Chiesa Madre Caccamo

Chiesa Madre Caccamo Chiesa Madre - San Giorgio Martire. LA CHIESA MADRE
La storia: Il Duomo di Caccamo intitolato a S. a cura di Valeria Concialdi.

Giorgio Martire, primo patrono della città, edificato ex novo nel XVII secolo, è il risultato di un lavoro di molte generazioni che vi hanno lasciato la propria impronta nell’arco di diversi secoli. L’edificazione della chiesa originaria, la più antica, come ricorda una lapide posta all’interno del tempio, è attribuita ai Normanni che la dedicarono al loro protettore S. Giorgio (anno 1090), a rico

rdo della vittoria sui Saraceni riportata nei pressi di Cerami. Fino a quando non si potrà disporre di nuovi documenti certi ed inequivocabili, non si potrà dare risposta agli interrogativi che riguardano la maggiore chiesa di Caccamo. Si tratta di interrogativi che scaturiscono da un unico dilemma: individuare quale sia stata la prima Chiesa Madre di Caccamo e se si possa attribuire ai Normanni. Intorno al primo problema si è affermata una tradizione storica locale, secondo la quale la prima Madrice di Caccamo fu la Chiesa di Sant’Anna e Santa Venera, oggi diruta, situata ai margini dell’antico quartiere della Terravecchia, proprio ai piedi del Castello. Di questa chiesa si conosce solo il sito ma non vi sono tracce significative circa la struttura architettonica. Secondo la tradizione più accreditata, nello stesso luogo dell’attuale Madrice sarebbe stata edificata, intorno al 1094, dai Normanni una prima Chiesa Madre, priva di un predeterminato stile, quasi una piccola ca****la di corte. È probabile invece che un primo edificio sacro intitolato a S. Giorgio, del quale oggi non si trova alcuna traccia, sia esistito proprio nel posto dove è l’attuale tempio e che la sua costruzione sia ascrivibile alla famiglia dei Chiaramonte. Intorno al 1477/1480, le migliorate condizioni di vita della popolazione e la progressiva espansione urbanistica indussero i due ceti che detenevano le responsabilità di governo, gli ecclesiastici ed i nobili, ad ampliare il vecchio tempio chiaramontano e ad arricchirlo di numerose opere d’arte. Ciò fu possibile grazie alla munificenza ed al governo dei Prades-Cabrera. Ma anche dopo questo ampliamento, la chiesa rimase di modeste dimensioni, stando alla testimonianza dell’Inveges, che in merito costituisce la fonte storica più autorevole. Nel 1606, i Giurati di Caccamo e una rappresentanza composta dalle personalità locali più influenti decisero di edificare ex novo una Chiesa Madre più ampia, in considerazione delle accresciute esigenze della popolazione, conferendo l’incarico di redigere il progetto all’architetto termitano Vincenzo La Barbera. Nulla si sa sui criteri e sulle valutazioni che portarono alla scelta del progettista. Una scelta, comunque, particolarmente indovinata che si concretizzò, pur tra mille difficoltà, nell’imponente edificio che oggi è possibile ammirare. La Chiesa Madre è luogo di culto, ma è anche sintesi delle esperienze emotive del popolo che vi ha partecipato, racchiude un messaggio che riassume lo sviluppo interiore ed esteriore dei singoli e dell’intera comunità. Bibliografia
Vincenzo Cimò: Caccamo i luoghi e la memoria ed. 2004
Pro Loco Caccamo: Caccamo storia arte tradizioni ed. 1987
FONTE: (dal sito ProLoco Caccamo)

Cosa significa celebrare la festa della natività della Beata Vergine Maria? Questa festa è legata a quella dell’Immacola...
08/09/2026

