S.Maria del Sasso e del Buio. Bibbiena

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19/03/2026
IV Domenica di Quaresima (Laetare) – Anno ALa quarta domenica di quaresima, tradizionalmente chiamata Domenica Laetare, ...
14/03/2026

IV Domenica di Quaresima (Laetare) – Anno A

La quarta domenica di quaresima, tradizionalmente chiamata Domenica Laetare, ci invita a una gioiosa pausa nel cammino penitenziale verso la Pasqua. Il tema più ricorrente di questa domenica potrebbe essere il passaggio dalle tenebre alla luce, una trasformazione che riguarda non solo la vista fisica, ma soprattutto la ricerca spirituale per riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita.
Il Vangelo dell'uomo nato cieco diventa un grande messaggio di speranza, guarigione, rinnovamento e illuminazione interiore. Il miracolo compiuto da Gesù non è solo un atto di compassione verso un cieco, ma un segno che rivela la sua missione: portare la luce dove c'è tenebra, la verità dove c'è confusione e la liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte.
Il cieco dalla nascita rappresenta ogni credente che, attraverso l’incontro con Gesù, passa gradualmente dalla cecità alla fede. Il suo cammino è progressivo: prima riconosce Gesù come uomo, poi come profeta, infine come Signore da adorare. È un passaggio che riflette il nostro cammino battesimale e quaresimale: lasciarci toccare, purificare e illuminare dalla grazia.
In contrasto, i farisei manifestano una cecità più profonda: quella del cuore. Pur avendo gli occhi aperti, non riescono a vedere l’opera di Dio perché sono prigionieri dell’orgoglio, della rigidità e della paura di perdere il proprio potere. Il Vangelo ci ricorda che la vera cecità non è la mancanza di vista, ma quella che nel cuore che nasce dalle nostre paure, dai pregiudizi, dall’orgoglio e dalle chiusure interiori che non ci permettono di riconoscere la verità quando si manifesta davanti a noi.
La prima lettura ci rivela che Dio guarda al cuore, non all'apparenza. Mentre l'uomo guarda secondo criteri esteriori, il Signore sceglie Davide perché il suo cuore è pieno di fede e aperto allo Spirito; infatti, egli segue la luce divina.
San Paolo, nella seconda lettura (Ef 5,8-14), ci esorta a vivere come “figli della luce”, producendo frutti di bontà, giustizia e verità. La luce non è solo un dono da accogliere, ma una responsabilità da testimoniare. Proprio come il cieco guarito diventa messaggero di buona novella e di luce, così anche noi siamo chiamati a portare luce nelle relazioni, nelle comunità e nelle situazioni in cui prevalgono l'oscurità e la sfiducia.
Vorrei concludere con una preghiera riflessiva di San Patrizio, che offre anche consigli concreti: "Possa la via crescere con voi. Il vento essere alle vostre spalle, il sole scaldare il vostro viso, e possa Dio tenervi nel palmo della sua mano. Prendetevi il tempo per amare, questo è il privilegio che Dio vi dà. Prendetevi il tempo per essere amabili, questo è il cammino della gioia. Prendetevi il tempo per ridere, perché il sorriso è la musica dell’anima. Prendetevi il tempo per amare Dio e le persone che avete accanto a voi ogni giorno con molta, molta tenerezza, perché la vita è troppo corta per essere egoisti."

La Terza Domenica di Quaresima 2026La Terza Domenica di Quaresima ci porta al pozzo di Giacobbe, dove Gesù incontra la d...
08/03/2026

La Terza Domenica di Quaresima 2026

La Terza Domenica di Quaresima ci porta al pozzo di Giacobbe, dove Gesù incontra la donna samaritana. Questo semplice dialogo rivela il cuore della sua missione ciòè raggiungere ogni persona nella sua sete più profonda e offrirle l'acqua viva della grazia, capace di trasformare la vita. Gesù, stanco e assetato, chiede da bere. In questa sete fisica si nasconde, come ricorda sant’Agostino, la sete del cuore di Cristo: la sete della nostra salvezza. Egli desidera incontrare quella donna che professava una fede eretica e restituirle e aprire in lei una sorgente interiore che non si esaurisce mai.
Il dialogo si sposta dall'acqua del pozzo all'acqua viva, simbolo dello Spirito Santo, dono gratuito che rigenera e rinnova.
Gesù conosce il passato della donna, ma non per giudicarla, bensì per concederle la grazia della guarigione e del perdono. La Samaritana lascia la sua brocca, gesto eloquente di abbandono dei "pozzi" che non hanno mai saziato. In tutto il racconto, Gesù ci insegna a lasciare le brocche delle relazioni sbagliate, dell'orgoglio e dell'avidità, con Dio e con il prossimo. La Samaritana diventa una testimone credibile, capace di condurre un intero villaggio a Gesù. In questo racconto, la donna afferma che l'acqua viva non solo disseta, ma trasforma e prepara alla vita eterna.
La Prima Lettura (Es 17,3-7) ci ricorda che anche nei deserti della vita Dio non abbandona. Il popolo mormorava, dubitava, si ribellava, ma il Signore fa scaturire acqua dalla roccia: una grazia che precede ogni merito e chiede solo fiducia. È l’immagine di un Dio che non risponde al peccato con il castigo, ma con un dono inatteso di perdono.
San Paolo (Rm 5,1-2.5) ci ricorda che l’amore di Dio è “riversato nei nostri cuori” come acqua viva che non si esaurisce mai. Questa grazia entra nelle fragilità, le trasforma in forza, speranza e perseveranza, e ci rende a nostra volta sorgenti per gli altri.
Le letture di oggi ci pongono una domanda decisiva: quale brocca devo lasciare perché la grazia possa davvero fluire nella mia vita? Come la Samaritana, anche noi siamo invitati a lasciare ai piedi del Signore tutto ciò che appesantisce il nostro cuore: le nostre rigidità, i nostri conflitti interiori, e le ferite che portiamo nel cuore. Quando ci liberiamo da queste “brocche” che ci trasciniamo dietro, lo Spirito trova spazio per riempirci, ammorbidirci e offrirci guarigione, una comprensione che apre ponti, una fede che sostiene e crea in noi un rinnovato desiderio di grazia e perdono”. Quindi cerchiamo di essere ricercatori di acqua viva che offre la pace, lava dal peccato e soddisfa la sete spirituale, agendo come collegamento diretto con la misericordia di Dio.

