Sorelle Clarisse Bergamo

Sorelle Clarisse Bergamo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Sorelle Clarisse Bergamo, Chiesa cattolica, Via Lunga, 20, Bergamo.

La nostra chiesa è sempre aperta, immagine del cuore di ogni sorella disponibile ad accogliere e a custodire con Cristo, le gioie e i desideri, le sofferenze e i dolori di ogni donna e di ogni uomo. La nostra presenza continua ad esprimere la vitalità del carisma di Chiara d’Assisi in terra bergamasca, con la freschezza della fraternità e della povertà, ricchezza di chi non ha nulla ma possiede tu

tto! Pregare insieme è contagiare i fratelli della propria gioia di vivere, è ricevere forza per il cammino della vita, è riconoscersi tutti sotto il tenero sguardo di Dio Padre, è espressione d’amore e di gratitudine. Se vuoi pregare con noi, ti aspettiamo:
Giorni feriali
Ore 6.50 lodi mattutine
Ore 7.15 celebrazione eucaristica
Ore 8 ora terza
Ore 12.20 ora sesta
Ore 15 ora nona
Ore 17.30 Rosario - Vespri

Giovedì
Ore 18 Adorazione eucaristica
Ore 19 Vespri

Giorni festivi
Ore 6.45 lodi mattutine
Ore 7.15 celebrazione eucaristica
Ore 9 ora terza
Ore 11.45 ora sesta
Ore 15.15 esposizione e adorazione eucaristica
ora nona
Ore 18 Vespri

Nuovamente il sabato, nuovamente una norma che viene travolta e stravolta dal legalismo. Nuovamente una feroce disputa c...
07/09/2026

Nuovamente il sabato, nuovamente una norma che viene travolta e stravolta dal legalismo. Nuovamente una feroce disputa contro chi crede di essere fedele alla Legge e gradito a Dio e che, invece, ne tradisce il volto. Il poveraccio con la mano paralizzata che viene guarito di sabato è l'occasione per iniziare una nuova disputa contro l'eccessiva libertà di interpretazione di Gesù. Eppure il Signore è l'unico che fa qualcosa di intelligente e di gradito a Dio: fa alzare l'ammalato, gli restituisce dignità, pesantemente compromessa in una società che attribuiva alla punizione divina la malattia, aumentando a dismisura il senso di colpa, e lo mette in mezzo. È l'ammalato al centro dell'attenzione di Gesù, non certo una norma attribuita a Dio! Una legge fatta per la maggiore gloria di Dio e dell'uomo, non certo per la sua mortificazione! E noi, quando accogliamo le norme scaturite dalla fede, mettiamo al centro l'uomo o la regola? Attenzione, però, oggi si tende a soprassedere a qualunque norma, in nome di un inopportuno buonismo; ricordiamoci sempre che la norma è l'abito dell'amore...
Paolo Curtaz

Buona domenica!
06/09/2026

Buona domenica!

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome...
05/09/2026

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.
Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome di Gesù è: fratello e amico! Nel mio nome vuol dire: quando due persone vivono un legame secondo Vangelo, allora Dio è lì. Quando due si guardano con bontà e verità lì c’è Dio. Quando un uomo e una donna, un genitore e un figlio o due amici si ascoltano con amore vigile, lì c’è Dio. Quando hai fame e sete di giustizia e di pace, per te e per gli altri, lì c’è Dio. Solo allora reale e spirituale coincidono.
E se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo. Lo scandalo del perdono è che è la vittima a doversi convertire per prima. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.
Ma cosa mi autorizza a intervenire nella vita dell’altro? La ragione è tutta in una parola: Se tuo fratello… Solo se senti l’altro come fratello, se sai la sua speranza e la sua gioia, solo se hai assaggiato l’amaro delle sue lacrime, sei autorizzato a intervenire. Altrimenti sarebbe solo aggressione.
Chi ci ama ci sa riprendere, chi non ci ama sa solo ferire o adulare. Dopo aver così interrogato il cuore, tu va’ e parla, fai il primo passo, sii tu a riallacciare la relazione. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello.
Verbo stupendo: guadagnare un fratello. C’è gente che guadagna stima o potere o denaro, e poi c’è gente che guadagna fratelli. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l’unica politica economica che produce vera crescita.
E, alla fine, una frase da capire bene: Se non ascolta neppure i testimoni, quel fratello sia per te come il pagano. Sia un escluso, uno scarto, un rifiuto? No. Con lui farai come Gesù, che siede a tavola con i pubblicani e i peccatori e discute di pane e briciole con la donna pagana; ricomincerai anche tu, con paziente fiducia, ad annunciare la bella notizia della tenerezza di Dio chino su ciascuno dei suoi figli.
A Dio che gli chiede dove è Abele, Caino risponde: Sono forse io il custode di mio fratello? La replica è chiara: Sì, tu sei il custode. Neppure Abele è esentato: alla fine Dio chiederà proprio ad Abele e alle vittime: Tu cosa hai fatto di tuo fratello Caino? Ti sei riconciliato? Ti sei preso cura di lui?
Allora tutto quello che legherete o scioglierete sulla terra lo sarà anche in cielo. Non si tratta del potere giuridico dell’assoluzione, ma del mandato fondamentale di tessere strutture di riconciliazione.
Ciò che avete riunito e riconciliato attorno a voi, tutti i legami buoni che avete creato li ritroverete nel cielo. Ciò che avete liberato attorno a voi come energia di vita nuova, di audacia, di sorrisi, non sarà più cancellato, è storia del tempo e dell’eternità. Ciò che libererete avrà libertà per sempre, ciò che unirete sarà in comunione per sempre.
P. Ermes Ronchi

