Fraternità Francescana Caccamo

Fraternità Francescana Caccamo In San Francesco, la fraternità non è una teoria astratta, ma un dono concreto di Dio a tutti e ciascuno.

Il Poverello d’Assisi ci ricorda che non si può essere veri fratelli se non ci si riconosce figli di un unico Padre.

01/08/2024
19/10/2023

LA BESTEMMIA

La bestemmia è il linguaggio del demonio. Chiunque bestemmia, imita Satana e gli appartiene.
Guai ai bestemmiatori!
La bestemmia non è piaga morale di qualcuno; è piaga di tanti uomini ed anche di certe donne.
Infelici le famiglie ove trovasi qualche bestemmiatore! Ivi regna Satana. Da un momento all'altro la Divina Giustizia potrebbe agire e guai chi ne fosse colpito! Con Dio non si scherza!
Si preghi dunque per chi ha il linguaggio del demonio e si faccia ravvedere con prudenza e fortezza.
Si riparino dai buoni gl'insulti che il bestemmiatore vomita contro Dio ed i suoi Santi. Si dica per riparare il « Dio sia benedetto, perdonalo, Signore, non sa cosa dice ».
Si sappia che chi bestemmia, in un certo senso, è peggiore del demonio, perché il demonio bestemmia in quanto è sotto il peso della tremenda Giustizia di Dio, mentre l'uomo che bestemmia usufruisce ancora della paterna Misericordia di Dio.

"Non nominare il nome di Dio invano”.

17/10/2023
29/03/2023

2 Aprile 2023 DOMENICA DELLE PALME, a Caccamo si svolgerà la più antica tradizione religiosa
*U SIGNIRUZZU A CAVADDU*

Stasera presso il Convento S.Rocco a Caccamo, vi aspettiamo!
04/01/2023

Stasera presso il Convento S.Rocco a Caccamo, vi aspettiamo!

06/12/2022

INSIEME VERSO IL NATALE

LA LEGGENDA DEL PRESEPE
Siamo ormai alle porte dell'inverno e un pensiero assillante dominava la mente di Francesco: l'avvicinarsi della ricorrenza della nascita di Gesù.
Francesco, nella sua innata semplicità si fece audace, e durante un''udienza pontificia, concessagli per lo scopo precedentemente detto, umilmente chiese al Papa la licenza di poter rappresentare la natività.
Infatti, dopo il viaggio in Palestina, Francesco, rimasto molto impressionato da quella visita, aveva conservato una speciale predilezione per il Natale e questo luogo di Greccio, come dichiarò lui stesso, gli ricordava emotivamente Betlemme.
Era tormentato dal desiderio di dover celebrare quell'anno, nel migliore dei modi, la nascita di Gesù Bambino, giunto a Fonte Colombo, mandò subito a chiamare Giovanni Velita, signore di Greccio, e così disse:
"Voglio celebrare la notte di Natale. Dovrai sceglire una grotta dove far costruire una mangiatoia e lì condurrai un bue ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vivenre e vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita di Gesù Bambino."
Il cavaliere Velita aveva soli quindici giorni per preparare quanto Francesco desiderava e tutto ordinò con la massima cura ed " il giorno della letizia si avvicinò e giunse il tempo dell'esultanza!".
Da più parti, Francesco aveva convocato i frati e tutti gli abitanti di Greccio. Dai luoghi più vicini e lontani mossero verso il bosco con torce e ceri luminosi.
Giunse infine il Santo di Dio, vide tutto preparato e ne gode.
Greccio fu così la nuova Betlemme!
Con somma pietà e grande devozione Francesco se ne stava davanti al presepio, con gli occhi in lacrime e il cuore inondato di gioia.
Narra Tommaso da Celano: "Fu talmente commosso nel nominare Gesù Cristo, che le sue labbra tremavano, i suoi occhi piangevano e, per non tradire troppo la sua commozione, ogni volta che doveva nominarlo, lo chiamava il Fanciullo di Betlemme. Con la lingua si lambiva le labbra, gustando anche col palato tutta la dolcezza di quella parola e a guisa di pecora che bela dicendo Betlemme, riempiva la bocca con la voce o meglio con la dolcezza della commozione".
E narrasi ancora come vedesse realmente il bambino sulla mangiatoia, scuotersi come da un sonno tanto dolce e venirgli ad accarezzare il volto.
Un cavaliere di grande virtù e degno di Fede, il signore " Giovanni da Greccio" asserì di aver visto quella notte un bellissimo bambinello dormire in quel presepe ed il Santo Padre Francesco stringerlo al petto con tutte e due le braccia.
La narrazione della visione di questo devoto cavaliere è resa credibile non solo dalla santità di colui che la vide con i suoi occhi, ma è confermata anche dai miracoli che ne seguirono: come quello della paglia di quel presepio, che serviva per sanare in modo prodigioso le malattie degli animali ed ad allontanare le pestilenze, per la misericordia del Signore.
Così ebbe origine il tradizionale Presepio che si costruisce in tutto il mondo Cristiano, per ricordare la nascita del Redentore.

Indirizzo

Convento San Rocco
Caccamo

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