Cosa significa celebrare la festa della natività della Beata Vergine Maria? Questa festa è legata a quella dell’Immacolata perché il protagonista è lo Spirito Santo che consacra e santifica. Maria pur essendo stata concepita in modo naturale dai suoi genitori, che la tradizione identifica con Gioacchino e Anna, è stata santificata fin dal grembo materno e quindi capace di generare Dio.
Ciò che lo Spirito ha operato in Maria lo fa anche in noi a partire dal battesimo quando siamo generati dal grembo della Chiesa. Questa festa è occasione di ricordare e celebrare il dono della rinascita a vita nuova. Nella natività di Maria contempliamo la nostra nascita battesimale che per ciascuno di noi segna l’inizio del cammino di vita nuova.
Come Maria, e lo stesso Gesù, tutti nascono da una donna e, se i nostri genitori ce ne fanno dono, nasciamo anche come figli di Dio e della Chiesa. Dal punto di vista fisico si nasce una sola volta, ma da quello spirituale siamo chiamati a rinascere ogni giorno morendo al peccato per risorgere a vita nuova.
Nascere significa ve**re alla luce, manifestare nelle nostre opere, la bellezza dell’amore di Dio. Crescendo in età, accompagnati dallo Spirito Santo, nutriti con la Parola di Dio, sostenuti e spinti alla missione dall’Eucaristia, attraverso le opere di misericordia diventiamo segni luminosi della benevolenza del Padre celeste. Dio ci prepara perché possiamo dire il nostro sì al suo sogno e essere, come Maria, lo spazio nel quale Lui diventa uno di noi, nostro compagno di strada, nostra guida e nostra speranza.
Signore Gesù, Tu che per opera dello Spirito Santo sei diventato uomo e nostro fratello nel grembo della Vergine Maria, vieni ad abitare il nostro cuore perché la nostra vita si conformi sempre più alla tua. Come Dio ha benedetto l’umiltà e la piccolezza di Maria, elevandola al di sopra di tutte le creature e scegliendola come madre del suo unigenito Figlio, così effonda su di noi i doni dello Spirito affinché Gesù possa ancora parlare al cuore di tutti e salvarli. Per la tua preghiera d’intercessione lo Spirito Santo scenda rinnovando la Pentecoste per fare di noi uomini i testimoni entusiasti e sinceri del Vangelo.

Buongiorno vi aspettiamo a questo momento di preghiera con la comunità delle Beatitudini…
07/09/2026

Buongiorno vi aspettiamo a questo momento di preghiera con la comunità delle Beatitudini…

C’è una paralisi che blocca un uomo e che gli impedisce di essere pienamente tale.C’è un gruppo di persone che non vuole...
07/09/2026

C’è una paralisi che blocca un uomo e che gli impedisce di essere pienamente tale.
C’è un gruppo di persone che non vuole il suo miglioramento e c’è Gesù che vuole restituirgli la pienezza che Dio Padre vuole per ogni sua creatura.
Gli scribi usano una regola per impedire che l’amore di Dio si manifesti e il Cristo che supera questi impedimenti e agisce.
Spesso il Signore è bloccato dalla nostra volontà, dai nostri vizi, insomma dalle nostre paralisi o dai modi che abbiamo per paralizzare un nostro fratello/sorella e non possiamo vedere la sua potenza. Per questo il più delle volte sembra che il Signore non ci ami o permetta il male: la sua azione si ferma davanti alla nostra volontà… perché lui ci rispetta ampiamente.

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome...
06/09/2026

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.
Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome di Gesù è: fratello e amico! Nel mio nome vuol dire: quando due persone vivono un legame secondo Vangelo, allora Dio è lì. Quando due si guardano con bontà e verità lì c’è Dio. Quando un uomo e una donna, un genitore e un figlio o due amici si ascoltano con amore vigile, lì c’è Dio. Quando hai fame e sete di giustizia e di pace, per te e per gli altri, lì c’è Dio. Solo allora reale e spirituale coincidono.
E se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo. Lo scandalo del perdono è che è la vittima a doversi convertire per prima. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.
Ma cosa mi autorizza a interve**re nella vita dell’altro? La ragione è tutta in una parola: Se tuo fratello… Solo se senti l’altro come fratello, se sai la sua speranza e la sua gioia, solo se hai assaggiato l’amaro delle sue lacrime, sei autorizzato a interve**re. Altrimenti sarebbe solo aggressione.
Chi ci ama ci sa riprendere, chi non ci ama sa solo ferire o adulare. Dopo aver così interrogato il cuore, tu va’ e parla, fai il primo passo, sii tu a riallacciare la relazione. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello.
Verbo stupendo: guadagnare un fratello. C’è gente che guadagna stima o potere o denaro, e poi c’è gente che guadagna fratelli. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l’unica politica economica che produce vera crescita.
E, alla fine, una frase da capire bene: Se non ascolta neppure i testimoni, quel fratello sia per te come il pagano. Sia un escluso, uno scarto, un rifiuto? No. Con lui farai come Gesù, che siede a tavola con i pubblicani e i peccatori e discute di pane e briciole con la donna pagana; ricomincerai anche tu, con paziente fiducia, ad annunciare la bella notizia della tenerezza di Dio chino su ciascuno dei suoi figli.
A Dio che gli chiede dove è Abele, Caino risponde: Sono forse io il custode di mio fratello? La replica è chiara: Sì, tu sei il custode. Neppure Abele è esentato: alla fine Dio chiederà proprio ad Abele e alle vittime: Tu cosa hai fatto di tuo fratello Caino? Ti sei riconciliato? Ti sei preso cura di lui?
Allora tutto quello che legherete o scioglierete sulla terra lo sarà anche in cielo. Non si tratta del potere giuridico dell’assoluzione, ma del mandato fondamentale di tessere strutture di riconciliazione.
Ciò che avete riunito e riconciliato attorno a voi, tutti i legami buoni che avete creato li ritroverete nel cielo. Ciò che avete liberato attorno a voi come energia di vita nuova, di audacia, di sorrisi, non sarà più cancellato, è storia del tempo e dell’eternità. Ciò che libererete avrà libertà per sempre, ciò che unirete sarà in comunione per sempre.

