Parrocchia Sacro Cuore Frati Minori • Busto Arsizio

Parrocchia Sacro Cuore Frati Minori • Busto Arsizio “mio Signore e mio Dio” Gv 20,28

14 Giugno 2026 – III Domenica dopo PentecosteGen 2,4-17 ; Sal 103; Rm 5,12-17Gv 3, 16-21In quel tempo. Il Signore Gesù d...
13/06/2026

14 Giugno 2026 – III Domenica dopo Pentecoste

Gen 2,4-17 ; Sal 103; Rm 5,12-17
Gv 3, 16-21
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Le parole di Gesù che aprono questo brano sono sconvolgenti: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito». Non si tratta di un amore né astratto, né meritato: è un dono fatto per colmare la distanza tra l'uomo e Dio. Gesù non viene per condannare o per fare da giudice, ma viene per offrire una via di salvezza. Il giudizio, nell’idea dell’evangelista Giovanni, non è una sentenza calata dall'alto alla fine del nostro tempo, ma una scelta nel presente. in questo modo siamo sotto la luce: essa è accogliente ma anche esigente, perché svela la verità di ciò che siamo. Chi opera il male spesso preferisce l'oscurità, non tanto per nascondersi da Dio, quanto per proteggere il proprio egoismo e non mettere in discussione le proprie azioni. Al contrario, chi è nella verità viene verso la luce. Accettare la luce significa avere il coraggio di lasciarsi guardare da Dio, accogliendo le proprie fragilità per lasciarle guarire. Giovanni ci invita a non temere questa trasparenza: la luce di Cristo non serve a esporre le nostre colpe per umiliarci, ma a liberarci dalle ombre, guidando i nostri passi verso una vita autentica.
Commento di fr. Sandro

Ieri al doposcuola abbiamo fatto la FESTA DEL GARZIE e desideriamo condividere questo  "grazie" con tutta la comunità.GR...
06/06/2026

Ieri al doposcuola abbiamo fatto la FESTA DEL GARZIE e desideriamo condividere questo "grazie" con tutta la comunità.
GRAZIE ai volontari per il loro instancabile lavoro educativo svolto sempre con grande disponibilità, pazienza ed entusiasmo.
GRAZIE alla Dirigente e a tutti gli insegnanti della scuola per la loro preziosissima collaborazione.
GRAZIE a tutti i bambini e ai ragazzi per tutta la bellezza che è nascosta in loro e per essersi lasciati aiutare e accompagnare nella loro crescita.
GRAZIE a tutti i genitori per aver camminato insieme e grazie a tutta la comunità per tutto l'affetto e il sostegno che ci fate sempre sentire.
Forse da soli si va più veloci, ma SOLO SE SI CAMMINA INSIEME SI VA LONTANO!

7 Giugno 2026 – Santi Corpo e Sangue di CristoDt 8,2-3.14-16 ; Sal 147; 1Cor 10,16-17Gv 6, 51-58In quel tempo. Il Signor...
06/06/2026

7 Giugno 2026 – Santi Corpo e Sangue di Cristo

Dt 8,2-3.14-16 ; Sal 147; 1Cor 10,16-17
Gv 6, 51-58
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alle f***e dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Gesù si presenta come il pane della vita, un pane che può saziare qualsiasi fame dell’uomo: fame di senso, di felicità, di serenità. Sono questi i desideri più intimi di ogni uomo, la cui realizzazione ci consente di essere persone autentiche. La condizione per avvicinarci a questo traguardo è cibarsi di questo pane, accoglierlo nella nostra vita, incontrare e accogliere Gesù nell’eucaristia e lasciarci “assimilare” a questo cibo che non perisce, lasciarci assimilare a Lui. Nell’eucaristia incontriamo la vita vera, perché riceviamo il Verbo fatto carne. Gesù si lascia mangiare da noi affinché noi possiamo incontrarlo nel nostro intimo più profondo. «Chi mangia la mia carne …. rimane in me e io in lui». Noi rimaniamo, dimoriamo in lui, e Lui dimora in noi. Questo dimorare di Gesù in noi è di una tenerezza sconfinata, è un abbraccio intimo e profondo, come una «fusione» tra Lui e noi. E più avanti Gesù arriva a fare un’altra affermazione straordinaria: «colui che mangia me vivrà per me». Noi che ci accostiamo all’eucaristia e «mangiamo Gesù» vivremo per Gesù, vivremo una vita nuova, persino la vita eterna.
Commento di Maria Angela

