Santa Maria degli Angeli - Bari

Santa Maria degli Angeli - Bari Punto di incontro di credenti con particolare devozione alla Madonna degli Angeli

4 settembre 2026 — Luca 5,33-39,  Gesù ci invita a riconoscere nella fede la gioia di un incontro. La presenza dello spo...
04/09/2026

4 settembre 2026 — Luca 5,33-39,

Gesù ci invita a riconoscere nella fede la gioia di un incontro. La presenza dello sposo illumina la tavola e dona significato anche al digiuno: ogni gesto trova il suo valore nel rapporto con Lui.

Possiamo pregare, osservare consuetudini, rispettare precetti, e tuttavia lasciare il cuore immobile, al riparo da qualsiasi cambiamento.
Il vino nuovo del Vangelo chiede spazio dentro di noi. Gli otri vecchi somigliano alle nostre rigidità, ai giudizi frettolosi, alla convinzione che abbiamo sempre fatto abbastanza.

Accogliere Gesù significa permettergli di rinnovare il nostro modo di amare, di ascoltare, di stare accanto agli altri.
Anche dopo tanti anni possiamo imparare un gesto di tenerezza, sciogliere un rancore, dare fiducia a qualcuno. La novità di Dio può cominciare proprio dalle piccole occasioni quotidiane.

Chiediamo oggi un cuore disponibile, capace di custodire quanto di buono ha ricevuto e di aprirsi, senza paura, all’amore che il Signore desidera ancora far germogliare.

Ifgc 🙏

3 settembre 2026Pietro ha lavorato tutta la notte senza ottenere nulla. È stanco, deluso, forse desidera soltanto tornar...
03/09/2026

3 settembre 2026

Pietro ha lavorato tutta la notte senza ottenere nulla. È stanco, deluso, forse desidera soltanto tornare a casa. Eppure, davanti all’invito di Gesù, risponde: «Sulla tua parola getterò le reti». La pesca miracolosa nasce proprio da questa fiducia: non dalla sicurezza del risultato, ma dal coraggio di riprovare quando l’esperienza suggerirebbe di rinunciare.

Anche noi conosciamo reti vuote: un affetto che non riusciamo a ricucire, un progetto fermo, una preghiera che sembra inascoltata. Gesù non cancella la fatica né rimprovera Pietro per il fallimento; gli chiede di prendere il largo, cioè di non restare prigioniero della riva e dello scoraggiamento.

Quando le reti si riempiono, Pietro riconosce la propria fragilità. Ma Gesù non si allontana: gli affida una missione. Il Vangelo di oggi ci ricorda che Dio non cerca persone perfette; entra nelle nostre barche, trasforma i limiti in occasioni e ci invita a ricominciare, fidandoci ancora della sua parola.

Lunedì 31 Agosto 2026«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione».A Nazaret Gesù an...
31/08/2026

Lunedì 31 Agosto 2026

«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione».

A Nazaret Gesù annuncia che la promessa di Isaia non appartiene soltanto all’attesa: “oggi” diventa realtà. Dio entra nella storia per raggiungere poveri, prigionieri, ciechi e oppressi, cioè ogni persona ferita nel corpo o nello spirito. Eppure chi crede di conoscere Gesù non riesce ad accoglierlo. I suoi compaesani vorrebbero un Messia disponibile ai loro desideri, pronto a concedere privilegi e prodigi; Gesù, invece, rivela un amore che supera confini, appartenenze e pretese.

Anche noi possiamo correre lo stesso rischio: ascoltare il Vangelo con abitudine, senza lasciarci sorprendere né cambiare. La fede comincia quando riconosciamo di avere bisogno della liberazione annunciata da Cristo. Il Signore passa in mezzo alle nostre chiusure e continua il suo cammino, ma non smette di chiamarci.

Oggi ci domanda di aprire il cuore, riconoscerlo nei piccoli e diventare, con gesti, portatori della sua grazia per tutti. Nessuno deve sentirsi escluso dalla speranza che egli dona.

