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Santa Maria degli Angeli - Bari Punto di incontro di credenti con particolare devozione alla Madonna degli Angeli

Giovedì 15 ottobre 2026 — Luca 11,47-54.Gesù rimprovera chi ostacola l’incontro degli altri con Dio: «Avete portato via ...
15/10/2026

Giovedì 15 ottobre 2026 — Luca 11,47-54.
Gesù rimprovera chi ostacola l’incontro degli altri con Dio: «Avete portato via la chiave della conoscenza».

Pensiero del giorno: La fede apre le porte a chi cerca Dio.

Nel Vangelo di oggi Gesù pronuncia parole severe verso chi conosce la Legge, ma impedisce agli altri di avvicinarsi a Dio. È un richiamo che riguarda anche noi: possiamo parlare di bontà e diventare duri nei giudizi, invocare il perdono e continuare a custodire rancori.

La conoscenza della fede porta frutto quando diventa accoglienza, ascolto e disponibilità a mettersi in discussione. Anche onorare i profeti del passato serve a poco, se poi rifiutiamo le voci che oggi risvegliano la nostra coscienza.

Nella vita quotidiana possiamo aprire una porta con gesti semplici: lasciare spazio a chi parla, incoraggiare chi si sente indegno, evitare una parola che umilia. Nessuno dovrebbe sentirsi respinto proprio da chi testimonia l’amore del Signore.

Chiediamoci allora: il mio modo di credere aiuta qualcuno a sperare? Oggi proviamo a essere una presenza che accompagna, con umiltà e tenerezza, il cammino di un’altra persona.

Ifgc 🙏

Vangelo di oggi, lunedì 12 ottobre 2026 — Luca 11,29-32.Gesù richiama le f***e che cercano un segno e ricorda la convers...
12/10/2026

Vangelo di oggi, lunedì 12 ottobre 2026 — Luca 11,29-32.
Gesù richiama le f***e che cercano un segno e ricorda la conversione degli abitanti di Ninive alla predicazione di Giona. Riferimento: Vatican News.

Quante volte aspettiamo un segno prima di fidarci, di cambiare strada, di compiere quel passo che rimandiamo da tempo! Vorremmo una risposta evidente, qualcosa che cancelli ogni dubbio. Gesù ci invita invece a riconoscere ciò che abbiamo già davanti: la sua parola, la sua presenza, l’amore che ci raggiunge anche attraverso gli altri.

Gli abitanti di Ninive ascoltarono Giona e cambiarono vita; la regina del Sud affrontò un lungo viaggio per cercare la sapienza. Entrambi ci ricordano che la fede richiede disponibilità: ascoltare davvero, lasciarsi interrogare, accettare di rivedere le proprie convinzioni.

Anche per noi la conversione può cominciare da un gesto semplice: chiedere scusa, interrompere un giudizio affrettato, dedicare tempo a chi si sente solo. Non occorre aspettare un evento straordinario per scegliere il bene. Oggi possiamo domandarci: quale parola sto evitando di ascoltare? Quale piccolo cambiamento posso iniziare? Il cuore si apre quando alla ricerca di risposte accompagniamo il coraggio di vivere ciò che abbiamo compreso.

Ifgc 🙏

Domenica 11 ottobre 2026Matteo 22,1-14: la parabola del banchetto nuziale, nella XXVIII domenica del Tempo Ordinario. Va...
11/10/2026

Domenica 11 ottobre 2026
Matteo 22,1-14: la parabola del banchetto nuziale, nella XXVIII domenica del Tempo Ordinario. Vatican News.

Dio prepara una festa e ci invita a partecipare. Eppure gli invitati trovano altro da fare: il lavoro, gli affari, le proprie occupazioni. È una scena che ci somiglia. Anche noi possiamo essere tanto assorbiti dalle urgenze da trascurare ciò che dà senso alla vita: un incontro, una parola buona, un momento di preghiera.

Il re, però, apre la sala a chiunque si trovi per strada. Questo invito ci ricorda che nessuno deve considerarsi troppo lontano o indegno per avvicinarsi a Dio.
L’abito nuziale introduce una domanda più impegnativa: siamo disposti a lasciarci cambiare dall’amore ricevuto? Possiamo leggerlo come il segno di una risposta sincera, che diventa rispetto, misericordia e attenzione agli altri.