31 Maggio 2026 – Santissima TrinitàEs 3,1-15; Sal 67; Rm 8,14-17Gv 16,12-15In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi ...
30/05/2026

31 Maggio 2026 – Santissima Trinità

Es 3,1-15; Sal 67; Rm 8,14-17
Gv 16,12-15
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Il Vangelo scelto per questa solennità non è un invito a comprendere (se mai fosse possibile) la realtà della Trinità: non ce la presenta come un’astratta formula teologica, ma come una dinamica vivente di amore e comunione. Gesù, nel suo discorso d'addio, riconosce con delicatezza la fragilità dei discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». La pedagogia divina rispetta i nostri passi e non ci sovraccarica. Il passaggio fondamentale avviene con l'opera dello Spirito Santo: il suo compito non è quello di aggiungere nuove verità, ma guidarci dentro la pienezza della Verità. È proprio in questi pochi versetti che emerge la sinfonia trinitaria. Gesù afferma: «Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che lo Spirito prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Si tratta di un movimento circolare di condivisione: il Padre dona tutto al Figlio; il Figlio manifesta il Padre; lo Spirito attinge da questa comunione per riversarla nel cuore della Chiesa. Non siamo quindi chiamati a "risolvere" l'enigma della Trinità, ma ad abitarla. La nostra fede diventa così l'invito a entrare in questo circolo d'amore, dove l'ascolto dello Spirito ci rende finalmente capaci di portare la bellezza del Vangelo.
Commento di fr. Sandro

Questo pomeriggio presso il Teatro Fratello Sole si è tenuta la premiazione del concorso di poesia Sole D'Autunno. È sta...
23/05/2026

Questo pomeriggio presso il Teatro Fratello Sole si è tenuta la premiazione del concorso di poesia Sole D'Autunno. È stato un pomeriggio di gioia e condivisione, dove tutti i partecipanti hanno potuto leggere la loro poesia. È stato bello vedere quanti ragazzi hanno partecipato e hanno scritto poesie piene di bellezza e sensibilità.
Ringraziamo Benedetta Sarrica, la giuria, i frati, gli insegnati e tutti i partecipanti!

Il 12 giugno celebriamo la solennità del Sacratissimo Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo, al quale è dedicata la nostra...
23/05/2026

Il 12 giugno celebriamo la solennità del Sacratissimo Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo, al quale è dedicata la nostra Parrocchia. In occasione della festa segnaliamo due appuntamenti.

Venerdì 12 giugno alle ore 18.15: solenne celebrazione eucaristica presieduta da fr. Mauro Galesini, Definitore Provinciale dei Frati Minori.

Sabato 13 giugno alle ore 19.30: cena e festa in oratorio. Le prenotazioni per la cena, entro il 6 giugno, si possono effettuare in portineria o compilando il modulo online all'indirizzo: https://forms.gle/GcrYLvg1AXFbhe4w6

Menù Paella (20€): aperitivo + prosciutto e melone +
paella + sorbetto al limone

Menù Crespella (15€): aperitivo + prosciutto e melone
+ crespelle prosciutto e formaggio + sorbetto al limone.

Vi aspettiamo!

