Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo

Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo, Organizzazione religiosa, Via Cocchi n. 4, Borgo San Lorenzo.

08/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Natività della Beata Vergine Maria
Michea 5,1-4a Salmo 12 Matteo 1,1-16.18-23
Non ci sono testimonianze certe - giorno, luogo, anno, particolari vari - sulla nascita di Maria ma è certo che Maria è nata. È nata come siamo nati tutti noi! E allora perché celebriamo questo giorno? Semplicemente perché in Maria vediamo esprimersi il lavorio nascosto ma incisivo dell'opera salvifica di Dio. Oggi nella liturgia ci è proposto di leggere il brano di Vangelo che racconta la genealogia di Gesù: una fila interminabile di nomi che creano le condizioni necessarie per l'incarnazione del Figlio di Dio. Dio ha un progetto. A noi sembra che tutto sia banalmente ripetitivo e casuale: generazioni e generazioni prima che avvenga ciò che noi riconosciamo decisivo. Eppure in tutti quei nomi che sono elencati si stava realizzando l'opera di Dio. Anche attraverso di noi, così insignificanti al mondo, Dio sta compiendo qualcosa di grande. Siamo solo tasselli, mai l'opera finale, del lavoro costante e tenace di Dio: lasciamoci "usare" come Maria! Buona giornata. don Luciano.
P.S. Accompagniamo nella preghiera Maria Luisa Margheri vedova Gori (Località Piazzano, 21) che vive oggi la sua nascita al cielo.

07/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Lunedì XXIII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 5,1-8 Salmo 5 Luca 6,6-11
Credo proprio che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare il legalismo che caratterizzava la religione ai tempi di Gesù: tutto era giudicato secondo norme ben precise, senza un minimo di rispetto per la particolarità della vita di ciascun uomo. L'eccezione alla Legge non era contemplata. Gesù riconosce la legittimità della Legge ma ne coglie lo spirito: al centro è la promozione della dignità dell'uomo. I farisei, al contrario, pongono l'uomo a servizio della Legge, con un atteggiamento pure ossessivo: “I farisei osservavano Gesù per vedere se guariva l'uomo con la mano inaridita in giorno di sabato”. I farisei si sentivano i difensori della causa di Dio ma non conoscevano minimamente il cuore di Dio. Gesù, il Figlio, profondamente in sintonia con il Padre, bypassa la Legge e si schiera apertamente dalla parte degli uomini più bisognosi. È grazie a questo atteggiamento di Gesù che oggi viviamo la fede con grande libertà. Buona giornata. don Luciano.
P.S. Accompagniamo nella preghiera il nostro fratello Carlo Cappetti (Luco) che oggi varca la soglia del Cielo.

06/09/2026

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Domenica 6 Settembre Pieve:  alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo Alessandra Caputi in Goti (Via del Cantone, 23 – Panicaglia) e Silvano Landi (Via di Gricignano, 2 – Olmi). Cimitero della Misericordia: ore 9.00, Santa Messa per i Defunti. Santuario: al term...

06/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
XXIII Domenica del Tempo Ordinario (A)
Ezechiele 31,1.7-9 Salmo 94 Romani 13, 8-10 Matteo 18,15-20
“Ti ho posto come sentinella”. Dio chiede ad Ezechiele di tenere sotto controllo Israele. Il suo compito è assicurarsi che le norme e le leggi che Dio ha dato siano rispettate. Un ruolo faticosissimo, ingeneroso, fastidioso. Richiamare gli altri genera spessissimo inimicizie, contrarietà, vendette. Meglio stare sulle proprie che interessarsi dei comportamenti altrui.
Un mantra molto diffuso è “Fatti gli affari tuoi”. Chiunque si permetta di fare delle osservazioni, fosse anche per una buona causa, viene invitato a ritirarsi in buon ordine. Poi, però, di rimando, una delle trasmissioni più seguite è il “Grande fratello” dove tutti guardano la vita degli altri in tutti i particolari.
Il Signore chiede di prendersi cura degli altri. Gli altri non sono estranei ma fratelli. Fare osservazioni non deve avere come scopo quello di cogliere in fallo l’altro ma portarlo ad una vita piena. In famiglia quest’opera è esercitata ordinariamente dai genitori verso i figli. Occorre portarla anche fuori casa.
Con le persone estranee è più facile fare la sentinella, richiamando l’attenzione al buono e al giusto. Molto più faticoso con chi si conosce. Si ha una paura f***e di incrinare il rapporto, di generare tensioni. Può capitare che un intervento non vada a buon fine… ma non ci si può esimere dalla nostra responsabilità. Buona Domenica. don Luciano.
P.S. Oggi il Battesimo di Neri Fredducci, Alessia Lilli e Dante Romeo.

