento della sottomissione, a portare un tributo di cera, in tempi in cui la cera d'api era un articolo di lusso; anche la quantità di cera veniva stabilita in genere nei patti di dedizione, a seconda delle possibilità dell'offerente. Tale offerta veniva presentata in forma solenne, una volta all'anno, alla festività del patrono della città egemone. Tale cera non veniva però subito accesa, ma conservata per provvedere all'illuminazione del simulacro per l'anno successivo.

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026 . 18,21-35«...Quante volte dovrò perdonargli?È una domanda che ben ci fa' sorridere,quella...
13/09/2026

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026
. 18,21-35

«...Quante volte dovrò perdonargli?

È una domanda che ben ci fa' sorridere,
quella di Pietro.
Che suggerisce pure una risposta,
pensando magari di essere stato bravo.
Ci fa' a sorridere perché noi conosciamo già la risposta di Gesù.

Quel" settanta volte sette" espresso da Gesù non esprime un calcolo matematico.
Non c'è calcolo matematico che tenga quando si ragiona con Dio.
Perché l'Amore scompiglia tutte le regole della matematica,
dell'economia,
della giustizia.
C'è un passo del Vangelo,
riguardante la preghiera,
che parla della necessità di "pregare sempre,
senza stancarsi mai".
Parlando del perdono si può dire la stessa cosa.
È una "necessità" per noi,
"perdonare sempre senza stancarsi mai".
È una necessità perché il mancato perdono ci infila in una gabbia da cui è difficile uscire,
e in cui non meritiamo di stare.

Ma la risposta di Pietro,
già bravo diremmo noi,
se è riuscito a perdonare ben sette volte il suo "incorreggibile" fratello,
mette in evidenza la difficoltà che da sempre si trova in merito a questo argomento.
Qui parte "la freccetta" che colpisce oggi dritta dritta il centro del nostro cuore.

Quello del "perdono" è argomento scottante,
e pure urgente.
È argomento di sofferenza.
Per questo Gesù ne parla oggi.
Per ve**re in nostro aiuto.
"Quante volte dovrò perdonare al mio fratello ?"
Tutte le volte che desideri venga perdonato a te dagli altri.
Tutte le volte che desideri venga perdonato a te da Dio"

La Parabola narrata da Gesù oggi ci racconta proprio questo.
Abbiamo come la certezza di essere sempre perdonati da Dio,
qualunque cosa facciamo,
mentre non siamo sempre disposti a perdonare niente di ciò che attribuiamo fatto a nostro carico.

Anche se non sono "Maestro di perdono",
vorrei aprire a una considerazione,
su un'aspetto
che ci ho messo tanto a tempo a recepire,
e su cui ho molto sofferto:
perdonare è una decisione,
che parte prima dalla mente,
per poi arrivare,
a volte piano piano,
a volte più speditamente,
al nostro cuore.

Il discorso "perdono / non perdono" è un cavallo selvaggio di cui noi fatichiamo ad avere controllo.
Spesso noi vogliamo perdonare,
e lo facciamo.
Ma la sensazione di dolore provocato dalla ferita ricevuta,
il senso di "vertigine'' procurato dalla botta ricevuta,
ci vuol far credere l'opposto.

Noi confondiamo spesso la sensazione di dolore,
o la necessità di proteggerci,
con la mancanza di perdono,
e ci sentiamo in colpa.
Senza aggiungere poi,
l'effetto provocato da coloro che,
"Maestri di cosigli e perdono",
aggiungono sale alla tua ferita,
con frasi lapidarie come:
"Si deve perdonare".
Certo che dobbiamo perdonare!!!
E lo vogliamo!!!
Ma nessuno può capire cosa si agita dentro un cuore ferito.

Nessuno può capire la sofferenza,
il dolore,
l'impegno e l'energia che impieghiamo in questa titanica impresa.
Solo Gesù lo può.
Non possiamo impedire al dolore di una ferita di farsi sentire.
Ma possiamo impedire a quel dolore di trasformarsi in odio,
vendetta,
rancore.
Glielo possiamo ordinare.
Possiamo pregare per chi ha causato quel dolore.
E mentre lo facciamo possiamo pregare perché Gesù guarisca il nostro cuore.
"Rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

Credo che sia per questo che Gesù ha inserito questa frase nella preghiera del Padre Nostro.
Perché ci vuole liberi.
Perché ci vuole in pace.