24 Maggio 2026 – PentecosteAt 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,1-11Gv 14,15-20In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi disce...
23/05/2026

24 Maggio 2026 – Pentecoste

At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,1-11
Gv 14,15-20
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

Il dono più grande che riceviamo nella comunione con Dio padre e con il figlio Gesù è il loro Spirito, cioè quella relazione circolare d’amore che li lega indissolubilmente. Vedere Gesù significa vedere Dio. Stare con Gesù significa stare in Dio e con Dio. È davvero confortante questa Parola: vivere è essere in Gesù e in Dio e ancora più balsamo sapere che Gesù è in noi. Quando viviamo e siamo nell’amore siamo nella Buona Notizia che Gesù ci ha consegnato, cioè che viviamo in Dio quando viviamo del Suo Amore e nel Suo Amore.
Commento di Patrizia

17 Maggio 2026 – Ascensione del SignoreAt 1,6-13a; Sal 46; Ef 4,7-13Lc 24,36-53In quel tempo. Il Signore Gesù in persona...
16/05/2026

17 Maggio 2026 – Ascensione del Signore

At 1,6-13a; Sal 46; Ef 4,7-13
Lc 24,36-53
In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. [...] Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
.. Gesù in persona stette in mezzo a loro ... Torna di nuovo tra i suoi discepoli il Maestro, vuole abitare ancora una volta ogni dubbio e ogni domanda che è nascosta nel loro cuore, nei nostri cuori! La sua presenza tra loro dopo la Resurrezione è il segno di una vita che continua e che ogni discepolo è chiamato ad incarnare, consapevole del Suo essere tra noi. Infatti Egli quando sale verso il Padre lascia in dono una potenza dall'alto e, oggi, noi siamo i testimoni di questa promessa e con i nostri occhi riconosciamo Gesù nella Chiesa e in ogni fratello. Ecco come Gesù trasforma una separazione in continuità tanto che nei cuori non c'è tristezza, ma gioia, un insegnamento di come non possedere permette di ritrovare una persona in una nuova luce e occasione di vita.
Commento di Elena

10 Maggio 2026 – VI domenica di PasquaAt 4,8-14; Sal 117; 1Cor 2,12-16Gv 14,25-29In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai...
09/05/2026

10 Maggio 2026 – VI domenica di Pasqua

At 4,8-14; Sal 117; 1Cor 2,12-16
Gv 14,25-29
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Come i discepoli anche noi oggi siamo turbati. Il cuore è pesante, oppresso e ferito dal dilagare dell’oscurità, dal male scaturito dalle menti degli uomini, dalla disperazione che si diffonde, dal senso di vuoto. Ma oggi, come allora, tu ci dici: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Ed ecco riaffacciarsi, timida, la speranza di una salvezza possibile: un chiarore, una leggerezza d’animo. Perché tu sei con noi, sempre, siamo noi che ce ne dimentichiamo o forse non ci crediamo abbastanza. Per la nostra pace ci è stato mandato il Difensore e Consolatore: lo Spirito, il Paràclito. Chiediamo che si manifesti ancora e sempre! Non temeremo questi tempi oscuri ma cammineremo in pace, amando e spargendo pace, riconciliazione, consolazione, certi d’essere amati, difesi e consolati. Non temeremo il buio perché il Cristo è la luce, non temeremo la morte perché il Cristo è la vita. Preghiamo lo Spirito, soffio di vita, aria di libertà, che ci difenda e consoli, perché ci aiuti a restituire al mondo la certezza d’essere figli grandemente amati.
Commento di Lidia

Segnaliamo questo incontro martedì 12 maggio presso il nostro Cinema Teatro Fratello Sole alle ore 21. La rilettura dei ...
07/05/2026

Segnaliamo questo incontro martedì 12 maggio presso il nostro Cinema Teatro Fratello Sole alle ore 21. La rilettura dei testi della letteratura da parte di don Paolo Alliata, presbitero della nostra diocesi, è sempre un'occasione di scoperta e riflessione. Vi aspettiamo!

Indirizzo

Piazzetta Gentile Mora, 1
Busto Arsizio
21052

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia Sacro Cuore Frati Minori • Busto Arsizio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Parrocchia Sacro Cuore Frati Minori • Busto Arsizio:

Condividi