Santuario - Basilica Santa Maria delle Grazie

Santuario - Basilica Santa Maria delle Grazie ORIGINI
La storia del Santuario delle Grazie affonda le radici nella devozione dei bresciani per la Vergine.

Il nucleo originario risale al 1290 quando si insediarono gli Umiliati che eressero la prima antica chiesetta da cui prese origine l’attuale Santuario. All’interno di questo gli Umiliati collocarono un dipinto raffigurante la Madre di Dio, immagine già sacra alla venerazione pubblica. Furono i frati Gerolimini a chiedere e ottenere nel 1519 da papa Leone X il benestare per l’intitolazione a Santa

Maria delle Grazie. Il 22 maggio del 1526 vi fu la prima manifestazione miracolosa: molti devoti, che pregavano nella Ca****la delle Cantinelle davanti all’Immagine delle Grazie, videro la Madonna aprire e chiudere le mani e gli occhi con soave gravità ed il Bambin Gesù rispondere con eloquenti gesti alle attestazioni affettuose della Vergine. Successivamente, accanto al Santuario, vennero poste le basi della Basilica, la cui costruzione trovò compimento attorno al XVI secolo. Nel 1530, riportano infatti le cronache, veniva terminato il volto della chiesa e il 17 aprile dello stesso anno vi si celebrava la prima Messa solenne. La struttura della chiesa delle Grazie, elevata nel 1961 al rango di "Basilica Romana Minore" con decreto di Papa Giovanni XXIII, fu progettata dall'architetto Lodovico Barcella da Chiari a partire dal 1522. La chiesa presenta nella facciata un bel portale del XV secolo, ricco di sculture, proveniente dalla demolita chiesa gerolomina di Borgo Pile. L'interno è costituito da tre navate divise da colonne corinzie, con una pregevole decorazione barocca in stucco e ori. Diversi artisti hanno prestato la loro opera per l’arricchimento del Santuario come della Basilica; fra questi, ricordiamo Grazio Cossali, Francesco Giugno, Antonio e Bernardino Gandini, Pietro Marone, Tiburzio Baldini e Palma il Giovane. Nel corso dei secoli il Santuario-Basilica delle Grazie, luogo di culto mariano, è divenuto il santuario per eccellenza della Diocesi, assumendo un ruolo – oltre che religioso – artistico e culturale, con una forte connotazione popolare. IL LEGAME CON IL BEATO PAPA PAOLO VI “Come potremmo noi dimenticare che l’8 settembre a Brescia è giornata solenne per quel Santuario della Madonna delle Grazie, la cui Chiesa Maggiore adiacente al Santuario è appunto dedicata a questa festività? Essa era l’occasione abituale di riunioni della nostra famiglia”. Così si esprimeva Papa Paolo VI l’8 settembre 1966. Il Papa bresciano visse gli anni della fanciullezza e della prima giovinezza in via delle Grazie 17, vicino al Santuario. Anzi fu proprio qui, secondo la sua stessa testimonianza, che il futuro Paolo VI maturò la scelta del sacerdozio. Da novello sacerdote celebrò all’altare del Santuario la sua Prima Messa, ponendo la sua missione sotto la protezione della Vergine. In seguito, da sacerdote e arcivescovo di Milano, celebrò altre 262 messe. A motivo di questi legami la Diocesi di Brescia ha stabilito presso il Santuario la sede della Causa di beatificazione di Paolo VI, in modo da favorire la devozione e l'amore nei suoi confronti. Un attaccamento che contraddistingue i fedeli bresciani tanto quanto i devoti che si sono recati a Brescia per ripercorrere i passi di Paolo VI in occasione dell’Anno montiniano. Proprio per questi legami nella Basilica delle Grazie ha trovato accoglienza e venerazione la reliquia di papa Polo VI, la maglia – intrisa di sangue – indossata dal Papa il giorno dell’attentato a Manila, il 29 novembre 1970.

In attesa del Natale
14/12/2024

In attesa del Natale

La Madonna è pronta per processione dalla Cattedrale al Santuario delle Grazie.
06/09/2024

La Madonna è pronta per processione dalla Cattedrale al Santuario delle Grazie.

13/08/2024

Giovedì 15 agosto - Solennità Assunzione della Beata Vergine Maria

Dopo la Santa Messa delle ore 16.00 ci sarà la processione dalla Basilica in Santuario dove, accogliendo l’invito del Patriarca di Gerusalemme cardinal Pierbattista Pizzaballa fatto alle Comunità del Patriarcato, anche noi imploreremo il dono della pace in Terra Santa per intercessione di Maria.