Oggi,
e nei prossimi giorni,
troviamo un momento per recitare lentamente il "Padre Nostro".
E quando arriviamo a questa frase,
chiediamo allo Spirito Santo di indicarci il nome di tutti coloro verso cui la ferita ancora sanguina.
Alcuni di questi nomi ci verranno in mente non subito,
ma nei giorni successivi,
in modo inaspettato,
mentre saremo impiegati nel fare la spesa,
o a lavorare,
o altro ancora.
Una volta individuati,
diciamo al Padre che queste persone sono libere.
Che non ci devono più niente.
Non hanno più debiti da dover onorare verso di noi.
Abbiamo condonato tutto.
Diciamo a Dio che anche per loro chiediamo il Paradiso.
Che chiediamo non si tenga conto del peccato commesso verso di noi.
E chiediamo che contemporaneamente venga guarita la nostra ferita.
Chissà,
forse,
in un discorso d'amore,
la ferita che abbiamo nel cuore è stata permessa per farci pregare per certe persone,
perché ne hanno bisogno per avere salvezza.
L' Amore a volte fa' dei percorsi che noi non immaginiamo neppure.

A questo punto però ,
ecco un'altra domanda:
"Signore,
Quante volte devo perdonarmi per le mie colpe che non mi perdono?
Settanta volte sette.... Sempre".
Quante cose oggi ci fa' meditare il Vangelo!!!
Scusate se mi sono dilungato.

Non dimentichiamoci di pregare per la pace 🙏🏻
Perché arrivi la pace è necessario il perdono,
che curi le ferite provocate dall guerra.
Preghiamo il Signore perché c'è ne riempia il cuore.
Un abbraccio.
Santa domenica.



#13092026

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026Perdonare è il più alto atto spirituale che ha a che fare solo con te, con la tua purificaz...
13/09/2026

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026
Perdonare è il più alto atto spirituale che ha a che fare solo con te, con la tua purificazione interiore e con la tua salute integrale.
Perdonare non è dimenticare né giustificare né fare finta di niente.
Perdonare è liberarsi dalla catena invisibile che ti tiene ancora legata a ciò che è stato.
Perdonare è interrompere il flusso di dolore che continua a scorrere attraverso di te, anche a distanza di anni.
Perdonare è riprendersi la propria vita e la propria spiritualità.
Il perdono è innanzitutto il dono di Dio che va accolto; è una nuova creazione, è una trasformazione che avviene nel tempo, quando il dolore è stato accolto e superato. Il perdono è un percorso.
Quando perdoni, si dissolvono nodi, blocchi, stagnazioni. E la vita torna a scorrere con maggior intensità. È come se il tuo canale interiore si riparasse dove era stato interrotto dal dolore.
Quando perdoni, si sciolgono emozioni negative di rabbia e di rancore, dando spazio alla pace e alla compassione.
Quando si perdona, si recupera un pezzo dell'anima che era rimasto intrappolato nel trauma.
Tu sai bene quanto faccia male essere ferito, tradito, deluso. Ma tenere dentro tutto questo appesantisce il cuore. Il rancore consuma le forze spirituali, toglie respiro, spegne la luce interiore.
La vera forza non è vendicarsi ma lasciar andare; è credere che il tempo farà il suo corso. Quindi, non portare rancore, perché portare rancore è come tenere tra le mani il carbone ardente. Il rancore è un vero tarlo per il cuore.
Perdonare non è segno di debolezza ma di forza: quando perdoni dimostri di essere migliore da chi ti ha fatto del male
Don Nikola Vucic

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026Consacrazione solenne alla Santissima TrinitàO Santissima Trinità Divina, nel Padre, nel Fi...
13/09/2026

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026
Consacrazione solenne alla Santissima Trinità
O Santissima Trinità Divina, nel Padre, nel Figlio e
nello Spirito Santo.Cristianesimo
Io, creatura delle tue onnipotenti mani, tuo figlio
come tu mi definisci anche nella mia indegnità,
mi consacro totalmente a Te per le mani di Maria SS.
E proprio a Lei che tu scegliesti come Madre del
nostro Redentore, e che amasti sin dalle origini,
dandola a noi come madre, io La imploro di
porgerTi questa mia Consacrazione.Credo e religione
Accogli, o Trinità d’infinito amore, il mio cuore, i
miei sentimenti, i miei pensieri e tutto me stesso.
Accogli o provvida Trinità le nostre quotidiane
necessità.
Accogli o Trinità Divina tutti i miei dolori e
sorreggimi nelle avversità.
Perdonami, o Trinità
misericordiosa: perdona i miei errori, le mie
mancanze, le mie incapacità.
Liberami dalle catene
del peccato e guida la mia mente nella battaglia
contro il diavolo.
Io mi affido completamente a Te,
Santissima Trinità, per fare la Tua volontà.
Grazie, o Signore, perché sempre ci ascolti e sempre
ci assisti.
Amen

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026PREGHIERA A SAN GIOVANNI CRISOSTOMO(si può fare anche come novena ripetendola per 9 giorni ...
13/09/2026

