05/09/2026
6 Settembre 2026 – II domenica dopo il martirio del Battista
Is 60,16b-22 ; Sal 88; 1Cor 15,17-28
Gv 5,19-24
In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».
In questo tempo che segue la memoria del martirio del Battista, la Parola ci conduce al cuore del mistero di Gesù, la sua totale e perfetta comunione con il Padre. Il Precursore ha donato la vita per rendere testimonianza alla Verità, spianando la strada al Signore. Ora è il Figlio stesso ad aprirci la via del Regno, rivelando il volto autentico dell'Altissimo: «Il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre». Gesù non agisce mai in modo isolato o autonomo, ma manifesta che ogni suo gesto di guarigione e di salvezza è l'irrompere della misericordia del Padre nel mondo. Come il Padre risuscita i morti e dona la vita, così anche il Figlio la dona a chiunque si affida a lui con cuore sincero. Siamo chiamati a raccogliere l'eredità spirituale del Battista, dunque accogliamo con fede la promessa di Cristo: chi ascolta la sua Parola e crede in Colui che l'ha mandato possiede già la vita eterna. Non un semplice premio in un futuro lontano, ma una realtà di grazia che inizia oggi, che spezza le tenebre e ci permette di passare concretamente dalla morte alla vita.
Commento di fr. Sandro