Vitae Fratrum - Frati Predicatori in formazione Bologna

Vitae Fratrum - Frati Predicatori in formazione Bologna Inoltre vi invitiamo a farci pervenire tutte le vostre richieste di preghiere per poter pregare per voi e rendervi presente nella nostra orazione.

Attraverso questo spazio desideriamo condividere momenti della nostra vita fraterna, far conoscere i tratti essenziali della spiritualità domenicana e offrire contenuti per la crescita e l’edificazione spirituale secondo il carisma di San Domenico. A seguito della visita canonica del Maestro dell'Ordine alla Provincia san Domenico in Italia, durante l'incontro avuto con lo studentato interprovinci

ale residente presso il Convento patriarcale di Bologna, egli ha fraternamente manifestato il desiderio che i frati studenti si assumessero l'impegno di pregare per le comunità dell'Ordine che versano in maggiori difficoltà. Tale desiderio è pertanto divenuto un appuntamento vissuto con ossequio e fedeltà affinché il Signore non faccia mancare mai il suo conforto e la sua paterna protezione ai nostri confratelli e alle varie realtà vicine ai nostri conventi o alla nostra spiritualità. Ogni giovedì sera, al canto dello Spem miram, sarà alimentata la luce di una lampada posta ai piedi dell'Arca, segno dell'incessante preghiera e del nostro accorato ricordo. Piccole ampolle di questo olio, che alimenterà la lampada, saranno inviate di volta in volta a quelle comunità che sono state presentate a Dio nelle nostre orazioni.

10/06/2026

Abbiamo ricevuto qui nel Convento di San Domenico di Bologna due confratelli, tra questi un nostro frate, in visita dal Nicaragua, che hanno condiviso con noi la dolorosa testimonianza della persecuzione che la Chiesa e il popolo nicaraguense stanno subendo a causa della dittatura di Ortega. Un regime che impone un trattamento antidemocratico e calpesta i diritti umani più fondamentali.

Oltre a raccontarci il dolore del proprio Paese, questi fratelli portano con sé un messaggio di profonda speranza. Ci uniamo a loro nel desiderio di democrazia e nella preghiera per "un cielo nuovo e una terra nuova dove abiti la giustizia" — l'anelito profondo di ogni cristiano alla ricerca di Cristo e del Suo Regno.

Diana Andalò  è tra le figure più caratteristiche e simpatiche delle origini domenicane. Ottenuta dai nonni patemi  la c...
08/06/2026

Diana Andalò è tra le figure più caratteristiche e simpatiche delle origini domenicane. Ottenuta dai nonni patemi la cessione di un terreno a favore dei Predicatori, il 14 marzo 1219 ha la gioia di vedere il beato Reginaldo firmare l'atto di acquisto della prima fondazione bolognese; vi sorgerà San Niccolò delle Vigne.
Nelle mani di san Domenico Diana stessa s'impegnò ad abbracciare la vita del Second'Ordine. Ma solo l'ottava dell'Ascensione del 1223 il monastero domenicano di Sant'Agnese fu in grado di ospitare le prime religiose; il 29 giugno finalmente la generosa bolognese ricevette dal beato Giordano il sospiratissimo abito.
Quattro altre suore furono mandate da San Sisto di Roma per seguire con massima fedeltà il programma del Fondatore: tra queste vi era suor Cecilia Cesarini.
L'epistolario tra la beata Diana (c. 1200-1236) e il beato Giordano è un prezioso documento della primitiva spiritualità domenicana. A suor Cecilia (c. 1201-1290), che da san Domenico aveva ricevuto l'abito, siamo debitori di un'incantevole descrizione del santo Patriarca, in cui l'amabilità di tratto e il fascino luminoso del volto sono rilevati con ammirazione filiale.