05/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Sabato XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 4,6b-15 Salmo 144 Luca 6,1-5
“Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo”. San Paolo può scrivere queste cose di sé. Che meraviglia. Qui sta la sua grandezza. Al di là delle parole sapienti che ha regalato, a dare spessore alla sua umanità, è stata la sua vita conformata al Vangelo di Gesù. Io non posso dire la stessa cosa di me. Insultato, rincaro la dose. Perseguitato, reagisco difendendomi. Calunniato, rispondo con la stessa moneta. È su questo piano che da cristiani siamo perdenti. San Paolo passava di città in città e attorno a lui si radunavano persone, si costituivano Chiesa. Noi facciamo e disfiamo ma è più la gente che allontaniamo di quella che avviciniamo. Proprio l’altro giorno confessavo un giovane che mi diceva come si fosse un po’ allontanato da Dio e dalla Chiesa. Gli ho chiesto il motivo della sua delusione verso la Chiesa. Pensavo fosse per gli errori di noi preti, troppo umani e fragili. Invece no. La sua delusione era verso i cristiani – anche i preti ovviamente – così settari, giudicanti, saccenti. Mi ha fatto pensare. Molto. Se un giovane si allontana per noi è davvero grave. Forse dobbiamo occuparci più dei nostri atteggiamenti prima che della nostra partecipazione a riti e tradizioni parrocchiali. Buona giornata. don Luciano.
P.S. A Olmi, Umberto Cappetti e Giulia Anoè celebrano il Sacramento del Matrimonio.

04/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Venerdì XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 4,1-5 Salmo 36 Luca 5,33-39
“A me però importa assai poco di ve**re giudicato da voi o da un tribunale umano”. San Paolo è uomo tutto d’un pezzo. Non nel senso che ha un carattere forte e determinato ma nel senso che è una cosa sola in Gesù. Come Gesù non ha bisogno di un consenso umano. Gli basta fare la volontà del Padre. È al Padre che si riferisce per verificare la giustezza o meno della sua missione. Se pensiamo ai nostri comportamenti è tutto un cercare l’approvazione e il consenso di chi ci interessa. Dipendiamo fortemente dai giudizi che gli altri fanno su di noi. Gli adolescenti vanno in depressione se non hanno determinati followers che si aspettano; non è da meno per gli adulti. La vita è un continuo sondaggio sul gradimento e relativo aggiustamento dei pensieri e delle azioni. Fino al punto di non sapere nemmeno più chi siamo veramente. Non si tratta di fregarsene di tutti e di tutto e andare avanti a testa bassa convinti delle nostre ragioni. Si tratta, invece, di scegliere bene quale sia il nostro punto di riferimento e da lì discernere scelte e parole. San Paolo ha scelto Gesù. Noi chi abbiamo scelto? Chiediamocelo con onestà. Buona giornata. don Luciano.

03/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Giovedì XXII Settimana del Tempo Ordinario
San Gregorio Magno, Papa e Dottore della Chiesa
1Corinzi 3,18-23 Salmo 23 Luca 5,1-11
“Il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”. Quante realtà sono nostre! A volte pensiamo di dover fare chissà quale sforzo per conquistare il mondo e San Paolo ci ricorda che è già nostro. In effetti, Dio l’ha creato e lo ha affidato all’uomo per la sua gioia e la sua realizzazione. Anche la vita è nostra. Possiamo farne quello che vogliamo. Possiamo fare un capolavoro come possiamo sprecarla malamente. La morte: sembra un evento che subiamo passivamente, in realtà, possiamo decidere noi come viverla. Il presente è nostro. Nella nostra libertà tutto ci è possibile. Siamo pienamente liberi di fare quello che vogliamo nell’istante. Persino il futuro è nostro. Certamente almeno per quanto riguarda le sue premesse. La cosa più bella che San Paolo ci rivela però è che noi siamo di Cristo. È una notizia strepitosa. Significa che tutto ciò che viviamo è nostro ma allo stesso tempo è di Cristo. Tutto vive in Lui. Come sempre ci ricorda la liturgia: “per Cristo, con Cristo e in Cristo”. A me sembra stupendo. Mi dona un senso di pace assoluta, impagabile! Tutto è già in Dio. Madre Noemi, abbadessa del monastero delle Benedettine di Bastia Umbra, ieri sera al Centro Giovanile ha raccontato proprio questa verità: chi mette la sua vita nelle mani di Gesù, lascia tutto ma trova di più. Buona giornata. don Luciano.
P.S. Mettiamo nelle mani del Signore, Alessandra Caputi in Goti (Via del Cantone, 23 – Panicaglia) che oggi nasce al cielo.

02/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Mercoledì XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 3,1-9 Salmo 32 Luca 4,38-44
“Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere”. Ci diamo troppo peso. E anche diamo troppo peso ad alcune persone. Ognuno ha il suo compito, certo, ed è importante, ma la sostanza della storia è nelle mani di Dio. Gesù suggeriva ai discepoli questo principio: “Siamo servi inutili, abbiamo fatto quello che dovevamo fare”. È proprio così. Qualcuno potrebbe equivocare ritenendo la propria missione vuota e insignificante. Forse, qualcuno potrebbe anche ritenere vani l’impegno e l’intraprendenza. Non è corretto. Piantare e arare sono necessari alla crescita di una pianta. Occorre che la nostra parte sia fatta perché Dio agisca e porti a compimento la sua opera. Dio ha molta considerazione della nostra collaborazione. Ma come Dio agisce nel silenzio e nel nascondimento così anche a noi chiede lo stesso atteggiamento. Quante persone attorno a noi agiscono così. Penso ai babbi e alle mamme che fanno l’impossibile per i loro figli senza mai far pesare la loro fatica. Penso a tanti operatori che lavorano di notte per preparare il necessario per lo svolgimento ordinario della vita. Penso a monaci e monache che pregano per tutti nel silenzio senza chiedere nulla in cambio… quanti esempi meravigliosi! Buona giornata. don Luciano.
P.S. Preghiamo per Silvano Landi (Via di Gricignano, 2 – Olmi) Rina che oggi si prepara all'incontro con il Signore della vita.

01/09/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Martedì XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 2,10b-16 Salmo 144 Luca 4,31-37
“Chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo”. La domanda che San Paolo cita è presa dal profeta Isaia dove si narra una sorta di lite tra Dio e il suo popolo. È Dio che dice che in tutto quanto Egli ha fatto, a Israele non ha di certo chiesto suggerimenti. Israele ha ricevuto tutto da Dio e non può pensare di arrogarsi alcunché di quanto possiede. E soprattutto non può immaginare di sapere cosa Dio ha in serbo per l’avve**re. Quante volte diciamo, anche noi, che Dio è un mistero e non ci è dato di conoscerne i contorni. È giusto. Tuttavia, San Paolo osa affermare che qualcosa in più noi possiamo dire. Perché? Perché noi conosciamo ciò che Gesù ci ha annunciato. La Rivelazione è un pertugio sul mistero che ci permette di raccontare qualcosa di rilevante. Qualcosa di Dio, insomma, a noi è stato permesso di vedere. Il mistero si è aperto. Ha svelato qualcosa di sé. Non sappiamo tutto, ovviamente, ma che Dio è Padre è una certezza. Che Dio è misericordia è una certezza. Che Dio è amore è una certezza. Da qui si deve partire. Buona giornata. don Luciano.

31/08/2026

MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Lunedì XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 2,1-5 Salmo 118 Luca 4,16-30
Da prete vivo sempre dentro questo dissidio che, in sostanza, è tentazione: fare di tutto per rendere convincente la fede attraverso affermazioni e considerazioni incontestabili oppure accennare alle verità di fede lasciando alle stesse il compito di persuadere le persone interessate. Da una parte c'è il rischio di metterci troppo del mio, arrivando ad arrogarmi il vanto di essere capace di convertire le persone e dall'altra il rischio della passività e dell'inerzia che ha un po' il sapore della resa e della rassegnazione. E’ ovvio che l'equilibrio tra le due istanze è l'ideale ma i contorni dell'una e dell'altra non sono sempre così definiti. Mi piace la considerazione di San Paolo che oggi leggiamo dalla Prima Lettera ai Corinti: “La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza”. Doveroso - e consolante - avere sempre chiaro il ruolo preponderante dello Spirito: è Lui che fa! Oggi è il 14° anniversario della morte del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano. Sono sue queste parole: “Affidarsi allo Spirito significa riconoscere che in tutti i settori arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo, né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, seguirlo.
Anche nel buio del nostro tempo, lo Spirito c'è e non si è mai perso d'animo: al contrario sorride, danza, penetra, investe, avvolge, arriva là dove mai avremmo immaginato”. Buona giornata. don Luciano.

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