Oggi proviamo a riconoscere l’invito del Signore nelle occasioni più semplici. Una persona da ascoltare, un rancore da sciogliere, una visita rimandata: anche attraverso questi piccoli gesti possiamo entrare nella sua festa e condividere la gioia con qualcuno.
Ifgc 🙏

Vangelo di oggi, sabato 10 ottobre 2026 — Luca 11,27-28.«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osse...
10/10/2026

Vangelo di oggi, sabato 10 ottobre 2026 — Luca 11,27-28.

«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»

Una donna, colpita dalle parole di Gesù, esprime la propria ammirazione lodando sua madre. Gesù raccoglie quell’entusiasmo e apre una strada che tutti possono percorrere: la beatitudine appartiene a chi ascolta la Parola di Dio e la custodisce nella vita.
Possiamo leggere questo invito pensando alle nostre giornate. Ascoltare significa concedere spazio al silenzio, lasciare che una frase del Vangelo ci interroghi, accettare di rivedere un giudizio troppo frettoloso. Mettere in pratica significa poi compiere un passo concreto: offrire attenzione a chi è solo, trattenere una parola aspra, perdonare un’offesa, mantenere una promessa.

Maria stessa ci accompagna su questa strada con la sua disponibilità fiduciosa. Anche noi, con le nostre fragilità, possiamo accogliere ciò che Dio ci suggerisce.
Oggi proviamo a scegliere un piccolo gesto di bene e a portarlo fino in fondo. La Parola ascoltata troverà così una casa nelle nostre azioni, e qualcuno potrà sentirne il calore

Ifgc 🙏

Vangelo di oggi, venerdì 9 ottobre 2026 — Luca 11,15-26.Frase del giorno: Accogli Gesù e custodisci il bene nel tuo cuor...
09/10/2026

Vangelo di oggi, venerdì 9 ottobre 2026 — Luca 11,15-26.

Frase del giorno: Accogli Gesù e custodisci il bene nel tuo cuore.

Gesù libera un uomo dal male, eppure qualcuno trova il modo di sospettare persino di quel gesto. Accade anche a noi: un pregiudizio può impedirci di riconoscere il bene, soprattutto quando arriva da una persona che non stimiamo o non comprendiamo.

Questo Vangelo ci invita a uno sguardo più sincero e a una scelta quotidiana. Seguire Gesù significa raccogliere: unire invece di dividere, sostenere invece di scoraggiare, offrire pace invece di alimentare rancori.

L’immagine della casa ci ricorda inoltre che il cuore ha bisogno di essere abitato e custodito. Non basta allontanare una cattiva abitudine: occorre coltivare qualcosa di buono al suo posto, attraverso la preghiera, l’ascolto e piccoli gesti d’amore.

La vigilanza cristiana può diventare così una cura serena della propria vita interiore. Oggi chiediamoci quale spazio stiamo dando alla gratitudine, al perdono e alla presenza di Dio. Anche un gesto semplice può aprire una finestra e lasciare entrare la luce.

Ifgc 🙏

Giovedì 8 Ottobre 2026Ci sono momenti in cui pregare sembra bussare a una porta chiusa. Portiamo nel cuore una preoccupa...
08/10/2026

Giovedì 8 Ottobre 2026

Ci sono momenti in cui pregare sembra bussare a una porta chiusa. Portiamo nel cuore una preoccupazione, chiediamo aiuto e attendiamo una risposta che tarda. Gesù ci invita a perseverare, con la fiducia di chi sa di essere amato.

L’uomo della parabola cerca pane per un amico arrivato da lontano: la sua insistenza nasce dal desiderio di accogliere qualcuno. Anche la nostra preghiera può allargarsi, diventare attenzione per chi ha fame, soffre o si sente solo.

Il Padre conosce ciò di cui abbiamo bisogno. Il dono promesso è lo Spirito Santo: una presenza che sostiene, illumina le scelte e ci aiuta ad attraversare le difficoltà. A volte la risposta prende la forma di una forza inattesa, di una persona vicina, di un passo finalmente possibile.

Oggi continuiamo a bussare con semplicità. E domandiamoci se, per qualcuno, possiamo essere noi quella porta che si apre.

Ifgc 🙏

La vigna della parabola è stata preparata con cura: qualcuno l’ha piantata, protetta e affidata a mani altrui. Anche la ...
04/10/2026

La vigna della parabola è stata preparata con cura: qualcuno l’ha piantata, protetta e affidata a mani altrui. Anche la nostra vita contiene doni che abbiamo ricevuto: persone, capacità, occasioni, affetti. Il rischio è abituarci a tutto questo, fino a considerarlo una proprietà da difendere anziché un bene da custodire.