07/02/2026
14/01/2026
14/01/2026

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Battesimo del Signore 2026Oggi con grande gioia  celebriamo la festa del battesimo del Signore. Nel Vangelo abbiamo asco...
10/01/2026

Battesimo del Signore 2026

Oggi con grande gioia celebriamo la festa del battesimo del Signore. Nel Vangelo abbiamo ascoltato che Gesù andò da Giovanni Battista per farsi battezzare, un battesimo di pentimento destinato ai peccatori che volevano cambiare vita. Gesù scelse il battesimo per mostrare profonda umiltà e solidarietà con noi. Fin dall'inizio della sua vita pubblica, egli volle stare al fianco dei peccatori, dei deboli, degli scoraggiati, degli afflitti e degli emarginati. Non è venuto per giudicare da lontano, ma per camminare con noi nelle sfide della vita. Entrando nelle acque del fiume Giordano, Gesù ci mostra un Dio che si fa vicino, un Dio che non è lontano dalla debolezza e dalle difficoltà umane.
L'evento del battesimo è una manifestazione unica della Santissima Trinità: Dio Padre parla dal cielo, il Figlio è nell'acqua e lo Spirito Santo discende come una colomba. Questo rivela la natura di Dio e la vita trinitaria in cui i credenti sono accolti attraverso il battesimo. Questo evento rivela l'identità del Suo Figlio unigenito e il Suo profondo amore per lui.
I cieli aperti simboleggiano la fine della separazione tra Dio e l'umanità causata dal peccato e rivelano che Egli non è più silenzioso o distante, ma presente tra noi. I cieli aperti permettono alla vita e all'amore di fluire tra il divino e gli esseri umani, ristabilendo un rapporto diretto con Dio. La discesa dello Spirito è un'affermazione divina e un'unzione per la missione che simboleggia una nuova era, una svolta piena di speranza negli eventi e l'inizio della rinnovata creazione di Dio in Gesù. La voce del Padre rivela una relazione di amore, fiducia e approvazione della missione di Gesù, attraverso la quale il mondo è riconciliato con Dio.
La seconda lettura degli Atti degli Apostoli ci ricorda che questa missione è per tutti. San Pietro qui apprende che Dio non mostra favoritismi ma Gesù è venuto per tutti, indipendentemente dalla loro provenienza, razza o passato. Le letture di oggi ci ricordano il nostro battesimo, nel quale siamo chiamati figli amati di Dio e inviati nella missione di Gesù.
In questa festa, siamo chiamati a ricordare che il battesimo non è solo un evento passato. È una chiamata e una missione quotidiana. La missione è portare guarigione, gentilezza e speranza agli altri, in particolare ai depressi, ai malati e agli emarginati, affrontando le sfide come Gesù. Come dice un vecchio proverbio, comprendiamo il battesimo come un'armatura, la fede come un elmo, l'amore come una lancia e la pazienza come uno scudo completo per compiere la missione di Gesù.

05/01/2026

Il 5 gennaio 1885, 141 anni fa, Padre Alberto Radente, morì a Napoli. Era nato il 30 marzo 1817 nella stessa città partenopea e vestì l’abito religioso domenicano molto giovane, l’8 dicembre 1833.

Insigne docente di diritto canonico e di teologia, è considerato l’artefice della conversione di San Bartolo Longo, a cui fu presentato il 29 maggio del 1865. Da quel giorno gli incontri si intensificarono tanto da consentire, in breve tempo, la radicale “trasformazione” del Fondatore del Santuario, che si era allontanato dalla fede.

Sarà proprio Padre Alberto a suggerire a Longo di recarsi al Convento del Rosariello, a Napoli, per incontrare Suor Maria Concetta De Litala e chiederle il Quadro della Vergine che lo stesso Domenicano le aveva lasciato in custodia. È la Tela della Madonna di Pompei che, oggi, è venerata in Santuario e in tutto il mondo.

Indirizzo

Santuario Maria Del Sasso Bibbiena
Bibbiena
52011

Orario di apertura

Lunedì 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Martedì 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Mercoledì 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Giovedì 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Venerdì 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Sabato 06:50 - 12:30
15:00 - 19:30
Domenica 07:50 - 12:30
15:00 - 19:30

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