Il Figlio dell'uomo è signore del sabato. E della Scrittura, che conosce attentamente, anche nelle sottigliezze e sfumat...
05/09/2026

Il Figlio dell'uomo è signore del sabato. E della Scrittura, che conosce attentamente, anche nelle sottigliezze e sfumature che sa interpretare. E della storia di Israele, traendo dal passato un utile insegnamento per il presente. E del buon senso di chi, rispettando la Legge nella sua essenza, non si lascia travolgere dal legalismo. Sì, Gesù è signore del sabato e molto di più. E non confonde le grandi intuizioni della Parola di Dio con le beghe insignificanti in cui continuamente si infilano i farisei di ieri e di oggi. Il sabato è un dono prezioso, certo, ricorda a Israele di essere un popolo di liberi, non di schiavi. Perciò il sabato va rispettato, per fare memoria della propria dignità, del proprio destino, della propria intima chiamata. Va rispettato con intelligenza, come ancora oggi sanno fare gli ebrei praticanti, spegnendo il cellulare e il televisore per stare in famiglia ed intessere relazioni. E come dovremmo fare noi cristiani, che al sabato abbiamo aggiunto la domenica, memoriale della resurrezione di Cristo, per ricordarci che non solo siamo liberi, ma anche figli di Dio. Ma tutto questo in una logica di libertà, non di sterile legalismo!
Paolo Curtaz

Quanto è difficile staccarsi dalle nostre abitudini religiose! Anche quelle apparentemente sane e sante... Anche quelle ...
04/09/2026

Quanto è difficile staccarsi dalle nostre abitudini religiose! Anche quelle apparentemente sane e sante... Anche quelle cattoliche e che ci hanno insegnato. Non basta sovrapporre la novità del Vangelo a ciò che pensiamo di credere: ci è necessaria un'autentica conversione del cuore, un cambiamento radicale che non sempre siamo disposti a fare. Accogliere il Vangelo così com'è, metterlo in relazione con la nostra vita, con le nostre convinzioni, significa assumere un atteggiamento di umiltà, di ascolto, di discepolato. A volte ci irrigidiamo nelle nostre posizioni che ci derivano dall'abitudine: quanto è difficile cambiare qualcosa in una parrocchia! E, badate, non si discute mai dei massimi sistemi, della carità da rendere più operosa, della presenza sul territorio dei cristiani... ma degli orari delle messe e dei vestiti della prima comunione. Vale la pena interrogarsi e cambiare atteggiamento: siamo invitati alle nozze dell'agnello ed è lui il centro e il cuore del nostro agire. Con coraggio e verità lasciamo che sia la Parola di Dio a determinare le nostre scelte pastorali e non viceversa...
Paolo Curtaz

Quale forza dovevano avere le parole di Gesù? E il suo modo di pronunciarle? E il suo tono di voce? Quanta intensità e c...
03/09/2026