06/06/2026

Solennità di Corpus Domini | La Cella Interiore

Nessun elogio può paragonarsi a quello che troviamo nel «Dialogo» di Caterina da Siena (n. 158): «Guarda anche Pietro ve...
04/06/2026

Nessun elogio può paragonarsi a quello che troviamo nel «Dialogo» di Caterina da Siena (n. 158): «Guarda anche Pietro vergine e martire che con il suo sangue portò luce fra le tenebre di tante eresie: egli odiò l'eresia tanto da esser pronto a lasciarvi la vita. E mentre visse, sua cura continua fu quella di pregare, predicare, disputare con gli eretici e confessare, annunziando la verità e propagandando la fede senza alcun timore. E non solo durante la sua vita, ma anche in punto di morte; onde, mentre stava per morire, venendogli meno la voce e mancandogli l'inchiostro, intinse il dito nel proprio sangue: ma non ha carta, questo glorioso martire, e perciò si china e scrive in terra confessando la sua fede, cioè il «Credo in Deum». Il suo cuore ardeva nella fornace della mia ca**tà, e perciò non rallentò il passo voltando il capo indietro quando capì che doveva morire - prima che morisse, infatti, Io gli rivelai la sua fine - ma, come vero cavaliere privo d'ogni timor servile, uscì allo scoperto, sul campo di battaglia»

31/05/2026

Santissima Trinità | La Cella Interiore

Il corpo di san Domenico, sepolto - come egli aveva desiderato - nel coro di San Niccolò delle Vigne «sotto i piedi dei ...
24/05/2026

Il corpo di san Domenico, sepolto - come egli aveva desiderato - nel coro di San Niccolò delle Vigne «sotto i piedi dei suoi frati», è esumato e trasferito dal beato Giordano di Sassonia il 24 maggio 1233 in un sarcofago di marmo. Il beato Giovanni da Vercelli, VI Maestro Generale, ordinò la costruzione di un'arca più degna e il 5 giugno 1267 vi depose le reliquie del santo Fondatore. Lo splendido sepolcro, eseguito da Niccolò Pisano e completato poi da Niccolò di Bari, fu aperto il 15 febbraio 1383 - durante il generalato del beato Raimondo da Capua - per l'estrazione del capo: fu l'ultima volta che le ossa del santo Padre vennero alla luce. Le traslazioni successive (11 novembre 1411, in una speciale ca****la, e 25 aprile 1605, nel luogo attuale) si compirono senza aprire la cassa. Il 17 aprile 1943, per sottrarli alla minaccia delle incursioni aeree, i preziosi resti furono riposti in un rifugio blindato e di lì ritirati il 23 agosto 1946. Dopo accurata ricognizione radiologica e solenni celebrazioni, il 15 settembre, alla presenza del Cardinale Legato, del Maestro Generale padre Stanislao Gillet e del Capitolo elettivo dell'Ordine, vennero ricollocati nella candida arca marmorea.

23/05/2026

Domenica di Pentecoste | La Cella Interiore

18/05/2026
16/05/2026

Ascensione del Signore | La Cella Interiore

Nacque a Bologna verso il 1320. Ancora bambina fu posta nel monastero domenicano di Santa Maria di Valdipietra, dove tre...
13/05/2026

Nacque a Bologna verso il 1320. Ancora bambina fu posta nel monastero domenicano di Santa Maria di Valdipietra, dove tredicenne, spirò in un'estasi d'amore il 12 maggio 1333, vigilia dell'Ascensione. Le antiche «Memorie» tramandano che morì dopo aver ricevuto miracolosamente l'Eucaristia. Le sue reliquie si venerano nella chiesa di San Sigismondo, ove furono trasferite al tempo delle soppressioni napoleoniche.
Leone XII, il 20 dicembre 1826 ne approvò il culto pubblico. S. Pio X la diede come patrona ed esemplare dei piccoli che ricevono la prima Comunione.

Indirizzo

Piazza San Domenico, 13
Bologna
40124

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Vitae Fratrum - Frati Predicatori in formazione Bologna pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi