Monastero San Vincenzo Martire

Monastero San Vincenzo Martire Monaci Benedettini Silvestrini. Un luogo di pace, di preghiera, di silenzio. Anche tu puoi venirci a trovare, sarai benvenuto. Potrai condividere la nostra vita.

Nel 1941 la chiesa di san Vincenzo, da anni in stato di abbandono, con un piccolo casolare annesso sulla facciata destra della chiesa e dei ruderi alla sinistra fu donata dal principeI ruderi ritrovati nel 1941 Innocenzo Odescalchi all'abate Luigi Merluzzi, procuratore generale e rappresentante legale della Congregazione Silvestrina. Detta chiesa fu fatta costruire intorno al 1631 dal marchese Vin

cenzo Giustiniani e dedicata al martire spagnolo san Vincenzo. Doveva essere, nell'intenzione del colto mecenate, il centro di un borgo e la chiesa mausoleo della sua illustre famiglia. Il progetto della chiesa è quasi sicuramente opera del Maderno, l'architetto che aveva già lavorato a S. Pietro. Arrivati i primi monaci si adoperarono per rendere agibile la stessa chiesa e le camere annesse. Iniziarono con la riparazione dei ruderi e subito dopo l'edificazione delle nuove strutture. Nel 1945, il 25 novembre, la vigilia della festa del nostro fondatore S. Silvestro, fecero ingresso i primi 4 ragazzi raccolti dall'abate Ildebrando Gregori perché privati dalla guerra di ogni affetto famigliare e di ogni sostentamento. L'evento segnò l'inizio di un'attività che nello spazio di pochi anni Il Monastero oggi raggiungerà proporzioni davvero notevoli. Sorgevano con ritmo incessante nuovi edifici per le pressanti richieste di accoglienza della gioventù abbandonata, i figli della guerra, i figli degli emigrati all'estero, i figli dei carcerati e tutti quelli che si trovavano in stato di abbandono. Verso la metà degli anni settanta l'Istituto San Vincenzo accoglieva oltre 650 ragazzi inseriti in scuole di specializzazione e preparati nel modo migliore ad affrontare la vita. Gli istituti di accoglienza per minori subirono un rapido declino fino alla chiusura totale verso la fine degli anni settanta. Per molto tempo il Monastero San Vincenzo è rimasto quasi inattivo in attesa di scrutare le nuove necessità. Dal 1983 è iniziata una progressiva ristrutturazione, facilitata da una munifica donazione dei coniugi Gabriella Montenero e Giulio Sansoni e che ha portato alla realizzazione di una vasta ed attrezzata foresteria.

CONCERTO MUSICA ANTICADOMANI, 3 SETTEMBRE 2026 ORE 16:00Chiesa Monastero San Vincenzo Martire. Bassano Romano
02/09/2026

CONCERTO MUSICA ANTICA
DOMANI, 3 SETTEMBRE 2026 ORE 16:00
Chiesa Monastero San Vincenzo Martire. Bassano Romano

25/08/2026
10/08/2026

FAMIGLIA CRESCE :) :) :)

09/08/2026

Durante il periodo della scomparsa, il Padre Priore e tutta la Comunità dei monaci hanno pregato e accompagnato la Ministra con la preghiera monastica nel suo dolore e nel suo lutto.

La riflessione della Messa di sabato, tenuta dal Priore Conventuale, è stata inoltre dedicata al suffragio del nostro caro e amato Prof. Luigi Cavallari.