Ifgc 🙏

Venerdì 28 Agosto 2026La parabola delle dieci vergini ci ricorda che la fede non può ridursi a un’attesa distratta. Tutt...
28/08/2026

Venerdì 28 Agosto 2026

La parabola delle dieci vergini ci ricorda che la fede non può ridursi a un’attesa distratta. Tutte possiedono una lampada e tutte si addormentano; la differenza sta nell’olio conservato dalle sagge.

Quell’olio, come ricorda Benedetto XVI nel commento proposto da Vatican News, è l’amore ricevuto da Cristo, custodito nel cuore e trasformato in opere di misericordia. Non si può procurare all’ultimo istante, né prendere in prestito dagli altri: cresce giorno dopo giorno attraverso l’ascolto, la preghiera, il perdono e l’attenzione verso chi soffre.

Vegliare, dunque, non significa vivere nella paura di un giudizio, ma mantenere accesa la luce anche quando lo Sposo sembra tardare e la notte si fa lunga. Gesù ci invita a non rimandare il bene. Ogni gesto d’amore aggiunge una goccia d’olio alla nostra lampada e ci prepara all’incontro.

La porta della festa si apre per chi ha imparato ad amare nel presente, con fedeltà concreta.

Ifgc 🙏

Martedì 25 agosto 2026Dal Vangelo secondo Matteo — Mt 23,23-26Gesù usa parole severe perché vuole liberarci da una relig...
25/08/2026

Martedì 25 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo — Mt 23,23-26

Gesù usa parole severe perché vuole liberarci da una religiosità fatta soltanto di gesti esteriori. Gli scribi e i farisei osservano minuziosamente regole secondarie, ma dimenticano ciò che dà senso alla Legge: giustizia, misericordia e fedeltà.

È un rischio presente anche nella nostra vita. Possiamo apparire corretti, frequentare la chiesa, pronunciare belle parole e tuttavia conservare nel cuore giudizi, rancori, egoismo o indifferenza. Gesù non disprezza le buone pratiche; chiede però che nascano da un cuore sincero. “Pulire l’interno del bicchiere” significa riconoscere con umiltà le proprie fragilità e lasciare che Dio trasformi pensieri, desideri e intenzioni.

La fede autentica non cerca ammirazione: diventa attenzione per chi soffre, perdono offerto, parola mantenuta, aiuto concreto. Oggi possiamo domandarci non come appariamo agli altri, ma che cosa abita dentro di noi. Se accogliamo la misericordia di Dio, anche il nostro volto e le nostre azioni diventeranno naturalmente più limpidi, giusti e fedeli.

Ifgc 🙏

Domenica 16 Agosto 2026Matteo 15, 21, 28In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. La donna canane...
16/08/2026

Domenica 16 Agosto 2026
Matteo 15, 21, 28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

La donna cananea non appartiene al popolo d’Israele, eppure riconosce in Gesù la sua unica speranza. Grida, insiste, si inginocchia. Il silenzio iniziale del Maestro e la durezza apparente delle sue parole non spengono la sua fiducia. Ella non pretende privilegi: domanda soltanto una briciola di misericordia per la figlia sofferente. Proprio questa umiltà disarmante rivela la grandezza della sua fede. Gesù, infine, non vede più una straniera, ma una madre capace di affidarsi totalmente a Lui. Il Vangelo ci interroga: quante volte abbandoniamo la preghiera perché la risposta tarda o non coincide con ciò che desideriamo? La cananea ci insegna a rimanere davanti al Signore, senza vergogna e senza rancore. Ci ricorda anche che nessuno è escluso dalla tavola di Dio: confini, provenienza e passato non limitano la sua misericordia.

A volte basta una briciola accolta con fede perché la speranza rinasca e una vita ritrovi luce e pace.

Ifgc 🙏

Giovedì 13 Agosto 2026Pietro cerca una misura al perdono: sette volte gli sembra già moltissimo. Gesù, invece, spezza og...
13/08/2026

Giovedì 13 Agosto 2026

Pietro cerca una misura al perdono: sette volte gli sembra già moltissimo. Gesù, invece, spezza ogni contabilità: «settanta volte sette» significa perdonare sempre. La parabola mette davanti a noi una contraddizione dolorosa.

Il servo, liberato da un debito immenso, diventa inflessibile per una somma modesta. Ha ricevuto misericordia, ma non l’ha lasciata entrare nel cuore. Anche noi possiamo ricordare con precisione le offese subite e dimenticare quanto siamo stati perdonati da Dio e dagli altri.

