Nell’ambito delle attività caritatevoli, che una comunità civile e religiosa deve garantire al fratello meno fortunato, è l’istituzione di un contenitore multi funzionale dell’accoglienza, che provveda al sostentamento delle esigenze primarie di ogni essere umano, quali cibo, igiene della persona, indumenti ma soprattutto l’ascolto parola desueta consumata nei romanzi di altri tempi o in qualc
he trattato di sociologia. Un ascolto attento, misurato permette di superare ogni ostacolo, che al momento del racconto può sembrare insormontabile, permettendoti di entrare intimamente nella coscienza del ns. Il conforto dell’anima è la pietra miliare della carità, in poche parole il donarsi umilmente senza l’opulenza dei preconcetti può dare una speranza e al contempo determinare certezze, non solo in coloro che abbiamo di fronte ma in noi stessi e questo lo si raggiunge solo con i piccoli gesti. impegno come volontari nasce da queste semplici considerazioni, perché servire un pasto ad un fratello bisognoso o dargli la possibilità di farsi una doccia o lavare i suoi panni presso le ns. strutture è il gesto più semplice quasi automatico, ma se fatto con amore e rispetto edifica in noi la consapevolezza che qualcosa può cambiare anzi deve cambiare. Sulla base di queste considerazioni si richiede alla “società civile” un contributo fattivo da attuarsi in maniera modulare attraverso lasciti, cibo, detersivi e ogni genere di conforto per l’igiene della persona e soprattutto, la vs. preziosa collaborazione come volontari anche per poche ore la settimana, presso la “mensa” in Via Barberini, 253 o il servizio di “accoglienza” in Via Manfredi, 45.