Omelia per le esequie del Prof. Luigi Cavallari

Carissimi fratelli e sorelle,
dal 27 giugno avevamo tenuto accesa nei nostri cuori la «fiaccola della speranza», nulla si conosceva più del Prof. Luigi Cavallari, era scomparso. Per settimane egli è apparso invisibile ai nostri occhi, alla nostra vista e ai “radar” del mondo; ma mai è stato invisibile agli occhi di Dio, mai lontano dalla sua divina visione né dal suo sguardo benigno e misericordioso. Dopo oltre un mese di incessanti ricerche, il 4 agosto il suo corpo è stato ritrovato nelle profondità del lago di Vico, nei pressi del Lido dei Pioppi, poco distante dalla zona da cui era partito con la barca. Un ritrovamento avvenuto al termine di una complessa attività di ricerca coordinata dai Vigili del Fuoco, che ringraziamo.
Da parte nostra, come Chiesa e comunità di fede, si è levato in questo tempo un grido forte verso il Cielo. È lo stesso grido che abbiamo ascoltato nella Prima Lettura di oggi dal Profeta Abacuc: «Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo!» (Ab 1,12)
Sì, fratelli, noi lo crediamo con forza: Luigi non è morto, si è addormentato nel Signore. Per il cristiano, la morte non è una fine rovinosa, ma un fine premuroso, cioè la meta e lo scopo supremo da raggiungere: la vita beata presso Cristo Gesù (autore, sostenitore e perfezionatore di ogni nostra esistenza). Come ci insegnano i Padri del deserto, la morte del giusto non è un precipitare nel nulla, ma un felice ritorno alla casa del Padre: «Per il credente», scriveva San Macario il Grande, «il momento del passaggio da questa vita non è tenebra, ma il risveglio dell’anima nell’abbraccio della Luce inaccessibile» (Omelie Spirituali, Omelia XXII, 3).

Ricordiamo con commozione che il nostro Carissimo Prof. Luigi aveva appena festeggiato, nello scorso mese di marzo, le nozze d’oro con la sua amata sposa, la. nostra Sorella nella fede la ministra Eugenia Roccella. Nella certezza che l’amore autentico non muore perché Dio è amore, ci stringiamo oggi con affetto a Eugenia e a tutta la famiglia.

Di fronte al mistero del dolore e all’apparente silenzio di Dio, il Profeta Abacuc ci ha dato voce chiedendo: «Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male... perché taci mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui?». Ma la Sacra Scrittura e la fede ci guidano a compiere un passaggio fondamentale: “dal blépo” (il semplice guardare fisico, umano e limitato) “all’oráo” (il vedere dentro, lo sguardo della fede). Con gli occhi della fede riconosciamo che tutto il bene compiuto da Luigi, le sue buone opere, la sua profonda dedizione al bene comune e l’amore donato al prossimo sono accreditati presso Dio a giustizia.
È questo il grande patrimonio e il testamento spirituale che Luigi ci lascia: “una testimonianza di vita sobria, discreta, silenziosa, eppure ricca di vitalità, di rettitudine e di amore per la ricerca e per la natura”. Il suo modo sereno di relazionarsi con tutti lo ha reso partecipe dello stesso disegno di grazia del Signore, che è dono d’amore per l’umanità intera.
Di fronte allo smarrimento, il Profeta ci indica la giusta postura dell’anima: «Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà... È una visione che attesta un termine: se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà» (Ab 2,1-3). E il Signore ci risponde rassicurando i nostri cuori doloranti.
I Padri monastici ci ricordano costantemente che la nostra speranza non è un’illusione, ma una solida àncora tesa verso l’eternità. San Gregorio di Nissa affermava in proposito: «Colui che ha promesso la risurrezione non è un uomo che possa mentire. Come dal seme apparentemente morto nella terra germoglia la spiga gloriosa, così questo nostro corpo mortale viene seminato nella debolezza per risorgere nella potenza e incorruttibilità del corpo glorioso di Cristo» (De resurrectione Domini / De hominis opificio, cap. XXVII).

Nel Vangelo (Mt 17,14-20), Gesù stesso ci ricorda che «se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: "Spòstati da qui a là", ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile»… Nulla è impossibile a Dio! Ce lo confermano le vicende che abbiamo attraversato e le difficoltà superate nel nome del Signore: Egli ci rende forti nella prova e incrollabili nella speranza. Chi agisce nel Suo nome partecipa della Sua opera; chi crede in Lui possiede già la vita eterna. I Padri della tradizione spirituale definivano la risurrezione finale come «l’alba dell’ottavo giorno, in cui non vi sarà più notte né pianto, ma solo la gioia senza fine della comunione con Dio» (cfr. San Basilio, Sul Santo Spirito, cap. 27; San Giovanni Cassiano, Conferenze ai monaci, Conferenza IX). E San Teofane il Recluso consolava così chi piangeva i propri cari: «Non guardare alla tomba con disperazione. Il tuo caro non si è perso: ha solo attraversato il velo prima di te. Ciò che è seminato nella terra del dolore fiorirà nei giardini dell’Eterno» (Lettere sulla vita spirituale, in Epistolario, Lettera sulla morte e la vita eterna).