Quale forza dovevano avere le parole di Gesù? E il suo modo di pronunciarle? E il suo tono di voce? Quanta intensità e credibilità dovevano contenere i suoi discorsi se le f***e si accalcavano, facevano ressa per poterlo ascoltare? Quanta verità le persone coglievano nelle sue parabole, nei suoi insegnamenti, nei suoi giudizi per lasciare le proprie occupazioni, percorrere decine di chilometri e fermarsi ad ascoltarlo? Quella stessa Parola, ora, ci appartiene, ci è affidata e siamo chiamati a raccontarla. Certo, mai riusciremo ad eguagliare il Maestro ma un discepolo totalmente donato alla causa del Vangelo può fare cose più grandi di lui. Trattiamola bene, la sua Parola: leggiamola, capiamola, studiamola, meditiamola, viviamola, finché illumini ogni aspetto della nostra e dell'altrui vita. E non accampiamo scuse, come fa Pietro: certo, siamo peccatori, siamo in continua conversione ma non per questo indegni di accogliere ed annunciare il Vangelo. Prendiamo il largo, allora, iniziamo la nostra giornata gettando le reti: è Dio che ha il potere di moltiplicare i nostri sforzi e renderli fecondi.
Paolo Curtaz

La suocera di Pietro è l'immagine della nuova comunità che non si raduna nella sinagoga, frequentata anche da indemoniat...
02/09/2026

La suocera di Pietro è l'immagine della nuova comunità che non si raduna nella sinagoga, frequentata anche da indemoniati, da persone, cioè, che fingono senza essere davvero credenti, ma in casa. La casa e il cortile sono la nuova dimensione della fede e anche noi, come la suocera, siamo guariti per servire, per aiutare il Signore Gesù nella sua missione di annuncio e di guarigione da ogni tenebra, da ogni ombra dell'anima. Il segreto dell'energia guaritrice del Signore è la sua preghiera intensa e solitaria. Il contatto notturno col Padre lo ristora e gli dona la capacità di ascoltare e di accogliere i tanti che si rivolgono a lui. Così è anche per noi: per dimorare nella fede, per servire, per poter guarire noi stessi e le persone che ci sono affidate siamo chiamati a dedicare spazio e tempo alla preghiera prolungata e alla meditazione della Parola. Stiamo solo attenti a non credere di avere Gesù in esclusiva, a credere di possederlo, di possederne la conoscenza. Gesù è sempre altrove, avanti, tutto orientato a diffondere la Parola ovunque sia possibile. E così dobbiamo fare anche noi, discepoli di questo Maestro che non ha dove posare il capo.
Paolo Curtaz

La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato ricorre il 1° settembre e segna l’inizio del Tempo del Creato, ...
01/09/2026

La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato ricorre il 1° settembre e segna l’inizio del Tempo del Creato, che si conclude il 4 ottobre, festa liturgica di San Francesco d’Assisi.
Il Messaggio del Santo Padre Leone XIV per questa Giornata ha per tema “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4). Un testo che pone in risalto lo stretto legame tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente.
Si legge nel Messaggio: «Per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana. La chiamata profetica a “forgiare le spade in vomeri” (cfr Is 2,4) non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona».
E ancora: «La Scrittura ci raccomanda di custodire i nostri cuori, poiché è da essi che sgorga tutto ciò che facciamo (cfr Pr 4,23). Se ci assumiamo questo compito con umiltà e fede, diventeremo collaboratori nell’opera di rinnovamento di Dio. Passeremo, lentamente ma inesorabilmente, dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione e dalla violenza alla pace».

Oggi si parla poco e male del demonio, soprattutto nei nostri ambienti, come se fosse una specie di drammatico eroe roma...
01/09/2026

Oggi si parla poco e male del demonio, soprattutto nei nostri ambienti, come se fosse una specie di drammatico eroe romantico così simile alle rappresentazioni cinematografiche che tentano di descriverlo. Non è una caricatura, il Maligno, esiste ed agisce, con astuzia e capacità: confonde il bene con il male, la luce con le tenebre, rende tutto plausibile, innocente, possibile. Il Vangelo si pone ad una distanza intermedia fra il mondo che irride e nega l'esistenza del demonio e i devoti che gli attribuiscono ogni azione, discolpandosi delle loro responsabilità. È vero: l'avversario vuole allontanarci da Dio ma noi siamo liberi, abbiamo il libero arbitrio, siamo capaci di decidere, possiamo scegliere. E per scegliere, per discernere, abbiamo con noi la splendida parola del Signore Gesù, faro che illumina ogni angolo nascosto, che, con autorevolezza, ci aiuta a capire come è meglio agire nelle nostre vite. Meditiamo la Parola con costanza ed assiduità, allora, sapendo che può illuminare le nostre scelte ed orientare i nostri passi verso la pienezza della luce. L'avversario, allora, lascia la nostra casa senza farci alcun male.
Paolo Curtaz

Indirizzo

Via Lunga, 20
Bergamo
24125

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