28/03/2026
𝐑𝐈𝐓𝐈 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐈𝐌𝐀𝐍𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐓𝐀
La Pasqua ritorna ogni anno, ma non è mai la stessa. Non è una semplice ricorrenza da celebrare, bensì una novità che continuamente ci raggiunge e ci interpella. È l’annuncio sorprendente che la morte non ha l’ultima parola, che il buio può essere vinto, che la vita può rifiorire anche là dove sembrava ormai spenta.
In questa luce, la Pasqua ci chiede qualcosa di più di una partecipazione esteriore: ci invita ad aderire con tutto noi stessi a Cristo, a entrare nella sua vita, a lasciarci trasformare dal suo amore. Non basta sapere che Egli è risorto; siamo chiamati a vivere da risorti, a fidarci della sua parola, a seguirlo sempre più da vicino.
Aderire a Cristo significa aprire il cuore a una speranza nuova. Non una speranza vaga o illusoria, ma concreta, capace di attraversare le difficoltà della vita. La Risurrezione ci dice che ogni ferita può essere sanata, ogni peccato perdonato, ogni situazione riscattata. Nulla è perduto per chi si affida a Lui.
E allora nasce anche la gioia: una gioia profonda, che non dipende dalle circostanze, ma dalla certezza di essere salvati e amati. Cristo è morto ed è risorto per ciascuno di noi. Ci conosce, ci chiama per nome, ci accompagna nel cammino. Non siamo soli, non siamo abbandonati: siamo figli amati.
In questa Pasqua, lasciamoci raggiungere da questa novità. Accogliamo Cristo nella nostra vita, rinnoviamo la nostra fiducia in Lui, e diventiamo testimoni di quella speranza e di quella gioia che il mondo, oggi più che mai, attende.
Santa Pasqua!
Accogliete questo augurio, pieno di speranza e risurrezione.
don Vittorio, don Giuseppe, don Faustino e padre Renzo