09/12/2021
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8 dicembre - S. Messa dell'Immacolata
Rinnovo delle promesse dei Salesiani Cooperatori
OMELIA DEL DIRETTORE DELL’OPERA SALESIANA DI BRESCIA,
DON EMANUELE CUCCHI
Un giorno, passando in cortile, un ragazzo mi ha fermato e mi ha detto: “Don, la professoressa di italiano ci ha chiesto di intervistare una persona adulta ponendogli questa domanda: in cosa consiste la felicità? E lei è felice?”
Sono rimasto molto sorpreso da questa domanda perché posta in un contesto informale e improvvisamente ho capito che quel ragazzo non solo stava svolgendo un compito, ma poneva questa domanda perché aveva bisogno della risposta; aveva bisogno di sapere se era possibile essere felice e come esserlo. Alla mia risposta positiva infatti ha esclamato: “MA ALLORA ESISTE, SI PUÒ ESSERE FELICI!!”.
Sì, è proprio così, cari amici: la felicità esiste! Ma la risposta a questa domanda non può fermarsi qui e credo che la risposta che ho dato a questo ragazzo possa essere riproposta oggi nella Solennità di Maria Immacolata per aiutarci a comprendere in cosa consiste la felicità.
La felicità consiste nella consapevolezza di essere di essere chiamati ad uno scopo e nell’avere la possibilità ed il coraggio di perseguirlo nella propria vita.
È vero: noi siamo tutti figli di Dio perché Dio ci ama, ma l’unicità di ciascuno di noi attesta che ognuno è figlio in modo diverso. Ognuno di noi vive una particolarità: una vocazione speciale. La felicità consiste nel saper vivere in conformità alla nostra vocazione.
Tuttavia nella storia dell’uomo, lo abbiamo sentito, è capitato che la creatura che Dio aveva creato abbia rovinato questo meraviglioso progetto che Dio aveva pensato per noi. Infatti l’uomo si è illuso di poter essere felice senza Dio.
Da quel momento, la nostra felicità ha fatto i conti con la sofferenza, la ricerca del potere, l’avidità dell’avere e la soddisfazione del godere.
Tuttavia per il grande amore che Dio nutre per noi, da quel momento ha fatto di tutto per restituirci quello che avevamo perduto: È venuto ad abitare in mezzo a noi per salvarci. Donando la Sua vita per noi. È venuto a comunicarci il Suo Amore nel Corpo donato e nel Sangue versato. A tutti quelli che Lo hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio, cioè felici.
Ma, per darci questa possibilità, aveva bisogno di creare una dimora che non fosse macchiata dal peccato. Per questo Dio ha creato le condizioni perché ciascuno di noi potesse incontrare il Signore ed essere felice in questo mondo, salvando la propria anima.
Maria è il dono più grande cha abbiamo ricevuto perché in Lei si sono rivelate le condizioni che ci rendono possibile incontrare Gesù.
Cari amici, quello che Maria è stata per noi rappresenta quello che noi possiamo essere per i nostri giovani,
Oggi la Chiesa, Sposa di Cristo, rappresenta il grembo materno grazie al quale chi non conosce Gesù può incontrarLo, specialmente i giovani. Don Bosco è stato questo per i giovani che lo hanno incontrato, per Bartolomeo Garelli ed in tutta la sua vita.
Per rendere attuale il progetto del Padre di rendere felici i giovani della nostra Comunità, dobbiamo imitare Maria facendo come ha fatto Lei.
-prima di tutto è importante essere in grazia di Dio, immacolati. Maria ha ricevuto questo dono in modo del tutto particolare. Noi possiamo rivedere lo stesso dono ogni volta che ci accostiamo ai Sacramenti, specialmente al Sacramento della Confessione.
- accogliere e dire di Sì alla vocazione che Dio ci ha donato, come Maria ha fatto nel momento dell’annuncio dell’angelo. Questo Sì lo possiamo rinnovare e vivere ogni giorno.
- Spendere la nostra vita senza riserve. Maria ha unito la Sua vita a quella di Suo Figlio fino alla morte in Croce. Don Bosco alla sua morte era un abito logoro. Aveva speso tutto.
- Infine accompagnare, incoraggiare, pregare chi è accanto a noi perché non si perda d’animo, specialmente i nostri giovani.
Cari amici, se avremo fede, se sapremo vivere come Maria, allora il miracolo della salvezza, dell’incontro con Gesù sarà ancora possibile. I nostri giovani ci chiedono questo ogni volta che ci domandano se è possibile essere felici. Non possiamo tirarci indietro! Da tutto ciò dipende la nostra e la loro felicità!