La Chiesa, a due navate, una delle quali termina con l’abside poligonale, sorge in contrada Chinisa, sul luogo della preesistente chiesetta di Santa Maria de Stabilinis e della Ca****la dei Santi Innocenti. La consuetudine feudale di commissionare chiese e conventi per testimoniare, oltre alla propria fede, la propria grandezza stimola il potente Giovanni Antonio Orsini del Balzo a commissionare l
’opera, come documentano alcuni contratti, e nobilitare la propria casata: il suo stemma è ben visibile sulla facciata. La costruzione della chiesa, iniziata nel 1353, si protrasse per tutto il Quattrocento, con l’opera dei maestri lapicidi Giovanni di maestro Antonio da Trani, Azzo Bartolomeo di Nicola Indello da Andria e Bartolomeo di Nardo di Bitonto. In corso d’opera costoro aggiunsero alla navata originaria absidata, già realizzata, una seconda navata. La facciata, che ripropone il modello degli edifici religiosi di stile romanico, ha forma a capanna con il portale architravato sul quale è ben visibile una statua in pietra raffigurante la “Madonna col Bambino”, due monofore centinate ed un piccolo rosone in asse in cui è inserito lo stemma francescano. Cristoforo”, protettore dei viandanti e dei pellegrini. La navata più antica, che si conclude con l’abside in cui si può vedere il venerato Crocifisso ligneo ha volta a crociera ed è composta da tre campate uguali scandite da archi ogivali sui quali poggiano le crociere costolonate. L’interno è impreziosito da pregevoli opere di valenti artisti come lo scultore Stefano da Putignano, autore dell’altare degli Innocenti, del Presepe in pietra da taglio, della statua lignea di “S. XVI, terzo altare a destra), il pittore Pandus e la sua bottega che affrescarono mirabilmente le pareti. Cinquecenteschi sono gli altari con opere di intaglio ligneo decorate in oro zecchino e le pregevoli pale del pittore fiammingo Hovic. Il secondo altare a destra, autentico capolavoro del Rinascimento, oltre ad una ricca decorazione ha scolpito sul basamento delle colonne le immagini di “S. Francesco e S. Bonaventura”. Il convento era parte integrante della fabbrica ed ospitava circa 20 frati; ad esso fu aggregata l’infiermeria, costruita dalla famiglia Scaraggi, che funzionò anche come ospizio per viandanti e pellegrini. Nel 1717 fu istituita dai frati dell’antico convento la confraternita di S. Pasquale Baylon, la cui statua è collocata sul primo altare a sinistra. Con il Decreto episcopale di erezione del 24 dicembre 1963 ebbe inizio la storia della Chiesa di Santa Maria della Chinina di Bitonto. L’inizio delle attività pastorali il 1 gennaio 1964. Il 12 gennaio 1964 ci fu l’immissione canonica del primo parroco don Antonio Mattia da parte del Vescovo Mons. Aurelio Marena. Fu l’inizio di una lunga storia spirituale e comunitaria che vive ancora oggi.