✝️ DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026
PREGHIERA A SAN GIOVANNI CRISOSTOMO
(si può fare anche come novena ripetendola per 9 giorni consecutivi)
I. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che a misura del vostro avanzarvi negli studi profani, progrediste ancora nella scienza della salute, per cui ancor giovanetto in Atene aveste la gloria di confondere tanti pagani filosofi, e di convertire in fervente cristiano il celebre Antemo, intercedete a noi tutti la grazia di servirci sempre dei nostri lumi per avanzarci nelle cognizioni indispensabili alla salute, e procurare a tutto potere la conversione e il miglioramento di tutti i nostri fratelli.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
II. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che agli onori, agli agi del secolo preferiste la solitudine e la mortificazione del deserto, e riputandovi indegno fin dell’unzione sacerdotale, vi nascondeste nelle caverne più inospitali per sottrarvi alla dignità vescovile, cui vi avevano sollevato i prelati di Siria, e qui tutto il tempo impiegaste nel comporre le opere importantissime del Sacerdozio, della Comunione e della Vita Monastica, intercedete a noi tutti la grazia di preferire sempre il ritiro alla comparsa, la solitudine al tumulto, l’abiezione alla gloria, e di non trascorrere mai un solo momento senza qualche opera di salute.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
III. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che malgrado tutta la resistenza della vostra umiltà, consacrato sacerdote nell’età di trent’anni, foste visibilmente riempito di tutti i doni del cielo, dacché, sotto figura di colomba venne lo Spirito Santo a posarsi sul vostro capo, intercedete a noi tutti la grazia di accostarci sempre con le debite disposizioni ai santissimi Sacramenti, al fine di riportarne sempre in maggior copia quegli effetti prodigiosi per cui sono istituiti.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
IV. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che,divenuto il riformatore dei popoli con l’efficacia della vostra predicazione, diveniste ancora con la vostra ca**tà il sollievo di tutte le miserie, specialmente quando Antiochia si aspettava dall’irritato Teodosio il suo totale sterminio, intercedeteci la grazia di lavorare con tutte le nostre forze per illuminare gli ignoranti, correggere i traviati, consolare gli afflitti, e sovve**re il nostro prossimo in ogni genere di bisogni.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
V. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che, elevato dal consenso di tutti i vescovi alla dignità eminentissima di Patriarca di Costantinopoli, diveniste ancora il modello della perfezione più sublime per la frugalità della mensa, per la povertà degli addobbi, per l’instancabile assiduità alla preghiera, alla predicazione, alla celebrazione dei santi misteri e più ancora per la saggezza onde provvedeste a tutti i bisogni di ventotto ecclesiastiche province a voi affidate, e procuraste ed otteneste la conversione dei Celti, degli Seiti e dei Fenici, non che di tanti eretici che infestavano tutto l’Oriente, intercedete per noi tutti la grazia di eseguire sempre con perfezione tutti i doveri dello stato in cui siamo attualmente, e di qualunque altro in cui dalla sovrana Provvidenza ci trovassimo in seguito impegnati.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
VI. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che, soffrendo sempre con inalterabile rassegnazione le calunnie pubblicate contro di voi dai più potenti nemici, quindi la deposizione, e per ben due volte l’esilio dalla vostra sede, e l’assassinio tentato della vostra persona, foste ancora da Dio medesimo glorificato con il terremoto e con la grandine che desolarono Costantinopoli in pena della vostra espulsione, con le suppliche a voi spedite per richiamarvi, con le più orrende disgrazie sopraggiunte ai vostri persecutori, e finalmente con i più stupendi prodigi operati a vantaggio dei luoghi disagiatissimi in cui foste rilegato, ottenete a noi tutti la grazia di soffrire sempre con mansuetudine, anzi di ricambiare con benefici gli affronti dei nostri nemici, e così impegnare l’Altissimo a glorificarci a misura delle sofferte umiliazioni.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
VII. O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che con miracolo tutto nuovo, trent’un anni dopo la vostra morte consolaste i popoli a voi affidati in tempo della vostra vita, perché da loro acclamato ed invocato come santo e ricondotto dal Ponto alla vostra cara Costantinopoli e ricevuto come in trionfo, e collocato sulla vostra sede patriarcale, apriste le vostre labbra a pronunciare quelle grandi parole: La Pace sia con voi: Pax Vobis: deh! stendete anche a noi la vostra intercessione, per ottenerci dall’Altissimo quella pace che supera ogni sentimento, e quella reciproca unione che forma di tutti gli uomini una sola famiglia, e che è un preludio ed un principio di quella pace inalterabile che speriamo di godere con voi e con tutti gli eletti nel cielo.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
PREGHIERA DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO PER IL MATRIMONIO
Grazie, Signore, perché ci hai dato l'amore capace di cambiare la sostanza delle cose.
Quando un uomo e una donna diventano uno nel matrimonio non appaiono più come creature terrestri ma sono l'immagine stessa di Dio. Così uniti non hanno paura di niente. Con la concordia, l'amore e la pace l'uomo e la donna sono padroni di tutte le bellezze del mondo. Possono vivere tranquilli, protetti dal bene che si vogliono secondo quanto Dio ha stabilito. Grazie, Signore, per l’amore che ci hai regalato.

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