15/08/2026
Breve pensiero del Vescovo Vito sul Vangelo domenicale
Misterioso incontro con la donna pagana e straniera. Sembra avere per la cultura del tempo e del luogo tutte le connotazioni giuste per essere tenuta a distanza.
Anche il Maestro di Nazareth proviene da questa cultura e i suoi primi destinatari sono "le pecore perdute della casa d'Israele".
Eppure questa donna ha qualcosa che riesce a "convertire" pure Gesù. È madre e ha una figlia molto tormentata dal male. È una madre che spera. Dialogo strano e imbarazzante della donna con Gesù che a tratti non le risponde, tace.
La donna riconosce che Israele è il popolo dei figli, ma incalza e non teme di chiedere che almeno le briciole non siano negate a chi sta sotto la tavola, come per i cani. Almeno le briciole!
Parole che trasformano e maturano il cuore del Maestro. Fede di madre e di madre sofferente che sarà riconosciuta come "grande".
Donna, pagana, straniera, estranea, eppure sembra conoscere, meglio di qualunque altro, Dio e il Suo cuore.
Questa fede guarisce e fa vivere oltre ogni umana previsione.
Fede è stare anche dentro quel silenzio di Dio, fatto di domande e dubbi, persino di rabbia.
Anche al Figlio un giorno sulla croce sembrerà che il Padre rimanga silente.
Si sentirà anche lui straniero e lontano come sperimentano gli uomini e le donne di tutti i tempi, quando le lacrime sembrano non far vedere più né la vita né Chi l'ha creata.
È proprio qui che c'è posto per ciascuno. Nessuno è rifiutato. Qui si è accolti. Anche dentro silenzi lunghi.
E che importa?
Ciò che conta è scoprirsi avvicinati da Colui che di amore e dunque di dolore se ne intende. Colui che, come Padre e Madre, veglia sul cammino dei figli. Per sempre!
Buona domenica a tutti!
+ don Vito