Quando Dio chiese al popolo di Israele di osservare il sabato, e lo fece in una forma particolarmente solenne, non impos...
05/09/2026

Quando Dio chiese al popolo di Israele di osservare il sabato, e lo fece in una forma particolarmente solenne, non impose un peso, ma diede un dono, perché la legge di Dio non è una imposizione ma una grazia, un aiuto particolare dato a chi si ama in un modo speciale. Il dono, però, è inferiore al donatore. E noi uomini siamo capaci, se non stiamo attenti ai doni e non ne comprendiamo il profondo significato, di svilire il dono facendolo diventare superiore al suo donatore.
Per noi cristiani il precetto domenicale è un dono. L’idea di dedicare quel giorno in un modo particolare alla centralità dell’Eucaristia e a ringraziare Dio attraverso il riposo e il carattere festivo non vuol dire imporre, ma invitare a considerare che tutto ciò che esiste è un dono di Dio per noi, affinché ce ne prendiamo cura, cosa che possiamo fare solo se lo consideriamo con gratitudine. Allo stesso tempo, quando questo mondo passerà, chi rimarrà è il Signore, nostro vero Riposo, non la domenica, perché la domenica è al servizio del Signore. Questo è il suo significato.
Dio invita i farisei a non nascondersi dietro i precetti, per quanto siano importanti, e poi non vivere ciò che è fondamentale, ciò che riassume tutta la legge: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stesso. Se uno ama Dio con tutto il cuore, vivrà con gioia il precetto del sabato o della domenica, e ne comprenderà il senso. Gesù si rivolge anche a noi attraverso queste controversie e ci chiede di amare sinceramente ciò che pratichiamo. Non dobbiamo essere osservanti solo dell'esterno. Ma amare sinceramente non è semplice, perché amare così significa coinvolgerci con tutta la nostra persona nell’oggetto del nostro amore, ovvero, metterci al suo servizio: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire” (Mt 20, 28).

Gesù incontra i farisei, cerca di ragionare con loro, di fargli capire che con la sua venuta tante cose sono nuove e che...
04/09/2026

Gesù incontra i farisei, cerca di ragionare con loro, di fargli capire che con la sua venuta tante cose sono nuove e che quindi vanno viste sotto un’altra ottica. L’ incontro con i suoi, si consuma come un matrimonio, in cui ci si dona completamente per formare una famiglia, per cui lo paragona ad una festa.Già dalla creazione Dio disse in Gn.2,24 ” Per questo l’ uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. ” La nostra fede in Cristo ci chiede di lasciare tutto e di ricreare con Lui una nuova famiglia, in cui comprendere nell’amore tutti i figli di Dio.Se uno, vuole fidarsi di Gesù, non si mette a sindacare ed a dire quello che è vecchio e quello che è nuovo, quello che viene da lì o da là, ma guarda alla parola del Signore e al suo giudizio. La legge di Dio è chiara e anche se è cambiata nella forma alla venuta del messia, non è cambiata nella sostanza. Non facciamo come i farisei che si fermavano all’apparenza della fede, ma andiamo dritti alla sostanza, senza giudicare quello che non possiamo capire. La pratica del digiuno veniva imposta, ma con Gesù viene invece abolita come obbligo, perché serve a poco se non c’è l’amore per lo sposo. Non è il digiuno dal cibo che fa un cristiano, ma l’amore che lo lega a Dio, per il quale sceglie di essere in comunione con Lui.
Digiunare, offrire sacrifici, o fare i fioretti, come ci insegnavano da bambini, non perchè il Signore ci vuole fare sentire degli esseri inferiori, ma proprio per far si che ci sentiamo in comunione con Lui, strette a Lui fino a quell’ abbraccio sulla croce, in cui noi restiamo attoniti davanti al suo dolore e Lui scende a consolarci!

