10/07/2022
Un atto psico magico e catartico, che deve far riflettere i siciliani e i suoi amministratori in primis. Quel che è andato in scena ieri sera a siracusa non era solo la sfilata di ma il suggello internazionale che la sicilianità assurge a essere uno stile indipendente e maturo, in grado di occupare a pieno campo uno spazio estetico attuale, sempre più ricercato.
Quella sicilianità che partendo dalla cavalleria rusticana la reinventa e la fa diventare una danza archetipica, innovativa e contemporanea.
Quella sicilianità che debutta con dei vestiti che narrano di una sposa contesa, di orde di serafini e di cherubini e ancora di angeli che elevano e curano; di principesse arabe, di carrettieri borghesi e baroni ebrei e ancora di donne che magnificano, celate e sovrane.
Quella sicilianità sofisticata, regale ed elegante ma che va bene con tutto, col bianco col nero, con l’oro e con l’incenso.
Quella sicilianità che non scende a compromessi ma che si candida a diventare misura e cifra del lusso e della vera dolce vita.
Dolce e Gabbana tutto questo lo sanno e lo mettono in scena da tempo.
Sono loro i più grandi interpreti dell’anima siciliana a livello mondiale e questa sfilata- teatrodanza - atto psico magico ne è stata (più di quella di Agrigento nel 2019) la più grande dimostrazione.
Loro come la Ferrari, per l’ Italia, sono i rappresentanti più nobili e illuminati di una terza via del bellessere innovativo, autentico e ancorato alle proprie radici. I rappresentanti di una terra che, parafrasando Cappelani, è la parte più avanzata della società occidentale, perché ne racchiude la decadenza e le avanguardie allo stesso tempo.
Dovremmo studiarli nelle scuole già da adesso questi due grandi stilisti e tributare loro un grande Grazie.
The event is history and tale. Profound representations of Sicily and its people, the unique pieces of the Collection touch the mythical ground o...