Perdonare non significa approvare il male, cancellare la giustizia o fingere che la ferita non esista. Significa impedire al rancore di diventare il padrone della nostra vita. È spesso un cammino lento, talvolta faticoso, che comincia da una decisione: non restituire il dolore ricevuto. Oggi Gesù ci invita a guardare il fratello con la stessa compassione con cui Dio guarda noi.

Chi si scopre perdonato trova, poco a poco, la vera libertà interiore di perdonare

13/08/2026

Giovedì 13 Agosto 2026

Dal Vangelo secondo Matteo.

Pietro cerca una misura al perdono: sette volte gli sembra già moltissimo. Gesù, invece, spezza ogni contabilità: «settanta volte sette» significa perdonare sempre. La parabola mette davanti a noi una contraddizione dolorosa.

Il servo, liberato da un debito immenso, diventa inflessibile per una somma modesta. Ha ricevuto misericordia, ma non l’ha lasciata entrare nel cuore. Anche noi possiamo ricordare con precisione le offese subite e dimenticare quanto siamo stati perdonati da Dio e dagli altri.

Perdonare non significa approvare il male, cancellare la giustizia o fingere che la ferita non esista. Significa impedire al rancore di diventare il padrone della nostra vita. È spesso un cammino lento, talvolta faticoso, che comincia da una decisione: non restituire il dolore ricevuto. Oggi Gesù ci invita a guardare il fratello con la stessa compassione con cui Dio guarda noi.

Chi si scopre perdonato trova, poco a poco, la vera libertà interiore di perdonare.

Ifgc 🙏

Lunedì 10 Agosto 2026«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto fru...
10/08/2026

Lunedì 10 Agosto 2026

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.»
(Gv 12,24 – Vangelo del 10 agosto 2026, festa di San Lorenzo)

San Lorenzo, diacono e martire, ci accompagna oggi nella comprensione di queste parole di Gesù. Il chicco di grano che accetta di scomparire nella terra non è simbolo di sconfitta, ma di una vita donata per amore. Lorenzo comprese che la vera ricchezza non consiste nel possedere, bensì nel condividere, fino al sacrificio di sé.

Anche noi, nella quotidianità, siamo chiamati a essere piccoli semi: un gesto di generosità, una parola di conforto, il tempo dedicato a chi soffre possono trasformarsi in frutti inattesi. Il Vangelo ci invita a non vivere ripiegati sui nostri interessi, ma ad aprire il cuore agli altri.

Ogni atto di amore autentico lascia un segno che supera il tempo. Donando qualcosa di noi stessi, scopriamo che nulla va perduto agli occhi di Dio.

Ifgc 🙏

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)«Voi stessi date loro da mangiare» – Commento ispirato al testo di Vatican News....
01/08/2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)
«Voi stessi date loro da mangiare» – Commento ispirato al testo di Vatican News.

Sabato 1 Agosto 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)
«Voi stessi date loro da mangiare»

La folla segue Gesù in un luogo deserto, portando con sé speranze, paure e sofferenze. I discepoli osservano la situazione con gli occhi della ragione: cinque pani e due pesci sembrano del tutto insufficienti. Gesù, invece, guarda con gli occhi della compassione e pronuncia parole sorprendenti: «Voi stessi date loro da mangiare».

Non chiede ai suoi amici di compiere miracoli, ma di mettere a disposizione quel poco che possiedono.
Anche noi, davanti alle difficoltà quotidiane, ci sentiamo spesso inadeguati: poche energie, poco tempo, poche risorse. Il Vangelo di oggi ci ricorda che Dio non domanda grandi ricchezze, ma un cuore disposto a condividere.

🙏Un gesto di ascolto, una parola gentile, un aiuto sincero possono diventare pane per chi ci vive accanto. Quando offriamo con amore ciò che abbiamo, anche il poco diventa abbondanza e nessuno resta davvero solo.

Ifgc

Indirizzo

Via Giovanni Papini, 24
Bitetto
70020

Telefono

+390805219325

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Santa Maria degli Angeli - Bari pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi