05/04/2026
โIn quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare lโannuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesรน venne loro incontro e disse: ยซSalute a voi!ยป. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesรน disse loro: ยซNon temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: lร mi vedrannoยปโ
(Mt 28,8-10)
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Proviamo a tornare indietro di duemila anni.
Stiamo guardando le donne con lo sguardo che avevano allora?
Le stiamo guardando con un poโ di sufficienza?
Con un poโ di compassione per la loro โinferioritร โ?
Perchรฉ questo era.
Pensate che, nella lingua ebraica, il termine โdiscepoloโ al femminile, neanche esisteva.
E ho detto tutto.
Anzi, aggiungo che una donna che fosse vissuta da sola al di fuori dellโautoritร di un uomo, o non sopravviveva o era una pr******ta.
Fine delle trasmissioni.
E se una donna sposata veniva sorpresa in giro per strada, da sola o a parlare con unโaltra persona? Ma stiamo scherzando? Il diritto ebraico prevedeva il ripudio concesso al marito!
Fine del matrimonio.
E se cโera un funerale, dietro al feretro si dava la precedenza alle donne, responsabili della morte. Nessun ebreo osservante, infatti, dimenticava che nel libro del Siracide cโรจ scritto โDalla donna ha avuto inizio il peccato per causa sua tutti moriamoโ (25,24).
Fine di ogni speranza.
E tre volte al giorno gli uomini dicevano la famosa triplice benedizione: โTi ringrazio Signore che non mi hai creato pagano, non mi hai creato cafone (cafone significa la persona che lavora la terra quindi incapace di osservare le prescrizioni della legge) e perchรฉ non mi hai creato donnaโ.
Questa benedizione cโรจ anche al femminile, ma con una variante: โTi ringrazio Signore perchรฉ non mi hai creato pagana, ti ringrazio Signore perchรฉ non mi hai creato cafona e che mi hai fatto secondo la tua volontร โ.
Fine di ogni discussione.
Le donne, fin da piccole, non avevano vita facile.
Poi รจ arrivato Gesรน.
Poi รจ arrivato il loro Creatore e le ha guardate con il Suo sguardo.
Ed ha salvato la vita a tante.
Solo un episodioโฆ
Avete presente il famoso โChi รจ senza peccato scagli la prima pietraโ?
Noi ci immaginiamo lโadultera come una donna adulta e, magari, bella e provocante.
Invece era poco piรน di una bambina.
Come lo sappiamo?
Perchรฉ la lapidazione era la pena di morte riservata alle adultere che vivevano nellโarco di tempo tra lo sposalizio (fatto quando la bambina aveva circa12 anni) e le nozze vere e proprie. Per lโadulterio dopo le nozze, infatti, cโera lo strangolamento. Prima cโera la lapidazione.
Fine della vita.
Quella volta, perรฒ, con Gesรน lรฌ presente, la vita non รจ finita!
E lo ricordate mentre parla al pozzo con la samaritana?
โIn quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a parlare con una donnaโ.
Il Maestro che parla, da solo, con una donna?
Dio mai ha parlato con una donna!
Perรฒ non hanno il coraggio di affrontarlo direttamente.
Furbissimi.
Prudenti.
Un poโ vigliacchi.
Non gli chiedono direttamene โPerchรฉ discorri con lei?โ.
Hanno paura di sentire quello che non vogliono sentire, perchรฉ non sono mica stupidi.
Capiscono che se Gesรน parla con una donna, per giunta samaritana, significa che il suo Sguardo รจ diverso dal loro.
Lui vede qualcosa che loro ancora non vedono.
Allora stanno zitti, perchรฉ non vogliono sentirsi dire quello che giร hanno intuito.
E stamattina รจ cosรฌ entusiasmante leggere che Gesรน chiede a delle donne, testimoni senza nessuna valenza giuridica, di andare ad annunciare la sua risurrezione!
Non ne voglio fare un semplice discorso di rivalsa storica al femminile.
Sarebbe troppo poco.
Vorrei andare oltre.
Dร il via ad un rapporto tra innamorati.
Si lascia abbracciare, baciare, adorare, guardare, amareโฆ
E lui darร loro responsabilitร e compiti.
Le cerca, le saluta e dice โMi fido di voi!โ
E per renderle forti, regala loro anche una gioia senza confini.
Come se in quel momento, tutti gli orologi del mondo si fossero fermati sulla gioia in punto.
Gioia inattesa, sconfinata perchรฉ cโรจ sempre Dio al Principio di ogni felicitร (che ne siamo consapevoli o meno).
Ed insieme mette nel loro cuore anche il timore per tutto quello che stavano vivendo.
Timore non come paura (ma chi di noi fa ancora questo equivoco?) ma come profonda consapevolezza che avevano a che fare con il Signore dellโUniverso.
E dalla consapevolezza, passare al rispetto, รจ un attimo!
Forse Gesรน capiva benissimo le donne, semplicemente perchรฉ Dio รจ maschile e femminile insieme.
E qui il discorso si fa talmente incantevole che non ci sono parole adatte.
Ci facciamo aiutare dallo sguardo che ebbe su Dio una delle piรน grandi mistiche della storia: Giuliana di Norwich.
Nata nel 1342 e morta nel 1416, eremita, di grandissima cultura (cosa rara a quei tempi) e sapienza, p***e la sua famiglia a causa di unโepidemia.
Scrisse il primo libro conosciuto scritto in inglese da una donna: โRivelazioni dellโAmore Divinoโ (ora conosciuta come il โTesto Breveโ).
Poi scrisse il โTesto lungoโ, una riflessione teologica sul significato delle sue visioni.
Visse in unโepoca agitata e piena di tumulti ma lei non smise mai di essere ottimista. Parlava di Dio sempre con la gioia e la compassione accanto a sรฉ.
E mentre tutti spiegavano la peste nera come un castigo di Dio, lei, libera come lโaria ed amante di Dio, scriveva che la sofferenza non รจ mai una punizione divina. Ed ai suoi tempi questo era veramente un pensiero rivoluzionario.
Giuliana ci racconta un Dio misericordioso e desideroso, fino alle viscere, di salvare tutti!
Scrisse : ยซcomโรจ vero che Dio รจ nostro Padre, cosรฌ รจ vero che Dio รจ nostra Madre.ยป
E ancora ยซSono io, la forza e la bontร della paternitร ; sono io, la sapienza e la dolcezza della maternitร ; sono io, la luce e la grazia che รจ ogni amore benedetto; sono io, la Trinitร ; sono io, lโUnitร ; sono io, la sovrana Bontร di ogni specie di cosa; sono io che ti spingo ad amare; sono io che ti spingo a desiderare; sono io lโinfinito compimento di ogni vero desiderio.ยป
(Rivelazioni, cap. 59)
Poco tempo prima un altro mistico parlava di Dio come di un Amore paterno e materno.
Era nato ad Assisi.
Si chiamava Francesco.
M.C. ๐ป www.intemirifugio.it