Simone, prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca!».Simone e i suoi compagni sperimentano l’impatto sconvolg...
03/09/2026

Simone, prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca!».
Simone e i suoi compagni sperimentano l’impatto sconvolgente di quella chiamata ad andare, al largo, contro ogni logica e ogni dato di fatto. Sperimentano lo stupore di un’esperienza che porta frutto quando meno te lo aspetti. Sperimentano l’andare proprio nel momento della delusione massima, quando la fatica è rimasta sterile.
Oggi non è diverso!
Guardiamoci attorno. La gente fa ressa ovunque ci sia qualcosa o qualcuno che regali istanti di felicità.
In tanti siamo alle prese con i nostri quotidiani lavori e facciamo i conti con la delusione di aver faticato inutilmente.
Il Vangelo chiama anche noi, proprio noi, tutti noi. Dobbiamo andare, smettere di vivere vite condizionate dal bisogno di certezze.
La Parola ci manda per vivere in modo differente; per far sì che la vita sia audace, essenziale, capace di sperare contro ogni speranza. Basta stare a guardare le mille sorgenti di felicità. Scegliamo, noi per primi, l’unica fonte di vita e facciamo della nostra vita un’esplosione naturale di luce.

Siamo guariti per servire, come la suocera di Pietro. Incontrare Dio ci guarisce nel profondo, a volte anche nel corpo. ...
02/09/2026

Siamo guariti per servire, come la suocera di Pietro. Incontrare Dio ci guarisce nel profondo, a volte anche nel corpo. Ma sappiamo bene che la salute è importante, ma non sufficiente: ci sono persone sanissime insoddisfatte e depresse ed altre, malate, capaci di stupirci per la loro serenità e la loro forza interiore. Chi si è avvicinato al vangelo sa che la frequentazione del Signore nella preghiera e nella meditazione spalanca il cuore e la mente ad una nuova prospettiva e, come nell’innamoramento, questo incontro ci carica come una molla. Ma, ammonisce Luca oggi, se siamo guariti non è per crogiolarci, per sentirci fortunati e staccarci dal mondo, ma per metterci al servizio dei tanti fratelli e sorelle che incontriamo. Come Gesù, troviamo la forza del servizio al Regno nel dialogo intimo col Padre, ritagliato anche nei momenti meno probabili, come la notte. La preghiera e la Parola fanno fuggire la parte oscura di noi, quella demoniaca, quella schizofrenica che ci fa professare la fede senza viverla. Affidiamo al Signore che ci guarisce nel profondo la nostra vita, con immensa fiducia, con perdurante amore…

O Dio che conosci e disponi i momenti della vita umana, tu vedi il dolore di questa tua famiglia per la morte del nostro...
01/09/2026

O Dio che conosci e disponi i momenti della vita umana, tu vedi il dolore di questa tua famiglia per la morte del nostro fratello Salvatore, che in tempo così breve ha concluso la sua esistenza terrena: noi lo affidiamo a te, Padre buono, perché la sua giovinezza rifiorisca accanto a te, nella tua casa. R. I. P.

“Sei venuto a rovinarci?” grida l’indemoniato del Vangelo di oggi, ma forse potremmo accodarci a lui perché molto spesso...
01/09/2026

“Sei venuto a rovinarci?” grida l’indemoniato del Vangelo di oggi, ma forse potremmo accodarci a lui perché molto spesso percepiamo Dio come qualcuno che rovina i nostri piani, sconvolge i nostri programmi, mette caos nei nostri sogni.
Dio distrugge molte cose che pensiamo essere straordinarie, semplicemente perché vuole darci cose straordinariamente vere.
Sul momento però a noi non sembra così, anzi, tutto ci sembra un gioco sadico o addirittura cattivo. Eppure chi lascia fare a Dio si accorge che è stato veramente un affare.
Il male invece vuole sempre tenerci attaccati in maniere malata alle lamiere dei nostri programmi e alle nostre aspettative.
Solo la memoria di avere a che fare con Qualcuno che ci ama può salvarci dal rischio di vivere sempre sulla difensiva nei Suoi confronti.
Dobbiamo smettere di difenderci da Dio, e dobbiamo capire che il vero nemico (il male) è colui che ci asseconda in tutto, senza farci accorgere che non tutto fa bene e non tutto salva.

Indirizzo

Piazza Duomo, 2
Caccamo
90012

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