24/05/2026
Ci siamo abituati a sopravvivere bene.
A sorridere mentre dentro manca aria.
A sembrare forti mentre ci stiamo sgretolando.
A chiudere tutto dietro porte che nessuno deve aprire.
E poi pretendiamo un Dio che resti fuori.
Ma il Vangelo di oggi è violento nella sua tenerezza:
Cristo entra lo stesso.
Entra nella stanza che hai sprangato.
Entra nel punto in cui ti vergogni.
Entra dove continui a sentirti sbagliato, fallito, irrisolto.
E non ti domanda:
“Perché sei caduto?”
Ti dice:
“Pace a te.”
Il problema non è che Dio non entra.
Il problema è che continui a vivere come se dovessi ancora nasconderti.
Se questa frase ti ha aperto qualcosa dentro, ascolta questa riflessione.
La Pasqua non comincia con una Chiesa trionfante. Comincia con uomini chiusi, impauriti, in frantumi. Il Vangelo non ci porta in un tempio, ma dentro una stanza