8 settembre 2024: Solennità della Natività di Maria.San Paolo VI:« Come potremmo noi dimenticare che l’8 Settembre a Bre...
12/08/2024

8 settembre 2024: Solennità della Natività di Maria.

San Paolo VI:

« Come potremmo noi dimenticare che l’8 Settembre a Brescia, è giornata solenne per quel Santuario della Madonna delle Grazie, la cui chiesa Maggiore adiacente al Santuario, è appunto dedicata a questa festività? Essa era l’occasione abituale di riunione della nostra famiglia; e in quel pio domicilio, casa e Chiesa, di culto mariano, maturò la nostra giovanile vocazione sacerdotale» (Angelus del 9 settembre 1973).

PAOLO VI, IL "PAPA DIMENTICATO" CHE ISPIRA BERGOGLIO06/08/2024 FamigliaCristiana, Alberto ChiaraStrano destino, quello d...
06/08/2024

PAOLO VI, IL "PAPA DIMENTICATO" CHE ISPIRA BERGOGLIO

06/08/2024
FamigliaCristiana, Alberto Chiara

Strano destino, quello di Paolo VI. E' stato prima criticato, poi contestato e infine semplicemente dimenticato, messo da parte senza tanti complimenti, bollato con definizioni particolarmente graffianti: “il Papa del dubbio”, “Amleto”, “Paolo Mesto”. Riguardando oggi la sua figura con il rigore degli storici, Paolo VI risulta essere stato ben altro. Fu il primo Papa del Novecento a varcare i confini italiani. Dopo 2000 anni fece sì che Pietro tornasse in Terra Santa. Viaggiò in Africa, America, Oceania e Australia, Asia, fin quasi alle porte della Cina. Fu il primo Pontefice a tenere un discorso alle Nazioni Unite, a New York parlò lunedì 4 ottobre 1965, con quel «Mai più la guerra» che molti ricordano in francese, la lingua con cui lanciò l'accorato invito: "Jamais plus les uns contre les autres, jamais, plus jamais"). Giovanni Battista Montini fu perfino il primo Papa vittima di un attentato, in diretta Tv. Accadde nelle Filippine, a Manila, nel novembre 1970: Paolo VI scampò alla coltellata del pittore boliviano Benjamin Mendoza, che per altro lo ferì, soltanto grazie alla prontezza del suo segretario, don Pasquale Macchi, che spinse di lato l'attentatore. Paolo VI ha “traghettato nel mondo” la Chiesa uscita dal Concilio. Ha dialogato con la modernità senza fuggirla o condannarla a priori. Ha affrontato con le n**e armi del Vangelo la guerra del Vietnam.
La memoria liturgica di Paolo VI viene celebrata il 29 maggio, anziché il 6 agosto, giorno della sua morte (ma proprio per questo suo dies natalis, ovvero giorno della sua nascita al Cielo) perché il 29 maggio 1920 Giovanni Battista Montini venne ordinato prete e perché la santità Paolo VI è consistita anche e soprattutto nel vivere in massimo grado «la sua vocazione come sacerdote, vescovo e Sommo Pontefice», come ha scritto il prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, il cardinale Robert Sarah. E' in ogni caso opportuno far memoria di quello che fu e fece questo Papa perché adesso stiamo vivendo una stagione ecclesiale che tanto deve al Papa d'origini bresciane. Compreso l'accento sulla misericordia, che ha colorato, ad esempio, l'ultimo Anno Santo (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016). Già, perché tra gli ispiratori di Jorge Mario Bergoglio c'è sicuramente questo suo predecessore. Papa Francesco non ne fa mistero. Più che le parole, però, come sempre, contano i fatti. E allora: la Chiesa in uscita, la Chiesa sinodale, cioé quella del camminare insieme, la Chiesa che scruta i segni dei tempi senza falsi ottimismi ma senza arroccarsi, più compagna di viaggio che fredda precettrice, questa Chiesa che respiriamo ogni giorno ha in sè tanto di Paolo VI. Non a caso fu lui che nel discorso con cui chiuse il Concilio vaticano II, il 7 dicembre 1965, parlò di una Chiesa «samaritana», «ancella dell'umanità», più incline a «incoraggianti rimedi» che a «deprimenti diagnosi», a «messaggi di fiducia» che a «funesti presagi».
Una ragionata gratitudine Bergoglio l'ha espressa a voce alta il 19 ottobre 2014, proclamando beato Montini (lo stesso papa Francesco canonizzò Montini, insieme con l'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, il 14 ottobre 2018). «Nei confronti di questo grande Papa», disse Francesco, «di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie! Grazie nostro caro e amato papa Paolo VI! Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa! Nelle sue annotazioni personali, il grande timoniere del Concilio, all’indomani della chiusura dell’Assise conciliare, scrisse: "Forse il Signore mi ha chiamato e mi tiene a questo servizio non tanto perché io vi abbia qualche attitudine, o affinché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, e non altri, la guida e la salva"».
«In questa umiltà risplende la grandezza del beato Paolo VI», proseguì Bergoglio, e sono riflessioni che non cessano d'essere attuali: «mentre si profilava una società secolarizzata e ostile, ha saputo condurre con saggezza lungimirante - e talvolta in solitudine - il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore. Paolo VI ha saputo davvero dare a Dio quello che è di Dio dedicando tutta la propria vita all’"impegno sacro, solenne e gravissimo: quello di continuare nel tempo e di dilatare sulla terra la missione di Cristo", amando la Chiesa e guidando la Chiesa perché fosse "nello stesso tempo madre amorevole di tutti gli uomini e dispensatrice di salvezza"».
Giovanni Battista morì d'estate, nella residenza estiva dei Papi. La vicina Via Appia era gremita di gente ignara, se possibile ancor più assettata di vacanza perchè mai come in quei giorni gravata di pensieri. La tanto attesa ripresa economica non era stata della misura attesa (non a caso fu archiviata presto come "ripresina"; poca cosa, insomma). Per il resto, sgomento e paura avevano avuto il sopravvento: il terrorismo delle Brigate Rosse; il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro; una devastante crisi politico-istituzionale frutto dello scandalo Lockheed, culminata con le dimissioni dell'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone (15 giugno), al quale, il 9 luglio, subentrò Sandro Pertini. Il 6 agosto 1978 era una domenica. A Castel Gandolfo, nella dimora estiva dei Pontefici, l'orologio segnava le 21,40. Giovanni Battista Montini, Paolo VI, il 262esimo successore di Pietro, si spense come aveva desiderato: lontano dai riflettori e dalle veglie di popolo che avevano accompagnato l'agonia di Angelo Roncalli, Giovanni XXIII, e che più in là, negli anni, avrebbero segnato le ultime ore di Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. «Aveva pregato Dio di consentirgli un addio in solitudine», annotò tempo fa Avvenire, il quotidiano cattolico: «Fu esaudito». Non solo. Paolo VI morì in un giorno particolare, carico di significato simbolico, quello della Trasfigurazione: una festa che lui amava al punto da averla scelta, nel 1964, per pubblicare la sua prima enciclica, l’Ecclesiam Suam.

In Santuario: due momenti di riflessione in preparazione alla Pasqua. Siete i benvenuti.
21/03/2024

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Pellegrinaggio di Gesù Bambino di Praga del santuario di Arenzano.
23/01/2024

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8 settembre 2023: Natività della Beata Vergine Maria. Programma delle celebrazioni.
09/08/2023

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Programma delle celebrazioni.

6 agosto 2023, 45mo anniversario della nascita al cielo di San Paolo VI.Nel “Pensiero alla morte” aveva scritto: “Mi pia...
06/08/2023

6 agosto 2023, 45mo anniversario della nascita al cielo di San Paolo VI.

Nel “Pensiero alla morte” aveva scritto: “Mi piacerebbe, terminando d’essere nella luce”. La Luce lo ha accolto la sera della festa della Trasfigurazione, 6 agosto 1978.
Nelle foto l’opera dello scultore bresciano Siku. 50 kg di marmo di Carrara scolpiti e svuotati, ridotti a 2 mm di spessore per far entrare e uscire la luce. Il volto di San Paolo VI ha gli occhi chiusi, segno che ha terminato la sua vita terrena, e rivolto verso la luce. Con la mano sembra voglia prendere la Luce e anche indicarla noi.

La scultura si trova nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.

17/12/2021

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"Al male della malattia e della morte ha risposto il bene scaturito dal cuore di molti". L'omelia del vescovo Tremolada in oc...

31/12/2020

Brescia di REDAZIONE 31 dic 07:58 Te Deum laudamus Alle 18 segui la diretta con la Messa dalle Grazie presieduta dal Vescovo.Il Te Deum è un inno cristiano di ringraziamento che viene cantato il 31 dicembre durante i primi vespri della solennità di Maria Madre della Chiesa o in altre occasioni sol...

Indirizzo

Via Delle Grazie, 13
Brescia

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