I contadini dimenticano il padrone e respingono chi viene a cercare i frutti. È una domanda che raggiunge anche noi: che cosa stiamo facendo di ciò che ci è stato affidato? La fede prende forma nella pazienza, nella gratitudine, nella disponibilità verso chi ci vive accanto.

Portare frutto può significare ascoltare senza fretta, rinunciare a una parola dura, riconoscere un aiuto ricevuto. Sono gesti piccoli, ma rendono fertile la giornata. Anche dopo una stagione difficile possiamo ricominciare a coltivare il bene.

Oggi fermiamoci un momento: quale dono posso trasformare in un gesto d’amore, invece di tenerlo soltanto per me?

Ifgc 🙏

Sabato 3 Ottobre 2026I discepoli tornano dalla missione pieni di entusiasmo: hanno visto il bene vincere e sentono di av...
03/10/2026

Sabato 3 Ottobre 2026

I discepoli tornano dalla missione pieni di entusiasmo: hanno visto il bene vincere e sentono di aver compiuto qualcosa di importante. Gesù accoglie la loro gioia, ma la orienta verso una certezza più profonda: essere conosciuti e amati da Dio.

Anche noi misuriamo spesso una giornata dai risultati ottenuti, dagli apprezzamenti ricevuti, dalle cose riuscite. Quando qualcosa va storto, rischiamo di sentirci meno utili, quasi meno degni di amore. Il Vangelo ci ricorda che il nostro valore rimane, anche nelle giornate senza applausi.
Avere il proprio nome scritto nei cieli significa custodire la fiducia che la nostra vita è cara al Padre. Da questa fiducia nasce una gioia discreta, capace di accompagnarci nella fatica e nella solitudine.

Gesù ringrazia il Padre perché si rivela ai piccoli: a chi sa ascoltare e lasciarsi sorprendere. Oggi proviamo a compiere un gesto buono senza cercare riconoscimenti, con la serenità di saperci già amati.

Ifgc 🙏

Vangelo del 1° ottobre 2026 — Luca 10,1-12«Pace a questa casa!»Gesù manda i discepoli a due a due: la pace si annuncia g...
01/10/2026

Vangelo del 1° ottobre 2026 — Luca 10,1-12

«Pace a questa casa!»

Gesù manda i discepoli a due a due: la pace si annuncia già attraverso il modo di camminare insieme, sostenendosi e condividendo le difficoltà. Non chiede loro di impressionare nessuno, ma di entrare nelle case con semplicità, portando vicinanza, cura e speranza.

Anche noi, ogni giorno, entriamo nella vita degli altri: con una visita, una telefonata, un messaggio, una parola detta in famiglia. Che cosa portiamo? Serenità oppure inquietudine? Ascolto oppure giudizio? La pace del Vangelo comincia da questi piccoli incontri, quando rinunciamo a imporci e scegliamo di accogliere.

Essere mandati come agnelli significa conservare la mitezza anche davanti alla durezza. Il rifiuto può ferire, ma non deve trasformarci in persone amare o aggressive. Il Regno rimane vicino, anche quando non viene riconosciuto.

Oggi possiamo diventare operai di questa messe con un gesto semplice: cercare qualcuno che si sente solo e offrirgli tempo, attenzione e una presenza capace di portare pace.

Ifgc 🙏

Domenica 27 Settembre 2026Il primo figlio dice di no, ma poi cambia idea e va a lavorare nella vigna. Il secondo rispond...
27/09/2026

Domenica 27 Settembre 2026

Il primo figlio dice di no, ma poi cambia idea e va a lavorare nella vigna. Il secondo risponde con rispetto, promette di andare, ma resta fermo. Gesù ci invita a guardare oltre le parole: ciò che conta è la risposta che prende forma nella vita.

Può capitare anche a noi di iniziare male, di rifiutare un impegno o di non trovare subito la generosità necessaria. Il Vangelo lascia aperta una possibilità: possiamo ripensarci. Un errore non deve diventare l’ultima parola su di noi. Allo stesso tempo, le buone intenzioni hanno bisogno di un passo concreto, anche piccolo.
Oggi la nostra “vigna” potrebbe essere una persona da ascoltare, una promessa da mantenere, un gesto di cura rimandato da tempo. Chiediamoci quale passo possiamo compiere davvero, senza
aspettare di sentirci perfetti.

Ifgc 🙏

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