03/06/2026
3 Giugno – 4° giorno TREDICINA A SANT’ANTONIO
La Parola di Dio
Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.
“Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento […]”
(Gv 14,23 ; 15,4-5)
Dagli scritti di Sant’Antonio: Con la grazia è lo stesso Spirito Santo che come uno sposo si unisce all’anima che l’amore penitente ha purificato. Nozze divine da cui nasce il cristiano, erede della vita eterna… Perciò possiamo dire al Figlio di Dio: “Ecco noi siamo tue ossa e tua carne”.
Signore Gesù, pietà della nostra debolezza, perdono per i nostri peccati! Pietà di noi, membra tue, o Signore; tendici la mano fraterna, affinché ogni giorno della vita terrena sia un passo avanti nel nostro pellegrinare verso la Casa celeste. Fa’ che noi peccatori ci avviciniamo a Te, che Ti ascoltiamo. Degnati di accoglierci con Te e ristorarci alla Mensa della vita eterna!”.
Preghiamo
Fa’ che torniamo, Dio della salvezza, all’unione d’amore con Te, perché senza di Te non possiamo fare niente e il nostro cuore non trova pace finché non riposa in Te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
– Padre nostro…
L’umile esaltate
Il Santo Vangelo insegna: «Chi si umilia sarà esaltate». Questa verità vale particolarmente per frate Antonio rimasto fino allora, nel più grande nascondimento e la cui scienza venne conosciuta per caso.
Nel settembre del 1222, nella cattedrale di Forlì, si teneva la consacrazione sacerdotale di alcuni chierici francescani e domenicani. Fra quelli che assistevano al sacro rito c’era anche frate Antonio. Al termine della cerimonia il predicatore che doveva tenere l’importante discorso sulla grandezza del Sacerdozio venne a mancare. lì Padre Provinciale rivolse l’invito a parecchi, ritenuti bravi oratori, ma tutti si rifiutarono perché impreparati. Si rivolse allora al nostro fraticello che per obbedienza accettò e salì sul pulpito.
Tutti si aspettavano di sentire poche parole incerte e disadorne, invece dopo un’introduzione calma frate Antonio incominciò ad infervorarsi e pronunciò un discorso chiaro, vibrante e pieno di sapienza. Fu per tutti una rivelazione e il Padre Provinciale lo nominò predicatore della Romagna contro l’eresia degli Albigesi.
Da quel giorno frate Antonio cominciò a percorrere le città d’Italia attirando tanta gente ad ascoltare la sua infiammata parola.
– Conservati umile se vuoi avere la predilezione del Signore.