Siamo profondamente grati al Signore per la bontà, la generosità, la mitezza e l’amabilità che Luigi ci ha trasmesse durante la sua vita terrena, mediante i suoi studi, la sua cultura e i suoi insegnamenti. Egli ci offre un modello limpido di vita cristiana, spesa nel rispetto e nel servizio.

Affidiamo ora l’anima del nostro fratello Luigi dalle mani misericordiose del Padre. La Vergine Maria, Madre della Speranza, conforti la sposa Eugenia, i familiari e tutti noi che lo abbiamo amato. Nell’attesa del giorno in cui ci ritroveremo tutti insieme nella luce della Risurrezione, a Cristo Signore, vincitore della morte, diamo onore e gloria per i secoli eterni.
Amen.

DALLA SERIE: Che cosa fanno i monaci in un monastero?La risposta più immediata è: pregano. Ed è vero. La liturgia, la pr...
04/08/2026

DALLA SERIE: Che cosa fanno i monaci in un monastero?

La risposta più immediata è: pregano. Ed è vero. La liturgia, la preghiera personale, la meditazione e la lectio divina sono il cuore della vita monastica.
Ma san Benedetto ci ha lasciato anche un'altra parola, semplice e profonda: Labora.
Per il monaco non esiste separazione tra preghiera e lavoro. Anche il lavoro delle mani diventa preghiera quando è vissuto con umiltà, pazienza e amore.
Per questo la giornata monastica è fatta anche di tante attività concrete: l'accoglienza degli ospiti, la cura della casa, dell'orto e del giardino, i maialini in stalla o le capretti per il latte, ma anche la cucina, le pulizie... e, come da antica tradizione, il lavoro della Spezieria monastica.
È qui che erbe officinali, spezie e altri doni della natura vengono preparati con cura e pazienza, secondo ricette e lavorazioni tramandate nel tempo.

Da questo lavoro nasce la nostra nuova collezione Di-Vini.

Preparati a mano nella Spezieria del Monastero, i Di-Vini nascono dalla lenta macerazione di erbe officinali, spezie e botaniche accuratamente selezionate in vino bianco. Il tempo permette agli ingredienti di cedere naturalmente profumi, aromi e sfumature, dando vita a sette interpretazioni dal carattere unico.

La collezione comprende:

* Verdivia - Vermouth
* Stelvena - All'anice stellato
* Finello - Al fi*****io e china
* Liquira - Alla liquirizia
* Zingea - Allo zenzero
* Laurenia - All'alloro e salvia
* Capsea - Al peperoncino

Abbiamo scelto il nome Di-Vini come un gioco di parole, ma anche come un invito a riscoprire il valore del tempo, della convivialità e della contemplazione.

Perché anche un calice, vissuto con misura e gratitudine, può diventare un invito alla contemplazione.

Scopri la collezione:
https://www.monastica.info/prodotti-monastici?category=Vini+dolci

Dal Monastero San Vincenzo in Bassano Romano (VT)
Ogni bene

Monaci Benedettini Silvestrini
Bassano Romano (VT)

Spezieria monastica

La Comunità Monastica dei P.P. Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. in Bassano Romano, annuncia la tris...
26/05/2026

La Comunità Monastica dei P.P. Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. in Bassano Romano, annuncia la triste notizia, del ritorno alla Casa del Padre Celeste del caro confratello Don CLETO TUDERTI già priore di questo Monastero.

La Camera ardente verrà allestita in Monastero domani, il 27 Maggio 2026 e sarà aperta fino ai funerali.

I funerali presso la monastica Chiesa di San Vincenzo, nonché Santuario del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo, verranno celebrati il 28 Maggio alle ore 11, dopodiché Don Cleto verrà trasportato al cimitero dell’Ordine, presso l’Eremo di San Silvestro Abate in Fabriano, per il riposo eterno.

16/05/2026

Omaggio alla Madonna della Pietà da San Vincenzo :)

Presentazione dell’evento del 31 maggio sul Dolore e come affrontarlo con metodi naturali:
15/05/2026

Presentazione dell’evento del 31 maggio sul Dolore e come affrontarlo con metodi naturali:

L’argomento scelto per il prossimo incontro è: IL DOLORE: tra biologia, consapevolezza e rimedi naturali. Comprendere il dolore significa imparare ad ascolta...

Indirizzo

Via SAN VINCENZO, 88
Bassano Romano
01030

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